Viareggio, il monumento di Turcato smantellato in un capannone dell'azienda dei rifiuti


A Viareggio, il monumento di Giulio Turcato, le Oceaniche, dopo nove mesi è ancora smantellato e abbandonato in un capannone. Pare sia in attesa di restauro.

Non è cambiata la situazione per le Oceaniche, il bel monumento che uno dei grandi maestri del XX secolo in Italia, Giulio Turcato (Mantova, 1912 - Roma, 1995), nel 1990 aveva donato alla città di Viareggio, luogo che amava. Il caso era scoppiato lo scorso dicembre, quando la scultura era stata rimossa dalla sua abituale collocazione, piazza Puccini (all’inizio del lungomare cittadino) per essere stivata in un deposito comunale, poggiata a terra direttamente sull’erba, dietro alcuni cassonetti. A denunciare lo stato dell’opera erano stati il consigliere comunale Alessandro Santini (Lega Nord) e la giornalista Rossella Martina (che al momento è candidata per il consiglio comunale della città tirrenica nella lista civica “Più Democrazia per Viareggio”).

Il sindaco, Giorgio Del Ghingaro, indipendente di centro-sinistra, aveva risposto facendo sapere che le “vele” (così il monumento è noto in città) erano state rimosse in quanto in attesa di restauro. “I piedistalli”, aveva detto, “avevano bisogno di manutenzione, erano corrosi e il vento poteva rendere pericolosa l’opera d’arte”. Il primo cittadino aveva poi aggiunto: “Saranno sistemati, con tutti i crismi del caso e il tutto riprenderà nuova vita in un luogo più visibile, in maniera da farne risaltare ancora di più la colorata bellezza”. Sul fatto che l’opera fosse stata rimossa senza informare la cittadinanza, il sindaco aveva risposto con sufficienza: “Non mi sembrava una cosa rilevante, spostare delle statue per restaurarle”.

Il problema è che, nove mesi dopo, del restauro non c’è neanche l’ombra. Rossella Martina, a settembre, è tornata a indagare e ha diffuso alcune immagini delle Oceaniche, che sono ancora accatastate, non più all’aperto bensì in un capannone della SEA, la società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Viareggio. Che l’opera si trovi nel capannone lo aveva confermato il quotidiano Il Tirreno aggiungendo una nota di redazione a una dichiarazione di Del Ghingaro: “Poco prima di Natale 2019”, aveva scritto il sindaco sulla sua pagina Facebook, “le abbiamo rimosse perché non erano più sicure. Nelle valutazioni di chi le ha osservate c’erano problemi di sicurezza. Le abbiamo rimosse, ricoverate in un luogo idoneo (un capannone dell’azienda dei rifiuti, Sea Ambiente, ndr) e le abbiamo fatte visionare da alcuni esperti. Che hanno detto due cose: il basamento era degradato ed andava messo in sicurezza, così come i perni che tengono l’opera. E le opere avevano bisogno di un vero e proprio restauro. Abbiamo contattato L’Istituto centrale del restauro, massima autorità in materia, ed è venuto un paio di volte il direttore, che ha visionato l’opera e si è detto disponibile al restauro”. Terminato il restauro, ha fatto sapere il primo cittadino, “le riposizioneremo a Viareggio, in un luogo altrettanto idoneo, in grado di esaltarne la bellezza e la mobilità, perché erano opera che doveva muoversi col vento” (il monumento tuttavia è vincolato dalla Soprintendenza di Lucca a piazza Puccini, quindi non potrà spostarsi).

Sempre il Tirreno rivelava però che, alla data del 19 luglio, non risultavano ancora determine né delibere relative a un iter come quello prospettato dal sindaco, né risultavano affidamenti per il restauro (“passaggio”, ipotizzava il quotidiano toscano, “evidentemente ancora in fase di perfezionamento per quanto attiene alla parte burocratica ed economica dell’affidamento del restauro”). La città aspetta dunque risposte dal sindaco, che intanto viene duramente attaccato. Rossella Martina scriveva anche che dalle fotografie sembrava che mancassero alcune parti della scultura, in particolare quelle più alte (“forse”, ipotizzava, “perché in questo capannone non potevano essere nascoste adeguatamente”), e alcuni cittadini ipotizzano che l’opera abbia subito dei danneggiamenti durante i tanti mesi di stoccaggio forzato. “Del Ghingaro”, rilancia un’altra candidata al consiglio comunale, Anna Mahjar-Barducci, candidata per Più Democrazia, “si è lamentato, dicendo che le critiche sullo stato delle vele sono delle ‘prese di posizione sguaiate’ e che le vele sono al sicuro. Ce le faccia allora vedere. La cittadinanza vuole avere la possibilità di verificare il loro stato. Se sono davvero in un luogo idoneo, le critiche si placheranno. Se però fossero in un capannone della Sea e se mancassero dei pezzi alla scultura, il sindaco dovrebbe dimettersi. È inaccettabile vedere offesa l’arte di un grande maestro italiano”.

Nell’immagine: a sinistra, le Oceaniche in piazza Puccini, a destra nelle immagini diffuse da Rossella Martina. 

Viareggio, il monumento di Turcato smantellato in un capannone dell'azienda dei rifiuti
Viareggio, il monumento di Turcato smantellato in un capannone dell'azienda dei rifiuti


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