La Visitazione del Pontormo rischia di lasciare Carmignano. I cittadini non vogliono


La Visitazione, capolavoro del Pontormo, si trova di fronte al rischio di non essere vista a lungo (la sua chiesa è infatti inagibile) e a quello di essere spostata dalla sua Carmignano per poter essere comunque mostrata. I cittadini si oppongono e vogliono che l’opera rimanga in città.

Rischia di essere spostata la Visitazione, il capolavoro del Pontormo conservato nella chiesa dei Santi Michele e Francesco a Carmignano, in provincia di Prato, dove si trova fin dal momento della sua realizzazione, essendo destinata all’altare Pintadori presente nella chiesa della località toscana (benché comunque la chiesa abbia subito nei secoli grosse trasformazioni). Eseguita all’incirca tra il 1528 e il 1530, poco dopo la Deposizione, la Visitazione è uno dei grandi capolavori del manierismo e di tutta la storia dell’arte. La sua sede, tuttavia, soffre di rilevanti problemi di agibilità: la chiesa dei Santi Michele e Francesco subisce infatti infiltrazioni d’acqua, talmente serie che l’edificio è stato chiuso lo scorso giugno, e da allora non è stato più riaperto. Per ripristinare le condizioni di sicurezza necessarie a rendere agibile l’edificio, è stata stimata una spesa di ben 600mila euro, risorse di cui la parrocchia non dispone. E si tratta soprattutto di un intervento che richiede tempo.

Da qui, l’esigenza di dover spostare l’opera, come auspicato dal vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli. L’intervento si aggiunge peraltro a diversi altri lavori che sono stati effettuati sulla chiesa, che negli ultimi anni è stata interessata da uno smottamento, da un incidente che è diventato notizia nazionale (un camion, nel 2018, abbatté una parte del portico a seguito di un urto), e da alcuni lavori strutturali che hanno richiesto investimenti notevoli (nel 2024 comincerà infatti il restauro del convento e della canonica, lavori da 1 milione e 400mila euro, finanziati per circa 900mila euro attraverso l’8 per mille, ma per il rimanente la Diocesi è ancora alla ricerca di contributi). E pensare che, tra 2018 e 2019, la Visitazione del Pontormo era stata addirittura portata in tour negli Stati Uniti, al fine di raccogliere fondi per restaurare la chiesa, che già allora era in sofferenza. Evidentemente anche quell’iniziativa non è stata sufficiente.

Pontormo, Visitazione (1528-1530 circa; olio su tavola, 202 x 156 cm; Carmignano, Santi Michele e Francesco)
Pontormo, Visitazione (1528-1530 circa; olio su tavola, 202 x 156 cm; Carmignano, Santi Michele e Francesco)

La chiesa, ad ogni modo, resterà chiusa, e il destino della Visitazione è incerto. Forse sarà spostata in un’altra chiesa (il parroco Elia Matija vorrebbe che si spostasse nella vicina chiesa di San Luca), forse in un museo. Quel che è certo, è che Carmignano non vuole che l’opera lasci la città.

“La notizia del possibile spostamento da Carmignano della preziosa e maestosa opera del Pontormo, la Visitazione”, ha affermato ieri il sindaco Edoardo Prestanti, “ha provocato in tutta la nostra comunità un colpo al cuore”. Immaginare il territorio e la comunità “senza la Visitazione del Pontormo rappresenta una profonda ferita, un’opera che è parte della nostra cultura e sinonimo di Carmignano nel mondo”, ha aggiunto il primo cittadino. “Inoltre, la bellezza e la storia del capolavoro rappresenta un valore determinante e fondante della capacità di attrattiva turistica di Carmignano, tale da essere patrimonio di tutti i carmignaesi e le carmignanesi”. Quali allora le soluzioni? Al momento ancora non ce ne sono: il sindaco si è limitato a far sapere che l’amministrazione comunale ha chiesto un incontro con il vescovo, allo scopo di aiutare la parrocchia e la curia, di pari accordo con la soprintendenza, a trovare una via d’uscita che garantisca una corretta custodia del capolavoro e la sua permanenza nel nostro territorio comunale, consentendo a fedeli, cittadini e turisti di poterlo ancora ammirare. Inoltre, Prestanti ha voluto sottolineare che l’impegno della sua amministrazione “è anche diretto a prevedere azioni e progetti tali da tutelare e valorizzare l’opera, e che consentano di poter valutare raccolte fondi mirate al recupero del naturale spazio all’interno della parrocchia di San Michele Arcangelo in Carmignano”.

Non si può escludere il rischio che la Visitazione rimanga celata per molto tempo: se verrà valutato, infatti, che la pala, all’interno della chiesa pur non agibile, gode comunque di condizioni di sicurezza tali da non pregiudicarne la conversazione, non è detto che non venga lasciata dov’è. Ed è proprio questo il rischio che i carmignanesi vogliono scongiurare.


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