Riaprire i musei nei fine settimana? “Siamo pronti!”: i pareri di 20 direttori


Possiamo pensare di riaprire i musei nei fine settimana? I musei sono pronti per tornare ad accogliere il pubblico il sabato, la domenica e i festivi? Lo abbiamo chiesto a 20 direttori di alcuni importanti musei in tutta Italia.

Possiamo riaprire i musei nei fine settimana? È questa la domanda che Finestre sull’Arte ha rivolto ai direttori di alcuni importanti musei di tutta Italia. Con i dati relativi al contagio da Covid-19 che si fanno più confortanti, con gli istituti che si sono ormai pienamente adeguati alle norme di sicurezza e con il pubblico che ha dimostrato grande disciplina e osservanza delle regole, la riapertura dei musei nei festivi diventa non solo fattibile, ma anche auspicabile, per dare davvero a tutti l’opportunità di tornare a frequentare i luoghi della cultura. I musei si sono dimostrati luoghi sicuri, ed è poco probabile che, in assenza di turismo, la loro apertura nei giorni festivi scateni un carico sui mezzi pubblici e sulla socialità tale da far temere per l’andamento dell’epidemia: i musei che hanno già riaperto dimostrano che i numeri sono del tutto gestibili, specialmente nei piccoli centri.

Tornare a frequentare i musei nei fine settimana vorrebbe dire aiutare le persone a riprendere confidenza coi luoghi della cultura, dare la possibilità di visitarli anche a chi durante la settimana lavora, offrire un primo, piccolo incentivo alla ripartenza di quel turismo di prossimità che sarà uno dei paradigmi dei flussi dei viaggiatori anche per quest’anno: uscite brevi, di un giorno o al massimo di un fine settimana, alla scoperta del patrimonio che ci circonda. Siamo dunque pronti a far ripartire i musei anche il sabato, la domenica e i giorni festivi? Potrebbe essere una mossa positiva? I musei si sono organizzati?

Il panorama, da nord a sud, è vario. Cominciamo il viaggio da Roma: al Parco Archeologico del Colosseo (l’istituto museale più visitato d’Italia, riaperto dal 1° febbraio) la direttrice Alfonsina Russo si dimostra fiduciosa: “La riapertura durante la settimana”, spiega a Finestre sull’Arte, “è già un segnale positivo di speranza e di ripartenza. Penso però ai lavoratori e alle loro famiglie, che hanno orari incompatibili con le aperture dei luoghi di cultura. Spero che presto, se l’andamento della curva di contagi lo permette, si possa riaprire anche il fine settimana, per dare ad un maggior numero di persone la possibilità di godere della storia e della bellezza del Parco archeologico del Colosseo”.

Dell’opportunità di aprire i musei tutti i giorni è convinto anche Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, un altro dei musei più frequentati della capitale, tra i più attivi online nelle lunghe settimane della chiusura, e riaperto dal 2 febbraio. “Riaprire i musei anche nel fine settimana”, dice Nizzo, “sarebbe un segnale molto importante e, al tempo stesso, un invito a godere del proprio patrimonio in un momento nel quale siamo tutti costretti a rinunciare a qualcosa nell’interesse collettivo. Le condizioni per farlo in sicurezza ci sono, almeno in quelle realtà come Villa Giulia che non hanno le problematiche dei grandi attrattori. La cultura ha sempre generato benessere e nelle circostanze attuali il ruolo di servizio pubblico essenziale che è stato giustamente attribuito ai musei dovrebbe essere ancor più garantito. In modo da fornire un’alternativa originale a quanti non hanno la consuetudine di frequentare i nostri luoghi della memoria e che, proprio grazie alla loro apertura, potrebbero essere indotti a ritenerli finalmente una valida alternativa ai centri commerciali o a tutti quei luoghi del diletto effimeri che molti continuano a prediligere per trascorrere il loro tempo libero. Inclusione, benessere e invito alla partecipazione attiva al patrimonio costituiscono la nostra missione quotidiana. Confidiamo presto che possa essere così anche il fine settimana”.

Il Colosseo
Il Colosseo


Il ninfeo di Villa Giulia
Il ninfeo di Villa Giulia

Riprendiamo il viaggio dall’Italia settentrionale e spostiamoci a Torino, dove sulle riaperture nel weekend è d’accordo anche Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino: l’istituto piemontese ha riaperto al pubblico anch’esso il 2 febbraio. La riflessione della direttrice si concentra soprattutto sul pubblico: “Scomparsi i turisti”, ci spiega, “il nostro pubblico è in questa fase soprattutto un pubblico di prossimità, per il quale il museo può rappresentare un’esperienza di consolazione e di svago in un tempo sospeso e intristito dalla pandemia. La possibilità di aprire anche al sabato e alla domenica significa poter accogliere anche chi lavora, e soprattutto le famiglie, offrendo loro, proprio in questo momento di mobilità ridotta ai minimi termini, la possibilità di viaggiare almeno con l’immaginazione attraverso la storia, nel meraviglioso mondo di forme, di colori e di storie racchiuso nelle architetture e nelle collezioni dei Musei Reali, che spaziano dalla preistoria all’età moderna. Senza contare le mostre dedicate a due grandi maestri della modernità in senso assoluto: Robert Capa e Raffaello. Ci auguriamo perciò che presto si possano ritrovare, anche nei musei, i ritmi della normalità, di cui tutti abbiamo bisogno”.

Dal Piemonte alla Lombardia, dove il capoluogo, Milano, freme per riaprire stabilmente i musei. Abbiamo dato spazio agli interventi dell’assessore alla cultura del Comune, Filippo Del Corno, che ha programmato le riaperture dei musei civici (che torneranno ad accogliere il pubblico a breve) e ha anche scritto una lettera al presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, per chiedere di dare priorità alla riapertura dei luoghi della cultura. Ma anche fuori da Palazzo Marino si spinge per riaprire il sabato e la domenica. Abbiamo sentito Emanuela Daffra, direttrice della Direzione Regionale Musei della Lombardia, competente per diversi luoghi della cultura in regione (dal Cenacolo Vinciano, che riapre lunedì 8 febbraio, al Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri, dal Castello Scaligero di Sirmione al Museo della Certosa di Pavia). “Chiedete ‘possiamo pensare di riaprire i musei nei festivi?’ La riposta di primo acchito è ‘certamente’. Nei mesi passati abbiamo messo a punto percorsi tali da evitare sovrapposizioni di flussi, individuato numeri massimi, quando necessario contingenti di prenotazione, previsto il termoscanner per la temperatura, sistemato distributori di gel disinfettante in punti strategici, formato il personale dotandolo di adeguati dispositivi di protezione individuale. Questo sistema articolato ma rodato funziona egualmente nei festivi come nei feriali. Credo però che sia necessaria una riflessione più complessiva. I mesi passati hanno inciso fortemente anche sui modelli di lavoro. Lo smart working, il lavoro da casa, la didattica a distanza portano con sé una scansione inedita del tempo. Lo schema “tempo libero nel week end” forse non è più il solo con cui dobbiamo confrontarci. Mi sembra perciò necessario essere molto attenti e vigili nell’interpretare esigenze e modalità nuove, coniugandole con le esigenze della sicurezza sanitaria e forse, fra qualche mese, porci il tema più complesso di orari di apertura diversi, magari coordinati e pianificati su base territoriale”.

Si programma la ripartenza anche al Museo Diocesano “Carlo Maria Martini”, attivissimo sull’online, con molte iniziative che non hanno fatto mancare al pubblico la presenza del museo. “Noi riapriremo il 16 febbraio”, ci fa sapere la direttrice, Nadia Righi, “e per ora, come previsto dall’ultimo dpcm, apriremo con il nostro consueto orario solo dal martedi al venerdi. Siamo organizzati sin dal mese di maggio in modo tale che la visita nelle nostre sale possa avvenire in totale sicurezza e, anche grazie alla possibilità di prenotare il biglietto, non abbiamo mai avuto situazioni di assembramento. Speriamo dunque che il prossimo dpcm possa consentire di aprire i musei anche nei fine settimana, dando così finalmente la possibilità anche a chi lavora di venire a visitare”.

Una speranza condivisa anche dal Museo Poldi Pezzoli (di nuovo aperto dal 4 febbraio), che ritiene estremamente importante la riapertura nei fine settimana. Così ci ha detto la direttrice Annalisa Zanni: “Auspichiamo un’apertura anche durante le giornate di sabato e domenica, che è fondamentale, non solo in termini di sostenibilità economica, ma soprattutto per permettere a chi lavora, da remoto o in presenza, di poter godere del Museo durante il fine settimana, quando solitamente le persone non lavorano, e altrettanto per i ragazzi, per i quali in questi momenti la scuola non può prevedere uscite extra-scolastiche”.

Dello stesso avviso è, spostandoci da Milano alla regione, Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei: i musei della Fondazione non solo hanno già riaperto, ma lo hanno fatto gratuitamente, fino al 26 febbraio. “La riapertura dei musei e delle mostre anche nei fine settimana”, afferma Karadjov, “rappresenterebbe da parte del neocostituito governo Draghi un gesto di fiducia nei confronti del lavoro professionale che queste Istituzioni della cultura hanno realizzato in questi 10 mesi per garantire la più completa sicurezza dei visitatori”. Il direttore fornisce anche alcune interessanti anticipazioni: “A quanto trapela sin qui dalle consultazioni del nuovo Primo Ministro rispetto all’attenzione che verrà posta dall’esecutivo intorno alle economie turistiche e culturali, che complessivamente valgono circa il 15% del PIL nazionale, lascia ben sperare. La riapertura dei musei dovrebbe essere affiancata anche da una politica di incentivo alla domanda: è quanto la nostra Fondazione Brescia musei sta adottando con le gratuità su musei e mostre per tutto febbraio e l’avvio di attività educative per gli adolescenti, gruppo sociale che ha sofferto maggiormente nell’ultimo anno”.

Torino, Palazzo Reale
Torino, Palazzo Reale


Il Cenacolo Vinciano
Il Cenacolo Vinciano


Il Museo Diocesano di Milano
Il Museo Diocesano di Milano


Il Museo Poldi Pezzoli di Milano
Il Museo Poldi Pezzoli di Milano


La Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia
La Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia

Il giro delle altre regioni dell’Italia del nord comunica sensazioni simili. Si comincia dalla Liguria, dove Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale (riaperto dal 1° febbraio), crede che la riapertura il sabato e la domenica sia una necessità. “Non solo penso che sia possibile”, spiega, “ma ritengo che sia necessario, se davvero crediamo che la cultura sia un servizio essenziale. Una gestione come quella alla quale dobbiamo attenerci va apertamente contro uno principi basilari dei luoghi della cultura, che è il dovere all’accessibilità. Con le aperture settimanali (che poi sono sempre meno settimanali, nel senso che sono divenute per taluni gestori e amministratori l’alibi perfetto per non aprire e per proporre orari che quanto meno definirei singolari: ‘se non ci sono turisti cosa apriamo a fare’, ‘se la gente va al lavoro cosa si apre a fare’, ‘se le scuole nn ci sono perché essere aperti’... e così via), non riusciamo certo ad andare incontro alle esigenze di quello che è oggi il nostro pubblico di riferimento, e cioè quello di prossimità. Noi come Palazzo Ducale stiamo attuando tutta una serie di iniziative come il prolungamento di orario fino alle 21, le visite guidate in pausa pranzo, ci stiamo organizzando per aperture la mattina presto, ma non è sufficiente. Perché questo è un momento impegnativo: dobbiamo consolidare bisogni culturali scoperti in questi mesi o destare quelli assopiti, dobbiamo rimettere in moto una macchina che è vitale non solo per la dignità delle persone che lavorano di cultura, ma per tutti i cittadini. E poi i musei per aprire nei giorni della settimana si attengono già a quelle regole che ne possono garantire la sicurezza nei giorni festivi: ingressi su prenotazione, biglietti on line, distanziamento, termoscanner. Quindi noi siamo pronti, il pubblico è pronto, e non dimentichiamo che la cultura cura... è un dovere riaprire”.

Si augura di poter di nuovo accogliere il pubblico il fine settimana anche Laura Dal Prà, direttrice del Castello del Buonconsiglio di Trento, tra i primi a riaprire lo scorso 19 gennaio, in quanto il Trentino è stata una delle prime regioni a tornare in zona gialla: “Il mio auspicio e la mia speranza è che i musei possano aprire quanto prima anche nei giorni festivi. Il Castello del Buonconsiglio, dopo il primo lockdown durato dall’8 marzo fino al 2 giugno, si è adeguato alle norme anti contagio rispettando tutti i protocolli, dalla prenotazione obbligatoria on line o telefonica, al contingentamento del pubblico per fasce orarie, all’ obbligo di indossare mascherine, alla misurazione della febbre, alla sanificazione delle mani, organizzando un percorso di visita specifico all’interno del museo al fine di evitare assembramenti. I numeri di ingressi registrati in queste prime settimane di riapertura sono davvero modesti, condizionati ovviamente dal divieto di spostamento tra regioni, quello relativo all’utenza scolastica, e l’invito alla popolazione anziana ad uscire il meno possibile. Sarebbe importante giungere in tempi brevi alla possibilità di apertura di sabato e domenica, considerato che con le misure di sicurezza citate e già ampiamente testate con ottimi esiti il museo non avrebbe nessun problema ad accogliere in serenità famiglie e persone che potrebbero godersi un po’ di arte e cultura nei week end, visto che durante la settimana molti sono impegnati al lavoro”.

Proseguendo verso est giungiamo a Verona, dove Timoty Leonardi, appena entrato in carica come Project Manager della Fondazione Biblioteca Capitolare dopo essere stato direttore della Fondazione Museo Tesoro del Duomo di Vercelli, non ha dubbi: “La nostra priorità è quella di recuperare il rapporto diretto con l’utenza di prossimità, sperando di poter riaprire nei giorni festivi quanto prima. I musei stimolano l’immaginazione, sono fonte d’ispirazione e creano connessioni tra i visitatori e le reti sociali. Le persone hanno bisogno di poter ricominciare a respirare cultura. Noi abbiamo bisogno di rivedere gli occhi dei visitatori luccicanti davanti a un’opera d’arte o a una miniatura medievale”.

Auspica di aprire il fine settimana Andreina Contessa, direttrice del Castello di Miramare di Trieste (riaperto dal 1° febbraio: il suo Parco invece non ha mai chiuso), che ragiona in termini di composizione dei flussi dei visitatori: “Certamente sarei d’accordo sulla riapertura dei musei nel fine settimana. Credo tuttavia che questa decisione di limitare l’apertura ai giorni feriali sia volta a evitare potenziali assembramenti e lo spostamento non necessario delle persone in un periodo ancora difficile per i pericoli legati alla pandemia. Va comunque evidenziato che sia la stagione, sia la particolare contingenza sociale, rendono improbabili le grandi affluenze. Il pubblico, infatti, è essenzialmente quello di prossimità. Per questo auspico che si possa presto riaprire nei fine settimana perché sono le giornate nelle quali le famiglie possono muoversi e in cui è più facile organizzare piccoli appuntamenti o le visite guidate, che in questo lungo periodo sono state necessariamente sospese, con tutte le precauzioni e nel rispetto delle misure di sicurezza”.

Genova, Palazzo Ducale, la Cappella del Doge
Genova, Palazzo Ducale, la Cappella del Doge


Il Castello del Buonconsiglio
Il Castello del Buonconsiglio


La Biblioteca Capitolare di Verona
La Biblioteca Capitolare di Verona


Castello di Miramare di Trieste, Sala del trono. Ph. Credit Fabrice Gallina – archivio PromoTurismoFVG
Castello di Miramare di Trieste, Sala del trono. Ph. Credit Fabrice Gallina – archivio PromoTurismoFVG

Spostandoci in Emilia-Romagna, a Bologna, Fabio Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae, istituto che raduna diversi musei bolognesi (da Palazzo Fava al Museo della Storia di Bologna di Palazzo Pepoli), è stato tra coloro che si sono fatti più sentire durante le settimane della chiusura ed è concorde sul riaprire nei festivi: “L’auspicio”, dichiara, “è ovviamente quello di riaprire le porte dei musei anche nei weekend, giorni in cui si rispetterebbero le stringenti procedure di sicurezza già seguite scrupolosamente nei giorni feriali, dalle prenotazioni al contingentamento degli accessi, al distanziamento. È del tutto evidente che la chiusura dei Musei nel weekend crea una discriminazione verso coloro che durante la settimana non possono frequentarli per ragioni di lavoro. Di bellezza, di nutrimento culturale e di evasione dalla routine di una quotidianità dai confini stretti (ciò che sta creando una certa sofferenza psicologica trasversale a tutta la popolazione, come ci riportano i media nelle ultime settimane) c’è un bisogno enorme: lo dimostrano le centinaia di richieste di prenotazioni che abbiamo ricevuto non appena si è avuta la notizia della zona gialla in Emilia Romagna”.

D’accordo anche Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte, da cui dipendono i musei di Ferrara, tra cui Palazzo dei Diamanti, che ha riaperto il 1° febbraio registrando quasi 700 visitatori nei primi giorni d’apertura. È possibile riaprire i musei? “Assolutamente sì”, ci risponde Di Natale, "perché le nostre regole valgono per tutti i giorni. A Palazzo dei Diamanti seguiamo un documento che risponde al Regolamento Covid applicato ai nostri spazi, a un protocollo scritto dal Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione che è molto dettagliato e vale per tutti i giorni: non vale solo dal lunedì al venerdì, ma anche per il sabato e la domenica. Abbiamo una serie di prescrizioni, quindi non si vede per quale ragione queste non possano valere anche per i giorni di maggiore affluenza prevista. Ora ci sono ancora le regioni chiuse quindi comunque l’utenza è sempre limitata, però il sabato e domenica sono uguali agli altri giorni. Abbiamo le entrate contingentate (15 persone ogni 15 minuti) in relazione alla capienza delle sale, la misurazione della temperatura obbligatoria all’ingresso, la mascherina obbligatoria per pubblico e personale, la raccomandazione continua per le distanze, la prenotazione consigliatissima, gli igienizzatori in tutti i varchi con relativa cartellonistica, ogni giorno sanificazione degli ambienti (nei bagni due volte al giorno e in tutta la galleria una volta al giorno). Inoltre abbiamo anche adottato una membrana protettiva che si applica sulle superfici: è una pellicola autosanificante, quindi antivirale e antibatterica, che abbiamo messo a una spesa cospicua in tutti gli armadietti, nelle maniglie, sul bancone della biglietteria. Abbiamo usato uno scrupolo quasi esagerato... Con queste misure pare chiaro che non cambia se è lunedì o sabato. Abbiamo tutte le regole a posto e anche oltre, perché ad esempio questa membrana antivirale e antibatterica è un investimento che abbiamo fatto proprio per rendere il museo e gli spazi espositivi ancora più sicuri.

Dal nord al centro: anche Firenze aspetta di buon grado i visitatori del sabato e della domenica. “In questi giorni”, dice Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi riaperte dal 21 gennaio (con più di 7.000 visitatori la prima settimana), “abbiano notato una grandissima sete di cultura, qui da noi agli Uffizi. 7.300 solo nei primi sei giorni. Sono convinto che si debba riaprire i musei anche il sabato e domenica e che anzi si debba fare presto a farlo per consentirci di pianificare al meglio e diluire i flussi. E non solo, perché tra le ragioni importanti per andare oltre l’apertura nei giorni feriali, c’è la necessità di venire incontro alla gente che lavora: non tutti possono prendersi una pausa o addirittura un giorno di ferie per venire al museo”.

Si dimostra prudente Paola D’Agostino, direttrice dei Musei del Bargello (cui fanno capo anche il Museo delle Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli), i primi musei statali a riaprire nel capoluogo regionale, dallo scorso 18 gennaio: “Certo, sarebbe auspicabile riaprire i nostri musei anche nel fine settimana”, sostiene parlando con Finestre sull’Arte, “ma sono decisioni che vanno prese con estrema cautela vista la fase delicatissima dell’emergenza sanitaria che ci troviamo ad attraversare. Il primo obiettivo è quello della gestione della pandemia, bisogna contenere i contagi che stanno risalendo, ed è fondamentale che le indicazioni (anche riguardo alla possibilità o meno di aprire i luoghi della cultura) arrivino in prima battuta dal Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute. Allo stesso tempo spero che, come è stata data ai musei la possibilità di riaprire, si possa procedere al più presto, seppur con la massima cautela, alla riapertura di cinema e teatri. Dal canto mio sarei disposta anche a rinunciare momentaneamente alla riapertura nel weekend se questo permettesse di dare un po’ di ossigeno a teatri e cinema. Ovviamente per noi sarebbe una rinuncia di introiti, ma nell’ambito di un’organizzazione sistemica della cultura, che credo sia imprescindibile, una calendarizzazione delle aperture potrebbe essere un modo per far ripartire anche quelle realtà che non sono ancora state messe nelle condizioni di poterlo fare”.

In Toscana hanno riaperto anche diversi musei della Direzione Regionale Musei del MiBACT: dal Museo Nazionale di San Marco al Museo Archeologico Nazionale di Arezzo, dai Musei Nazionali di Lucca (Palazzo Mansi e Villa Guinigi) alla Certosa Monumentale di Calci, sono 30 su 49 i musei che hanno riaperto a partire da giovedì 21 gennaio. “È quasi scontato dire che per noi le aperture nei fine settimana e nei festivi sono molto importanti”, afferma il direttore Stefano Casciu. “Una parte non trascurabile del nostro pubblico potenziale può visitare i musei solo nei fine settimana, per ragioni di tempo libero, anche pensando a luoghi situati fuori dai centri storici e non facilmente raggiungibili (ad esempio le aree archeologiche o le ville medicee, per fare solo alcuni esempi). Le aperture attuali, limitate ai giorni feriali, hanno comunque avuto un discreto riscontro, in particolare in luoghi come il Museo di San Marco a Firenze, che ha riaperto offrendo la novità del nuovo allestimento della sala del Beato Angelico, molto anticipata di media, che quindi ha creato subito notevole interesse. Dal punto di vista organizzativo, le aperture nei fine settimana non ci creano particolari difficoltà logistiche, se non quelle già esistenti derivanti dalla ormai cronica carenza di personale, coi limiti che ne conseguono in termini di orari e di turnazioni”.

Parla di riapertura come necessità anche Elisa Bruttini, direttrice della Fondazione Musei Senesi, istituto che riunisce 45 musei della provincia di Siena, dal Museo Diocesano di Pienza al Museo Civico di Montepulciano, dalla Pinacoteca di San Gimignano alle Collezioni di preistoria e archeologia di Siena: “Non si tratta di una domanda, ma di una necessità: dobbiamo riaprire i musei nei giorni festivi. La riserva sta nella responsabilità individuale, come per tutti i nostri comportamenti in questi mesi, e forse nella definizione di una distinguo tra le grandi città d’arte e i centri minori. Nei cosiddetti piccoli musei, ovvero la stragrande maggioranza dei presidi culturali sparsi nel nostro territorio nazionale e nelle terre di Siena nello specifico, i flussi resterebbero contenuti ma riattiverebbero i circuiti economici locali dell’accoglienza e soprattutto restituirebbero ai visitatori la dimensione civica e culturale del tempo libero e agli operatori culturali la dignità professionale, messa a dura prova da questo imprevedibile scenario”.

Bologna, la mostra sul Polittico Griffoni a Palazzo Fava
Bologna, la mostra sul Polittico Griffoni a Palazzo Fava


Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Ferrara, Palazzo dei Diamanti


Firenze, Galleria degli Uffizi
Firenze, Galleria degli Uffizi


Firenze, Museo delle Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova
Firenze, Museo delle Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova


Firenze, Museo Nazionale di San Marco
Firenze, Museo Nazionale di San Marco


Montepulciano, Museo Civico
Montepulciano, Museo Civico

Il viaggio si conclude nel Meridione, dove già alcuni giorni fa il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, era stato tra i primi a portare all’ordine del giorno il tema delle riaperture nei festivi. “Sappiamo tutti che le famiglie sono impegnate durante la settimana”, aveva dichiarato all’agenzia ADN Kronos, “quindi il regalo più bello che potremo fare loro, e a tutti quelli che amano gli istituti, è quello di riaprire anche il sabato e la domenica. Naturalmente sempre in sicurezza, con numeri contingentati, ma le condizioni ci sono. Auspicherei che si potesse cambiare rotta rapidamente aprendo anche il sabato e la domenica”.

Anche al sud abbiamo sentito i pareri di alcuni direttori, anche se in queste zone l’atteggiamento degli istituti si dimostra più cauto, benché l’augurio di tutti sia, ovviamente, quello di tornare ad aprire al più presto anche nel fine settimana. In Abruzzo ha già riaperto i battenti il Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila. La direttrice Maria Grazia Filetici, in carica da novembre, non aveva nascosto il suo entusiasmo (“siamo felici di riaprire il MuNDA”, aveva detto: “i nostri obiettivi sono molti e per questo stiamo lavorando per nuove offerte e programmi di valorizzazione per tutti”), e parlando con la nostra testata dichiara: “Ritengo che nel fine settimana sarebbe importante riaprire i musei anche per includere visitatori che, per diverse ragioni, non ne hanno la possibilità nei giorni lavorativi”.

Abbiamo provato anche a sentire cosa si dice in una delle regioni ancora rimaste in zona arancione: la Puglia. Qui i musei ovviamente sono ancora chiusi e al momento è difficile fare previsioni. Così ci dice Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto: “In Puglia, i dati sul contagio sono ancora preoccupanti. È necessario abbassare al più presto il dato su mortalità e contagio, mentre si mantiene vivo il rapporto del museo con tutta la sua comunità attraverso gli strumenti che abbiamo a disposizione: webinar, conferenze digitali in diretta, tour virtuale. Noi siamo già pronti a visite in presenza in tutta sicurezza, ma appena quei valori torneranno a scendere”.

Infine, sulle aperture nei festivi non si sbilancia Francesco Sirano, direttore del Parco Archeologico di Ercolano, altro istituto tra i primi a riaprire, dallo scorso 18 gennaio. “Queste decisioni di opportunità”, sottolinea Sirano, “le prende il ministro coordinandosi con il comitato scientifico, in questo momento c’è bisogno di unità di intenti e fiducia in chi prende le decisioni di interesse generale. Tutti speriamo di tornare presto alla normalità. Ma non dimentichiamo il motivo per cui siamo chiusi. Certo non vediamo l’ora che si creino le condizioni per l’apertura anche nei fine settimana. Sarebbe una cosa bella e desiderabile, ma dobbiamo fare i conti con la realtà, bisogna essere pazienti e responsabili a ricordare che siamo parte di una società complessa, con tante interazioni. Aspettiamo fiduciosi le decisioni”.

Alla fine del viaggio si ha la sensazione che i musei stiano pronti per la sfida: praticamente tutti hanno dimostrato di aver lavorato al meglio, in maniera encomiabile, sia per preparare le sale in vista delle riaperture (e i flussi, in questi giorni, vengono gestiti senza alcun problema), sia per non far sentire al pubblico la loro mancanza. È dunque giusto che si cominci a ragionare sulle riaperture consuete nei festivi: non significa certo sottovalutare i rischi della pandemia. Quello dei musei è però un ambito in cui le esigenze del contenimento del contagio possono tranquillamente convivere con quelle del pubblico che desidera tornare nei luoghi della cultura e con quelle dei musei che non vedono l’ora di tornare a dargli il benvenuto nelle sale.

Napoli, Museo Archeologico Nazionale, la Sala del Toro Farnese
Napoli, Museo Archeologico Nazionale, la Sala del Toro Farnese


L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo


Taranto, Museo Archeologico Nazionale
Taranto, Museo Archeologico Nazionale


Ercolano, Parco Archeologico
Ercolano, Parco Archeologico


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Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo


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1. Fsa in data 08/02/2021, 00:52:08

Speriamo aprino subito nel weekend!







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