TEFAF Maastricht 2026 si chiude con oltre 50mila visitatori e vendite milionarie


La 39ª edizione di TEFAF Maastricht si chiude con numeri importanti e vendite solide, confermandosi punto di riferimento globale per arte, antiquariato e design nonostante le incertezze internazionali.

Si è conclusa con risultati che superano le aspettative degli organizzatori la 39ª edizione di TEFAF, la grande fiera di alto antiquariato di Maastricht, e gli esiti confermano il ruolo della manifestazione come una delle principali piattaforme internazionali per il mercato dell’arte, dell’antiquariato e del design. Nei suoi otto giorni di apertura, dal 12 al 19 marzo 2026, la fiera ha registrato oltre 50.000 visitatori, segnando un’affluenza eccezionale e un’attività commerciale sostenuta in tutte le categorie.

L’evento si è distinto ancora una volta per l’elevato livello qualitativo delle opere presentate e per la forte partecipazione istituzionale. Oltre 450 musei internazionali erano rappresentati, insieme a 67 gruppi di mecenati, a testimonianza di un ecosistema che continua a riunire curatori, studiosi e collezionisti da tutto il mondo. Tra le istituzioni presenti figuravano nomi di primo piano come il Metropolitan Museum of Art, il Rijksmuseum, il Louvre e la sua sede di Abu Dhabi, il Musée d’Orsay, il Victoria and Albert Museum, la National Gallery, il Van Gogh Museum, lo Städel Museum e il Museum of Fine Arts Boston.

In un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche, la fiera si è dimostrata un indicatore affidabile dello stato di salute del mercato globale. Dopo un avvio particolarmente dinamico nei giorni di anteprima, la fiducia si è consolidata lungo tutta la settimana, con vendite costanti e diffuse. Diversi espositori hanno definito questa edizione tra le più riuscite nella storia della manifestazione.

A sottolineare la stabilità della fiera è anche la fedeltà degli espositori: circa il 25% dei partecipanti prende parte a TEFAF da oltre vent’anni. Un dato che evidenzia la solidità di una piattaforma capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato mantenendo standard elevati. Nonostante sia sinonimo di capolavori di qualità museale, TEFAF continua a sfidare l’idea di un mercato esclusivamente elitario. Le opere presentate coprivano infatti una fascia di prezzo molto ampia, da circa 2.000 euro fino a vendite milionarie, rendendo la fiera accessibile sia ai collezionisti affermati sia a chi si avvicina per la prima volta al collezionismo. In questa direzione si inserisce il Programma Emerging Collectors, curato da Paul Arnhold, che ha visto la partecipazione di 96 gallerie impegnate a proporre opere sotto i 20.000 euro, offrendo un punto d’ingresso concreto per una nuova generazione di acquirenti.

Parallelamente, TEFAF ha rafforzato il proprio impegno nella formazione e nella ricerca, accogliendo dieci curatori internazionali per un corso intensivo di cinque giorni organizzato in collaborazione con l’Università di Maastricht. L’iniziativa mira a sostenere lo sviluppo della futura leadership museale, consolidando il ruolo della fiera anche come piattaforma educativa.

Durante la manifestazione sono emerse alcune tendenze significative nel collezionismo contemporaneo. Si registra una rinnovata domanda per opere di piccola scala, apprezzate per la loro versatilità e intimità, insieme a un crescente interesse per collezioni trasversali che attraversano epoche e discipline. Rimane centrale l’attenzione alla provenienza, alla rarità e al valore scientifico delle opere, mentre si consolida il riconoscimento di artisti storicamente trascurati, in particolare donne. Parallelamente, cresce l’interesse per la materialità e la qualità artigianale.

Accanto alla dimensione commerciale, la fiera ha ospitato il TEFAF Summit, sostenuto da AXA XL, che ha riunito 250 delegati internazionali tra esponenti del mondo dell’arte, dell’accademia, della finanza e delle politiche pubbliche. L’edizione di quest’anno, intitolata Beyond Economic Impact: Rethinking Culture in Public Policy, ha analizzato il ruolo della cultura come fattore trasformativo nell’economia e nella società, promuovendo una maggiore integrazione delle arti nelle politiche pubbliche. Tra i momenti più rilevanti, la presentazione del primo Economic Impact Report di TEFAF, realizzato in collaborazione con Deloitte, ha evidenziato un impatto economico complessivo di 86,4 milioni di euro nei Paesi Bassi, di cui 37,9 milioni generati direttamente nella città di Maastricht.

Tefaf 2026
Tefaf 2026

Le vendite

Sul fronte del mercato, le vendite hanno confermato la solidità della domanda in tutte le categorie. Tra le operazioni più significative spicca quella della galleria svizzera Dr Jörn Günther Rare Books, che come raccontato nei giorni scorsi ha realizzato vendite a otto cifre, tra cui il manoscritto Liechtenstein Tacuinum Sanitatis per 5 milioni di franchi svizzeri. Importanti vendite delle gallerie britanniche: Alon Zaikim ha presentato una coppia di dipinti di Claude Monet, riuniti dopo oltre 130 anni, con un prezzo richiesto di 20 milioni di euro, riservati a un collezionista privato, Paul Coulon ha collocato la Untitled Blue Sponge Sculpture di Yves Klein in una collezione privata, con prezzo richiesto di 2,5 milioni di euro, mentre Tomasso ha venduto una figura inginocchiata in marmo del XIV secolo al Metropolitan Museum of Art per circa 1,5 milioni di euro. La tedesca Utermann ha venduto una natura morta di Max Beckmann per circa 1 milione di euro, con immediato interesse per prestito museale. La statunitense MS Rau ha riportato diverse vendite superiori al milione di dollari, incluse opere di Mary Cassatt e Pablo Picasso, e i loro connazionali di Gallerie Lefebvre hanno venduto Hibou de Pierre di François-Xavier Lalanne per circa 1 milione di dollari.

Ancora, l’americana Gallery 19C ha venduto invece un ritratto di Julie Lemmen di George Lemmen, raffigurante la sorella dell’artista mentre lavora a uncinetto, con prezzo richiesto di 1,2 milioni di dollari, acquisito da un museo americano. Haboldt & Co (Paesi Bassi) ha venduto una Natura morta con frutta, bacche e fiori appesi in una nicchia della pittrice Maria van Oosterwijck a un collezionista privato per circa 1 milione di euro. Lullo | Pampoulides (Regno Unito) ha riservato per un grande museo un elefante in marmo di Gaetano Monti, modellato dal vivo: l’animale fu portato in Europa nel XVIII secolo e deliziò le corti del continente, ispirando quest’opera straordinaria, con prezzo richiesto a sette cifre. La tedesca Elfriede Langeloh ha venduto due ceramiche raffiguranti Oceano e Teti, di Franz Conrad Linck, a un museo statunitense per circa 200.000 euro. La galleria britannica Peter Finer, specialista in armi e armature, ha riportato vendite tra 50.000 euro e 250.000 euro, tra cui un copricapo per cammello, un doppietto del XVI secolo, un morione sassone e un paio di guanti in pelle della guerra civile inglese. I loro connazionali di Prahlad Bubbar hanno venduto cinque opere al Museum of Fine Arts Houston e due al Metropolitan Museum of Art, con ulteriori vendite a collezionisti privati. Le acquisizioni includevano fotografia, gioielli, disegni e tessuti, con prezzi tra 50.000 e 400.000 sterline.

Sempre nel settore antiquariato, São Roque ha venduto un grande cofanetto indo-portoghese in tartaruga Gujarati all’Aga Khan Museum in Ontario per circa 200.000 euro, registrando interesse da parte di altri musei per ulteriori opere. L’olandese Vanderven Oriental Art ha venduto alcuni portaspazzole Linglong del periodo Kangxi, ispirati al racconto allegorico cinese “Il sogno del miglio giallo”, acquisiti dalla Albuquerque Foundation a Sintra per circa 75.000 euro. Sempre dai Paesi Bassi, Zebregs & Roëll Fine Art & Antiques ha venduto due dipinti di Augustino Brunias per un importo a sette cifre a un’istituzione, oltre a un modello di nave per prigionieri di guerra (195.000 euro) e una scultura in bronzo dorato di Guanyin del XIV–XV secolo (circa 300.000 euro), entrambi a collezionisti privati. Venduta anche un’opera di Jan Daniel Beynon a un collezionista francese per un importo a sei cifre, mentre un museo americano ha acquisito l’opera Company School Animal Drawings di William Paterson per un importo a sette cifre.

Nel comparto archeologia, la francese Galerie Cybele (Francia) ha venduto un’anfora attica a figure nere con collo con la raffigurazione del viaggio di Ercole verso l’Olimpo a un collezionista privato per circa €70.000. Nel settore arte moderna, Alison Jacques (Regno Unito) ha venduto sculture di Alison Wilding per circa 20.000 dollari, opere di Sheila Hicks tra 38.000 e 500.000 dollari, oltre a lavori di Eileen Agar, Hannah Wilke e Sophie Barber. La tedesca Buchmann Galerie ha venduto, tra le altre opere, sculture di Tony Cragg, inclusa Stages del 2025, con prezzo compreso tra €280.000 e €300.000, destinata a una collezione privata europea. L’altra tedesca Ludorff ha venduto Cavallo e cavaliere di lato di Marino Marini, 1953, per 69.000 euro, e un’opera senza titolo, 1967, di Otto Piene, per 39.000 euro, entrambe a collezioni private in Germania e Belgio. Un piccolo dipinto di Poliakoff è stato venduto per 53.000 euro. Osborne Samuel (Regno Unito) ha venduto Horizontal Form di Barbara Hepworth insieme a due sculture di Lynn Chadwick a collezionisti nel Regno Unito, Belgio e Dubai, con prezzi tra €200.000 e €400.000. Un’altra britannica, Piano Nobile ha confermato diverse vendite a sette cifre a collezionisti privati, con altre opere destinate a musei. La galleria ha venduto opere di Grayson Perry, Frank Auerbach (€750.000) e Glyn Philpot (€40.000), oltre a lavori del Bloomsbury Group e della London School. Tre ulteriori opere rimangono in attesa per musei negli USA e in Europa.

Liechtenstein Tacuinum Sanitatis (Padova, 1450 circa; manoscritto in latino su pergamena, 68 fogli, 130 miniature a piena pagina, rilegatura ottocentesca, 160 x 170 mm). Foto: Dr. Jörn Günther Rare Books
Liechtenstein Tacuinum Sanitatis (Padova, 1450 circa; manoscritto in latino su pergamena, 68 fogli, 130 miniature a piena pagina, rilegatura ottocentesca, 160 x 170 mm). Foto: Dr. Jörn Günther Rare Books
Yves Klein, Untitled Blue Sponge Sculpture (1959 circa)
Yves Klein, Untitled Blue Sponge Sculpture (1959 circa)
Georges Lemmen, Jeune femme faisant du crochet (Julie Lemmen) (1890; olio su tela, 45,7 x 38,1 cm)
Georges Lemmen, Jeune femme faisant du crochet (Julie Lemmen) (1890; olio su tela, 45,7 x 38,1 cm)
Maria van Oosterwijck, Natura morta con frutta, bacche e fiori appesi in una nicchia (olio su tela, 101,5 x 83 cm)
Maria van Oosterwijck, Natura morta con frutta, bacche e fiori appesi in una nicchia (olio su tela, 101,5 x 83 cm)
Gaetano Monti, Elefante (1780-1790; marmo)
Gaetano Monti, Elefante (1780-1790; marmo)
Marino Marini, Cavallo e cavaliere di lato (1953; inchiostro di china e tempera su carta, 345 × 248 mm)
Marino Marini, Cavallo e cavaliere di lato (1953; inchiostro di china e tempera su carta, 345 × 248 mm)
Barbara Hepworth, Horizontal Form (1968; bronzo, 32 x 46,6 x 10 cm)
Barbara Hepworth, Horizontal Form (1968; bronzo, 32 x 46,6 x 10 cm)

Nel settore design, Didier (Regno Unito) ha venduto due pendenti di Max Ernst e Jean Arp, un bracciale disegnato da Pol Pury appartenuto a sua moglie e una spilla a forma di pesce di Georges Braque. Tutti i pezzi, anni Sessanta-Settanta, sono stati venduti a cinque cifre. Ketabi Bourdet (Francia) ha venduto Lumière Résignée di Guy de Rougemont per circa 35.000 euro, mentre una sedia di Tom Dixon, prezzo a cinque cifre, è in attesa per la collezione del Musée des Arts Décoratifs di Parigi.

Infine, nel settore opere su carta, la belga Agnews ha venduto oltre 20 opere, tra cui un acquerello di Paul Klee, oltre a lavori di Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Signac, Maurice Denis, Fernand Khnopff, Edgar Degas e Peder Balke. Colnaghi Elliott ha registrato una fiera di successo con 10 opere vendute, tra cui una Pescatrice di Virginie Demont-Breton a un’istituzione statunitense. Lyndsey Ingram (Regno Unito) ha venduto una serie completa di dodici litografie da Reflections di Helen Frankenthaler con prezzo richiesto 120.000 dollari, e la belga Lancz Gallery ha venduto un’opera di Arthur Craco al Musée d’Orsay, con prezzo tra 6.000 e 10.000 euro. Ron Mandos (Paesi Bassi) ha venduto 18 opere, principalmente fotografie di Erwin Olaf e Hans van Manen, incluso un’importante fotografia recente di Isaac Julien (prezzo richiesto 35.000 euro) all’AkzoNobel Art Foundation di Amsterdam; opere di Hans op de Beeck sono state vendute a collezionisti fiamminghi tra 45.000 e 84.000 euro. Nicolaas Teeuwisse (Germania) ha riportato vendite significative, tra cui una serie di incisioni di Joseph Marie Vien, un’opera di Geoffroy Dumonstier al Rijksmuseum di Amsterdam e l’Ercole che uccide l’Idra di Raphel Lamar West all’Art Institute of Chicago. Utermann ha venduto una Testa astratta di Alexej von Jawlensky a un collezionista privato europeo per circa 750.000 euro, un’opera di Gabriele Münter a un collezionista privato americano per circa 200.000 euro, e opere di Pablo Picasso ed Ernst Ludwig Kirchner, vendute entrambe a collezionisti privati europei per circa 40.000 ciascuna euro.

Nel complesso, i numeri finali restituiscono l’immagine di una fiera in piena salute: 277 espositori provenienti da oltre 20 paesi, 28 nuovi partecipanti, 96 gallerie coinvolte nel programma Emerging Collectors e oltre 220 visite private organizzate.




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