Paul Klee, vita, opere e stile del pittore astrattista


Paul Klee è stato uno dei primi artisti astratti della storia dell'arte. La sua vita, le opere, lo stile, la sua ricerca.

Paul Klee (Ernst Paul Klee; Münchenbuchsee, 1879 – Muralto, 1940) è stato uno tra i maggiori esponenti della corrente dell’astrattismo nel primo Novecento. Artista poliedrico, si è cimentato con successo in diverse discipline, fino a trovare nella pittura la sua vera espressione. Klee è cresciuto in un ambiente in cui la musica era onnipresente: non a caso considerava i suoi dipinti alla stregua di una composizione musicale.

Durante la sua vita, Klee venne in contatto con diversi grandi maestri, conosciuti di persona o tramite i loro capolavori, reinterpretando e ragionando sulle loro opere e sulla pittura in modo del tutto personale. Fece inoltre parte del celebre gruppo Der Blaue Reiter (“il cavaliere azzurro”), che si inseriva all’interno della più larga corrente dell’espressionismo tedesco. Siamo a conoscenza di diversi dettagli della sua vita grazie ad una serie di scritti autobiografici, dal titolo “Diari”, che ci accompagnano lungo tutta l’esistenza di Paul Klee, dai vari spostamenti tra Svizzera e Germania, al servizio militare durante la Prima Guerra Mondiale, alla malattia, senza mai smettere di dipingere.

Paul Klee
Paul Klee

Vita di Paul Klee

Ernst Paul Klee nacque il 18 dicembre del 1879 a Münchenbuchsee, piccola cittadina in Svizzera, vicino a Berna. Il padre, Hans Klee, era un professore di musica tedesco mentre la madre, Ida Frick, era una cantante lirica svizzera. Sin dall’infanzia, dunque, Klee venne a contatto diretto con la musica e fu incoraggiato dal padre a studiarne le basi. Portò con sé questa formazione lungo tutta la sua successiva ricerca artistica nella pittura. Klee entrò in contatto con il disegno da bambino grazie alla nonna materna, mentre nel frattempo iniziava le prime lezioni di violino e scriveva quotidianamente versi poetici, dimostrando molteplici abilità e passioni sin da piccolo e continuando a coltivarle tutte durante la giovinezza. Più tardi entrò nell’Orchestra sinfonica di Berna proprio come violinista.

Nel 1899 la famiglia Klee si trasferì a Monaco di Baviera, nel quartiere degli artisti. Klee continuò a cimentarsi in tutte le arti senza preferirne una in particolare, finché non decise di iscriversi all’Accademia delle belle arti. Tuttavia, dovette poi frequentare una scuola di disegno privata, in quanto non venne ammesso all’Accademia per carenze nella materia di Disegno di figura. In questo periodo, Klee incominciò una nuova ricerca artistica personale, concentrata maggiormente sul tratto rispetto al colore, fino alle prime sperimentazioni con le incisioni ad acquaforte. Nel 1900 riuscì a iscriversi all’Accademia, dove frequentò le lezioni insieme ad uno studente russo destinato come lui a diventare un grande nome dell’astrattismo: Vasilij Kandinskij. Nel corso degli studi venne anche in contatto con la corrente Jugendstil, versione tedesca dell’Art Nouveau. Inoltre, uno dei professori di Klee fu Franz von Stuck, fondatore della prima secessione di Monaco. La figura di Von Stuck fu molto influente su Klee, tanto che egli accettò il consiglio del suo professore di visitare l’Italia. Klee rimase nel nostro paese qualche mese, visitando diverse città e restando affascinato dai capolavori artistici e dai paesaggi, lasciandola a malincuore per tornare a Berna. Una volta rientrato, Klee continuò gli studi da autodidatta seguendo contestualmente un corso serale di nudo e anatomia plastica. 

Tra il 1903 e il 1905 l’artista realizzò una serie di incisioni dal titolo Invenzioni, dove sono presenti immagini reali e di fantasia (compaiono infatti esseri dalle fattezze grottesche e deformi) mescolate insieme. In questi anni Klee ebbe modo anche di visitare Parigi, dove incontrò gli impressionisti, e di studiare diversi incisori, tra cui Francisco Goya e i suoi Capricci, che risultano molto vicini alle sue Invenzioni. Nel 1906 espose le Invenzioni nella mostra della Secessione a Monaco, e la particolarità della raccolta incuriosì diversi critici. Nello stesso anno, Klee sposò una pianista conosciuta diversi anni prima, Caroline “Lily” Stumpf, e i due ebbero il loro unico figlio, Felix, l’anno successivo. Klee fu un padre molto premuroso e presente nella vita del figlio, anzi spesso tolse molto tempo ed energia all’arte per dedicarsi alla cagionevole salute del piccolo. Nei Diari, leggiamo che Klee individua questo come il periodo della sua maturità stilistica. In questi anni egli realizzò quadri molto piccoli e miniaturistici, il cui formato molto probabilmente era dovuto più alle dimensioni del piccolissimo appartamento in cui si era trasferito con la famiglia a Monaco, più che a particolari scelte stilistiche.

Nel 1908 partecipò ad una mostra della Secessione di Monaco con alcuni dipinti nei quali è possibile notare una certa ispirazione a Vincent van Gogh, del quale aveva visto una mostra. Un altro artista che influenzò le opere di Klee negli anni immediatamente successivi fu Paul Cézanne, infatti i dipinti realizzati tra il 1908 e il 1911 rappresentano paesaggi en plein air. Inoltre, Klee scrisse esplicitamente che considerava Cézanne suo maestro. Nel 1911, la cerchia di frequentazioni di Klee lo portò prima a creare il gruppo Sema insieme a Schiele e Kubin, con l’intento di trovare la riduzione essenziale degli elementi. In seguito, si unì a August Macke, Franz Marc e Vasilij Kandinskij nel celebre gruppo Der Blaue Reiter, inizialmente noto come Neue Künstlervereinigung (“Nuova Unione degli Artisti”), che aveva l’obiettivo di creare una rete di sostegno per i giovani pittori di Monaco. Klee espose insieme agli altri componenti del Der Blaue Reiter nella seconda mostra organizzata dal collettivo. Inoltre, nel 1913 entrò anche a far parte della Nuova Secessione di Monaco.

Nel 1914 vi fu un episodio che si rivelò fondamentale per lo sviluppo artistico di Klee, e in particolare per il suo rapporto con il colore: in quell’anno intraprese un viaggio di due settimane a Tunisi e Hammamet insieme a Macke e Louis Moilliet. Da quel momento, infatti, Klee iniziò ad utilizzare nei suoi dipinti tonalità calde e luminose, tipiche dei paesaggi della Tunisia. Nei Diari scrisse che si trattava del momento più felice della sua vita, in quanto sentiva di non avere preoccupazioni e si definiva a tutti gli effetti un pittore, in contatto profondo con il colore. Nel 1916, già a trentasei anni, venne chiamato a prestare servizio nella Prima guerra mondiale per due anni, salvato per un soffio dal fronte a causa della morte sul campo di altri artisti, per cui il re di Baviera decise di non inviare più altri pittori di Monaco in battaglia. Nonostante gli impegni che doveva comunque sostenere durante il servizio, egli continuò a dipingere in maniera piuttosto prolifica. Al termine del servizio militare, egli tornò in Svizzera e nel 1920 viene chiamato da Walter Gropius al Bauhaus di Weimar come professore di pittura. Qui ritrovò anche l’amico Kandinsky. Klee nelle sue lezioni dava pari importanza alla formazione scientifica e al lato poetico della pittura, riscontrando grande seguito nei suoi allievi. Tuttavia, Klee rimase sempre un po’ distaccato come insegnante, sottolineando in un certo senso l’idea di non avere a che fare con artisti veri e propri. Gropius lo definì “l’estrema istanza morale del Bauhaus”.

Nel 1924 il Bauhaus, e di conseguenza anche Klee, venne trasferito a Dessau, a causa delle ostilità sopraggiunte a Weimar. Klee continuò ad insegnare ma progressivamente iniziò ad assentarsi sempre di più per compiere viaggi in Svizzera e Francia e dipingere, incontrando le rimostranze della direzione del Bauhaus per la sua poca costanza. L’impegno da insegnante per Klee divenne troppo pressante, pertanto lasciò il Bauhaus e cercò altri istituti dove insegnare con ritmi più lenti, approdando all’Accademia di Dusseldorf nel 1931. L’esperienza, però, durò un paio di anni finché non venne costretto al licenziamento dal regime nazista, e dovette tornare nella sua città natale, dove continuò a dipingere opere dai toni tristi e cupi chiaramente influenzate dagli orrori della Seconda guerra mondiale. Nonostante ciò, la popolarità di Klee in questi anni era ben consolidata e consacrata da una serie di mostre di successo in tutta Europa, da Londra alla Francia, e anche fuori, giungendo fino agli Stati Uniti. Il regime nazista non era dello stesso avviso rispetto al consenso che Klee stava ottenendo e inserì le sue opere nel novero degli artisti “degenerati” da censurare (leggi qui un approfondimento sull’arte degenerata), rimuovendo tutte le sue opere dai musei tedeschi. L’affetto di molti artisti che, solidali con quanto stava avvenendo, andarono a trovarlo in Svizzera, gli diede la spinta necessaria per continuare ad eseguire opere sperimentali. Non smise mai di dipingere in questi anni, nonostante iniziasse ad accusare i primi sintomi di una sclerodermia progressiva che lo stava debilitando sempre di più. Al peggioramento delle sue condizioni di salute, venne trasferito in alcune cliniche nei pressi di Locarno. Morì poi a Muralto, vicino a Locarno, il 29 giugno 1940, pochi mesi dopo aver perso il padre.

Paul Klee, Zwei Männer, einander in höherer Stellung vermutend, begegnen sich (1903; incisione; Berna, Zentrum Paul Klee)
Paul Klee, Zwei Männer, einander in höherer Stellung vermutend, begegnen sich (1903; incisione; Berna, Zentrum Paul Klee)
Paul Klee, Drohendes Haupt, “Testa minacciosa” (1905; acquaforte e acquatinta su zinco su carta velina rigida, 19,5 × 14,3 cm; Berna, Zentrum Paul Klee)
Paul Klee, Drohendes Haupt (1905; acquaforte e acquatinta su zinco su carta velina rigida, 19,5 × 14,3 cm; Berna, Zentrum Paul Klee)
Paul Klee, Palloncino rosso (1922; olio su mussola, 31,8 x 31,1 cm; New York, Guggenheim Museum)
Paul Klee, Palloncino rosso (1922; olio su mussola, 31,8 x 31,1 cm; New York, Guggenheim Museum)
Paul Klee, Senecio (1922; olio su tela, 40,3 x 37,4 cm; Basilea, Kunstmuseum)
Paul Klee, Senecio (1922; olio su tela, 40,3 x 37,4 cm; Basilea, Kunstmuseum)

Lo stile di Klee

Paul Klee è stato un artista molto prolifico, che ha esplorato diverse tecniche pittoriche e diversi materiali: ha realizzato disegni, incisioni, acqueforti, dipinti ad olio, ad acquerello, a pastello, su numerosi supporti che spaziano dalla tela al legno, dal cartone al lino. Ha costruito o rimaneggiato diversi strumenti, come spruzzatori di colore oppure il compasso utilizzato privo di mina per segnare forme circolari sulla tela, per poter raggiungere il risultato desiderato. Fondamentale per Klee era dare forma al non visibile. “L’arte”, affermò il pittore, “non rappresenta il visibile, ma rende visibile ciò che non lo è”. Rispetto all’astrazione di Kandinskij, tuttavia, quella di Klee è mossa da fondamenti diversi: le opere di Klee infatti difficilmente abbandonano del tutto la figurazione. La sua idea è quella, semmai, di comprendere le origini delle forme.

Le opere di Klee rientrano nella corrente dell’astrattismo, una modalità di rappresentazione in cui la realtà non è riprodotta in maniera tradizionale, ma ne viene restituito un ragionamento, che i diversi artisti indagano in maniera personale cercando di individuarne i meccanismi più profondi. Sulle tele astratte, infatti, troviamo forme e colori che costituiscono l’equivalente degli elementi naturali, anche quando questi sono completamente diversi da quelli reali. Paul Klee arriverà gradualmente all’astrattismo nel corso della sua vita artistica, ma sin dalle prime opere è possibile notare la presenza di elementi non reali, seppur ancora restituiti attraverso forme canoniche di disegno. La prima produzione si concentra, infatti, su acqueforti pienamente figurative che dimostrano una notevole capacità di immaginazione e fantasia unita ad una tecnica di alto livello. Ne sono dimostrazione la raccolta Invenzioni, dove troviamo come soggetto principale figure fantastiche che uniscono realtà ed immaginazione esacerbando alcuni dettagli, fino a toccare il grottesco ed il caricaturale. Sotto la rappresentazione di questi elementi, Klee nasconde in realtà una velata critica alla borghesia. Si veda ad esempio Komiker (1904),

Per un periodo, tra il 1908 e il 1911, la natura è presente in una serie di disegni di paesaggio ispirati esplicitamente da Cézanne, da cui però si differenzia per un’analisi simbolica delle forme e non restituita attraverso una riproduzione oggettiva. L’ingresso nel gruppo Der Blaue Reiter è la spinta che conduce Klee a ragionare intorno alla luce e al colore, di cui tuttavia non ha ancora trovato piena risoluzione. La troverà tre anni più tardi lontanissimo da casa, durante il viaggio in Tunisia del 1914. Questo è il reale punto di svolta della pittura di Klee, che finalmente abbraccia il colore nella sua totalità, sentendosi un pittore a tutti gli effetti. Le forme, nelle opere di questo periodo, sono presenti ma in maniera molto simbolica ed evocativa. Si veda ad esempio Cupole rosse e bianche del 1914, in cui Klee riporta le suggestioni visive derivate dal contatto con il paesaggio architettonico tunisino, costituito da fitti agglomerati di case, attraverso una griglia di blocchi di colore accostati vivacemente. Questo espediente tornerà molto spesso nelle opere successive dell’artista svizzero.

Questo equilibrio tra colore e simbolismo continua ad essere presente nelle opere realizzate durante la Prima guerra mondiale, come Davanti alla lampada a gas (1915), in cui le sperimentazioni in tal senso raggiungono il proprio culmine. Il dipinto, per altro, presenta una precisa cifra stilistica di Klee: un “quadro nel quadro” come fosse una seconda cornice, realizzata disegnando un rettangolo in cui viene inserita la scena principale.

Gli anni passati da insegnante al Bauhaus, lo portano a confrontarsi con il razionalismo, dal quale attingerà senza tuttavia restarne coinvolto a pieno, continuando la propria ricerca sul colore. Si veda ad esempio Separazione di sera (1922) dove gli elementi sono collocati nello spazio in maniera razionale eppure non risultano immobili, bensì sembrano muoversi nello spazio crescendo e diminuendo. Da qui, possiamo ancora più esplicitamente individuare il rapporto molto profondo dell’artista con la musica. Nell’opera in questione e in numerosi altri dipinti, infatti, Klee riproduce schemi tipici di un componimento musicale, come le scale di note o il propagarsi delle vibrazioni. Si veda ad esempio Fuga in rosso (1921) che già nel titolo rivela una connessione con questo mondo e ancor maggiormente la esplicita tramite la presenza di figure che vibrano come se emanassero suoni. 

Verso la fine degli anni Venti, Klee realizza due opere, tra le sue più famose, in cui sembra aver raggiunto un equilibrio tra tutti gli elementi che hanno caratterizzato i suoi dipinti fino a quel momento: il sole (sia attraverso la forma circolare che attraverso la luminosità), i blocchi disposti in griglia, gli accostamenti di colore, il ritmo musicale, i paesaggi architettonici tunisini, trovano compimento e sublimazione in Castello e sole del 1928 e Strade principali e secondarie del 1929. L’ultimo periodo della vita e dell’arte di Klee, come si è sottolineato in precedenza, è condizionato da una serie di avvenimenti negativi, tra l’avvento del nazismo e i primi segni della malattia. Non a caso, nelle opere di questo periodo vediamo comparire grossi segni neri e scuri dai toni minacciosi, che imperversano su colori densi e pastosi. Si guardi Rivoluzione del viadotto e Sguardo dal rosso entrambi realizzati nel 1937. Klee dipinse fino all’ultimo giorno della sua vita. Si narra, infatti, che quando morì, sul suo cavalletto era presente un dipinto ancora in lavorazione.

Paul Klee, Castello e Sole (1929; olio su tela; Collezione privata)
Paul Klee, Castello e Sole (1929; olio su tela; Collezione privata)
Paul Klee, Fuoco nella sera (1929; olio su cartoncino, 33,8 x 33,3 cm; New York, MoMA)
Paul Klee, Fuoco nella sera (1929; olio su cartoncino, 33,8 x 33,3 cm; New York, MoMA)
Paul Klee, Strada principale e strade secondarie (1929; olio su tela, 83,7 x 67,5 cm; Colonia, Museum Ludwig)
Paul Klee, Strada principale e strade secondarie (1929; olio su tela, 83,7 x 67,5 cm; Colonia, Museum Ludwig)
Paul Klee, Cartello in giallo (1937; pastello su cotone, 83,5 x 50,3 cm; Basilea, Fondazione Beyeler)
Paul Klee, Cartello in giallo (1937; pastello su cotone, 83,5 x 50,3 cm; Basilea, Fondazione Beyeler)
Paul Klee, Rivoluzione del viadotto (1937; olio su cotone, 60 x 50 cm; Amburgo, Kunsthalle)
Paul Klee, Rivoluzione del viadotto (1937; olio su cotone, 60 x 50 cm; Amburgo, Kunsthalle)

Dove vedere le opere di Klee

A Berna, in Svizzera, è stato istituito il Zentrum Paul Klee, un museo dedicato alla conoscenza dell’opera dell’artista. Qui, oltre al 40% delle opere totali di Klee, ha sede un istituto di ricerca dedicato al pittore. All’interno della collezione permanente del Zentrum sono presenti anche opere di altri artisti, che le donarono a Klee e che dunque egli conservava tra i suoi averi privati, tra le quali vi sono dipinti di Kandinsky e Marc. Il museo è stato inaugurato nel 2005 in un edificio costruito sulla base di un progetto di Renzo Piano. 

Un altro nucleo importante di opere è conservato presso il Kunstmuseum, sempre a Berna, e all’interno di collezioni private. Altre opere sono presenti in Germania, a Basilea (Kunstmuseum) Dusseldorf e Monaco, a Madrid e a Roma (Galleria Nazionale di Arte Moderna). Al di fuori dell’Europa è possibile ammirare alcuni dipinti di Klee nei principali musei di New York (Metropolitan Museum of Modern Art e Museum of Modern Art). In Italia, oltre ai due dipinti della Peggy Guggenheim Collection di Venezia (il Ritratto di Frau P. nel Sud e il Giardino magico), non sono presenti opere di Klee, ma sono state organizzate diverse mostre, tra cui “Klee e l’Italia” allestita nel 2013 presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma e “Klee e il Primitivismo” presso il Museo delle Culture di Milano tra il 2018 e il 2019 (leggi qui la recensione).


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