Al CAMeC di Spezia arrivano le opere di Capogrossi, Perilli, Barnils e Pijuan


Apre al CAMeC di Spezia la mostra ’Alfabeto segnico. Barnils, Capogrossi, Perilli, Pijuan’, che indaga il segno nell’opera dei quattro grandi artisti.

Al CAMeC di La Spezia, via alla nuova mostra Alfabeto segnico. Sergi Barnils, Giuseppe Capogrossi, Achille Perilli, Joan Hernández Pijuan, che fa tappa nella città ligure dopo aver ricevuto ottimi riscontri a Milano alla Fondazione Stelline. L’esposizione intende indagare l’uso del segno nelle opere dei quattro grandi artisti, due italiani, Giuseppe Capogrossi (Roma, 1900 - 1972) e Achille Perilli (Roma, 1927), e due catalani, Sergi Barnils (Bata, 1954) e Joan Hernández Pijuan (Barcellona, 1931 - 2005). I quattro artisti sono legati dall’utilizzo di elementi costanti (segni, appunto) combinati, declinati, aggregati in maniera sempre diversa, con esiti originali e motivazioni differenti, ma all’interno delle quali si possono rintracciare basi comuni.

In particolare, Capogrossi utilizza un motivo basilare, una sorta di tridente, che viene sviluppato in un processo che passa attraverso differenti combinazioni, Perilli utilizza il segno per recuperare le origini della figurazione, per Pijuan invece il segno è una sorta di entità autonoma che permette di riscoprire gli archetipi della realtà, e infine per Barnils il segno dà vita a una scrittura colma di rimandi simbolici. La mostra, curata da Alberto Fiz, intende dar conto puntualmente di queste quattro significative esperienze.

“La mostra”, si legge nella presentazione, “consente d’indagare un processo linguistico in continua evoluzione che si sviluppa nel tempo. Il segno, infatti, è l’oggetto di un incontro che rinnova il proprio destino per la capacità di assorbire l’io e di porlo in relazione con la collettività. Ma non si limita a questo: è una forma di racconto partecipativo che trasmette la parte privata del rituale senza imporre un distacco tra soggetto e oggetto; allo stesso tempo, appare come una zona di libertà incondizionata capace di aderire al sentimento delle cose”.

La mostra si tiene dal 5 novembre 2017 al 7 gennaio 2018. Orario d’apertura: tutti i giorni tranne il lunedì dalle 11 alle 18. Chiuso nei giorni di Natale e Capodanno. Si accede con il biglietto per il CAMeC: 5 euro l’intero, 4 il ridotto per gruppi (7-25 persone), bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, AMici dei Musei, docenti delle scuole, studenti italiani e stranieri, perfezionandi e dottorandi in archeologia, beni culturali e accademie di belle arti, over 65, diversamente abili e invalidi civili, convenzionati. Ridotto speciale 3,50 euro per scolaresche extra comprensorio comunale. Gratis per invalidi, bambini sotto i 6 anni, accompagnatori, guide turistiche della provincia della Spezia, scolaresche e docenti del comune della Spezia, studenti del polo universitario della Spezia, card Giovani Comune della Spezia, donatori e loro ospiti, membri ICOM, giornalisti. Formula famiglia: 11 euro per i genitori, più due euro per ogni figlio. 12 euro il cumulativo per la visita ai musei comunali (5 musei, valido per 72 ore).

Al CAMeC di Spezia arrivano le opere di Capogrossi, Perilli, Barnils e Pijuan
Al CAMeC di Spezia arrivano le opere di Capogrossi, Perilli, Barnils e Pijuan


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