Da Nan Goldin ad Andres Serrano, a Carrara una cruda mostra sulla transitorietà del corpo umano. Le foto


Dal 6 settembre al 30 ottobre 2019, lo spazio Vôtre presso Palazzo Del Medico a Carrara ospita la mostra Corporale.

Dal 6 settembre al 30 ottobre 2019, lo spazio Vôtre presso Palazzo Del Medico a Carrara ospita la mostra Corporale, un progetto di fotografia di autori internazionali dedicato al tema della transitorietà del corpo e di conseguenza ai nuovi valori umani ed estetici incarnati dalle modifiche che il corpo subisce, dai suoi punti deboli, dalle sue imperfezioni. Il titolo della rassegna intende omaggiare l’omonimo libro dello scrittore e poeta Paolo Volponi (Urbino, 1924 - Ancona, 1994), che in Corporale scriveva che “tutto è più profondo e ricco di significati quando non si è al sicuro”: è su questa riflessione che la mostra, curata da Chiara Guidi, ha raccolto i lavori di nove artisti, ovvero Jacopo Benassi, Edo Bertoglio, Lisetta Carmi, Mario Giacomelli, Andres Serrano, Masbedo, Erwin Olaf, Matteo Basilè e Nan Goldin.

Jacopo Benassi (La Spezia, 1970), fotografo della scena underground con solidi legami con il mondo della musica, fotografa con naturalezza il corpo umano privandolo di ogni orpello glam ed elogiando l’imperfezione, che diventa un elemento di rottura. Edo Bertoglio (Lugano, 1951), fotografo e regista, è presente in mostra con le sue fotografie che documentano la New York degli anni Ottanta, e in particolare la New York del mondo musicale e del graffitismo (Bertoglio ha girato un documentario, intitolato Downtown 81, dedicato alla vita di Jean-Michel Basquiat, che ritrasse anche in numerose foto, alcune delle quali esposte da Vôtre). Lisetta Carmi (Genova, 1924) ha realizzato nei primi anni Sessanta un ciclo di fotografie nel centro storico della sua amata Genova, documentando e ritraendo il mondo della prostituzione e del travestitismo: il suo reportage all’epoca suscitò grande scandalo e venne in seguito presentato anche con un libro, intitolato Travestiti e pubblicato nel 1972 (l’opera era precorritrice degli attuali problemi quotidiani relativi all’identità di genere). Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 - 2000) è noto per le sue foto che ritraggono un’Italia contadina in bianco e nero e ha dedicato un ciclo di fotografie a Cesare Pavese: s’intitola Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, e include immagini realizzate in case di riposo per anziani (che Giacomelli stesso riteneva anticamere della morte) nelle quali si susseguono ritratti di volti abbandonati e consumati dal tempo, dalle malattie e dalla solitudine.

Andres Serrano (New York, 1950) fin dagli anni Novanta ha destato continui scandali con le sue fotografie, dal momento che si tratta di immagini spesso accusate di blasfemia, che mescolano la sacralità e la morte, insistono sugli umori e sui fluidi del corpo umano e si pongono in continua relazione con le iconografie della storia dell’arte tramandate da secoli dalla religione cattolica. Il duo Masbedo (Niccolò Massazza, 1973; Iacopo Bedigoni, 1970) ha segnato l’arte italiana contemporanea con le sue opere di videoarte e con le sue fotografie: le opere di Masbedo mettono a confronto natura e storia dell’arte in dialoghi sempre inediti (per esempio in una grande installazione del 2007, intitolata Una costante perdita di magia, presentata in mostra: qui, il corpo femminile assume connotati monumentali e si mette in relazione diretta con la natura). Erwin Olaf (Hilversum, 1959), artista olandese, è celebre per le sue fotografie pubblicitarie e in mostra è presente con un’opera tratta dal ciclo a monocromo intitolato Black: qui la figura umana è immersa nel colore in cui l’opera è ambientata, come avviene in Desirée, che ha per protagonista una donna vestita di blu e immersa in uno sfondo blu. Matteo Basilè (Roma, 1974) lavora con il digitale collocando la figura umana in paesaggi che sono sempre sospesi fra naturale e artificiale, tra Oriente e Occidente. Infine, Nan Goldin (Washington, 1953), una delle più famose artiste della scena contemporanea, emersa con il gruppo dei Five di Boston, attivista LGBT, ha descritto la vita quotidiana della comunità omosessuale fin dagli anni Ottanta, raccontandone l’intimità, la relazione con la malattia, e diventando famosa nel 1986 con la sua The ballad of sexual dependency.

Corporale è organizzata dalla Galleria Nicola Ricci di Carrara in collaborazione con la Galleria Pack di Milano e la Galleria Francesca Minini di Milano. La mostra è a ingresso gratuito. Orari: tutti i giorni dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 17 alle 20. Informazioni: 338 4417145, mail associazionevotre@gmail.com, sito web www.votrespazicontemporanei.it. Di seguito le foto di alcune opere in mostra.

Nan Goldin, Chiclet doing her makeup (1991; stampa cibachrome, 100 x 70 cm)
Nan Goldin, Chiclet doing her makeup (1991; stampa cibachrome, 100 x 70 cm)



Andres Serrano, Cabeza de vaca (1984; c-print, 114,8 x 165,1 cm)
Andres Serrano, Cabeza de vaca (1984; c-print, 114,8 x 165,1 cm)



Erwin Olaf, Desirée (1990-2002; stampa lambda, 134,5 x 100 cm)
Erwin Olaf, Desirée (1990-2002; stampa lambda, 134,5 x 100 cm)



Masbedo, Una costante perdita di magia (2007; stampa lambda, 220 x 150 cm)
Masbedo, Una costante perdita di magia (2007; stampa lambda, 220 x 150 cm)



Matteo Basilè, Thisoriented #1 (2009; stampa lambda su carta montata su alluminio, 177 x 125 cm)
Matteo Basilè, Thisoriented #1 (2009; stampa lambda su carta montata su alluminio, 177 x 125 cm)



Edo Bertoglio, Snooky Tate (1979; stampa alla gelatina d'argento su carta baryta, 45 x 45 cm)
Edo Bertoglio, Snooky Tate (1979; stampa alla gelatina d’argento su carta baryta, 45 x 45 cm)

Da Nan Goldin ad Andres Serrano, a Carrara una cruda mostra sulla transitorietà del corpo umano. Le foto
Da Nan Goldin ad Andres Serrano, a Carrara una cruda mostra sulla transitorietà del corpo umano. Le foto


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