Casa Saraceni racconta l'arte del Settecento bolognese


Dal 25 settembre 2020 al 10 gennaio 2021 Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo, presenta in mostra il Settecento bolognese.

Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo, ripercorre un altro secolo di arte bolognese: dopo il successo della mostra che ha ripercorso il Seicento della pittura bolognese con opere di Reni, Guercino, Cantarini, Pasinelli e molti altri, aprirà al pubblico dal 25 settembre 2020 la mostra Burrini, Crespi, Creti, Gandolfi. Il Settecento bolognese nelle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, a cura di Angelo Mazza.

L’esposizione avrà inizio con cinque tele di Giovanni Antonio Burrini: il grande dipinto con Il conte Fabio Albergati ritratto dal pittore di corte mentre rende omaggio a Filippo II re di Spagna e i quattro grandi ritratti ovali con personaggi illustri legati alla storia degli Albergati; opere descritte negli inventari della famiglia senatoria bolognese.

Seguiranno l’Amoroso incontro di Rinaldo e Armida di Giovan Gioseffo dal Sole, allievo di Lorenzo Pasinelli, che propone nelle due figure tassesche ideali di bellezza aristocratica, e opere di Giuseppe Marchesi detto il Sansone, allievo di Aureliano Milani, e di Marcantonio Franceschini, autore di un dipinto d’altare destinato a un oratorio privato.

Protagonista della prima metà del Settecento a Bologna fu Donato Creti, enfant prodige, che all’età di circa sedici-diciassette anni consegna un Autoritratto al conte Alessandro Fava suo protettore e, alcuni anni dopo, colloca nella chiesa di San Gregorio dei Mendicanti il suo primo dipinto esposto in pubblico, purtroppo andato perduto, di cui le collezioni della Fondazione conservano il modello preparatorio. Il suo stile è testimoniato in mostra anche la grande Tomba allegorica di Lord Torrington, eseguita attorno al 1730 insieme a Nunzio Ferrajoli, autore del paesaggio, e a Carlo Besoli che si occupò delle prospettive architettoniche: l’opera faceva parte di una serie di tele destinate all’Inghilterra e commissionate da un impresario teatrale irlandese di stanza a Venezia.

Giuseppe Maria Crespi è invece rappresentato da una scena di battaglia tra cavalieri, che rimanda alla Gerusalemme liberata. Presenti anche un Ritratto di gentildonna dal collo di pelliccia, realizzato dal figlio Luigi Crespi e datato 1737, e un dipinto di un dotato allievo, Antonio Gionima, raffigurante Cristo che cade sotto la croce. Di Antonio Beccadelli è la Ragazza che accorda il liuto, acquisto recentissimo della Fondazione. 

Protagonisti della seconda metà del secolo furono i fratelli Ubaldo e Gaetano Gandolfi. Del primo sono esposte la tavola con Sant’Agostino e l’Apparizione dell’arcangelo Michele a San Francesco di Paola, modelletto della pala ora custodita nella Pinacoteca Nazionale di Bologna; del secondo sono le tele con un Mendicante e una Vecchia con la corona del rosario, e la Morte di Socrate, dipinto del 1782 commissionato da Filippo Trenta.

La mostra è aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2021. 

Per info: www.fondazionecarisbo.it

Orari: Da martedì a venerdì dalle 15 alle 18; sabato e domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. 

Ingresso libero.

Immagine: Gaetano Gandolfi, Madonna che allatta il bambino.

 

Casa Saraceni racconta l'arte del Settecento bolognese
Casa Saraceni racconta l'arte del Settecento bolognese


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