Al Castello di Rivoli una grande mostra dedicata a Pistoletto per il suo novantesimo compleanno


Al Castello di Rivoli, negli spazi della Manica Lunga, sarà allestita la grande mostra "Michelangelo Pistoletto. Molti di uno", in occasione del suo novantesimo compleanno. Sarà una città dell’Arte strutturata come architettura percorribile. 

Dal 2 novembre 2023 al 25 febbraio 2024 il Castello di Rivoli, negli spazi della Manica Lunga, ospita una grande mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) in occasione del suo novantesimo compleanno. Michelangelo Pistoletto. Molti di uno, questo il titolo del progetto espositivo a cura di Carolyn Christov - Bakargiev e Marcella Beccaria, intende reinventare l’architettura ortogonale della Manica Lunga per trasformarla in un dispositivo urbano irregolare e libero attraverso il quale raccogliere e rileggere tutta la sua arte in un gigantesco autoritratto che funziona come la mappa di una Città ideale dell’avvenire.

"Pistoletto è una delle figure dell’arte contemporanea a livello globale più poliedriche, innovative, creative e aurorali” , afferma Carolyn Christov - Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. “Attivo già nella seconda metà del ventesimo secolo, è capace di reimmaginare il mondo nel ventunesimo secolo attraverso la sua ’formula della creazione’, all’insegna di un nuovo equilibrio trinamico tra naturale e artificiale che egli chiama Terzo Paradiso”.

“Ideata per la Manica Lunga”, ha affermato Marcella Beccaria, "Molti di uno è una città dell’Arte strutturata come architettura percorribile e composta da 29 Uffizi o stanze. Disegnati come spazi aperti e collegati tra loro, gli Uffizi includono metaverso, arte, scienza, filosofia, legge, diritto, architettura, comunicazione, politica, ecologia, sorveglianza, sport, matematica, spiritualità, religione, mitologia, formazione, nutrimento, simbologia, cosmologia, design, sepoltura, storia, urbanistica, moda, spazio, scrittura, salute, informatica, natura. I 29 Uffizi espongono la struttura che secondo l’artista è alla base della vita civile e sociale proponendo una vasta rete di interrelazioni e una propositiva condizione dinamica tesa ad abbattere muri e separazioni".

I 29 Uffizi sono tra loro comunicanti e interconnessi attraverso una serie di porte, ciascuna recante sull’architrave l’indicazione dell’attività specifica. La forma delle porte riprende il Segno Arte. Concepito dall’artista nel 1976, il Segno Arte è dato dall’intersezione di due triangoli, inscrivendo idealmente un corpo umano con braccia alzate e gambe divaricate. Il primo concetto di un’architettura nell’architettura risale a Porte – Uffizi al MuHKA - Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen di Anversa. Riprende e sviluppa un precedente (Le Porte di Palazzo Fabroni) del 1995 ed è un dispositivo espositivo utilizzato più volte da allora, ma sempre rispecchiando una classificazione che si potrebbe dare alla società di quel momento e proponendo contemporaneamente una città ideale. L’articolazione della città in Uffizi riprende una riflessione alla quale l’artista ha dedicato spazio in La Formula della Creazione (2022?, libro nel quale egli esamina il proprio percorso, identificando trentuno passi che, conducendo alla genesi di una nuova società, diventano punti cardinali alla base della Formula della Creazione.

La mostra svelerà una nuova opera - azione partecipativa nell’Uffizio Sorveglianza. “Ma questa città futura è anche una città tecnologica, dei social media, e dell’intelligenza artificiale”, afferma Christov - Bakargiev, “è un mondo in cui lo specchio di un controllo costante, invisibile e ubiquo può portare alla necessità di reimmaginare la nozione di libertà. Cosa significa un mondo di homo cellularis, i cui gesti minimi sono registrati, misurati, archiviati, ’estratti’ a scopi predittivi? Uno specchio tecnologico che può rendere gli umani schiavi delle macchine AI, oppure capaci di crescere verso paradisi inattesi, a seconda di come, più o meno responsabilmente ed eticamente, verranno usati questi strumenti dai nostri discendenti? A questo Pistoletto ci fa riflettere, più che umanamente”.

All’interno della visione di una nuova comunità eticamente responsabile, la mostra intende essere anche un dispositivo per coinvolgere le persone, a partire dai lavoratori che a vario titolo operano all’interno e orbitano attorno al Mmseo rendendolo un microcosmo di una possibile città ideale. Ogni giorno, una persona dotata di un sapere e di una prassi specifica in un’area per la quale esiste uno dei 29 Uffizi sarà il responsabile catalizzatore della giornata: ad esempio un addetto stampa sarà responsabile dell’Uffizio Comunicazione, mentre il medico competente potrebbe collaborare in una giornata dedicata all’Uffizio Salute, tanto quanto un’Artenauta potrebbe condurre una giornata sull’educazione, così come un responsabile della caffetteria potrebbe seguire la giornata dedicata all’Uffizio Nutrimento, il giardiniere essere responsabile dell’Uffizio Ecologia e un curatore quello dell’Uffizio Arte, mentre una bibliotecaria potrebbe occuparsi della giornata dedicata all’Uffizio Scrittura. In questa maniera l’artista intende revitalizzare e reinventare il concetto di mostra temporanea e contribuire a realizzare pragmaticamente un nuovo mondo basato sulla Demopraxia.

La mostra è realizzata in collaborazione con Cittadellarte e con sostegno della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Immagine: Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci (1967; Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT in comodato presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino). Foto Paolo Pellion. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraMichelangelo Pistoletto. Molti di uno
CittàTorino
SedeCastello di Rivoli
DateDal 02/11/2023 al 25/02/2024
ArtistiMichelangelo Pistoletto
CuratoriCarolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria
TemiArte contemporanea

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