Fondazione Luigi Rovati: il programma espositivo 2026 tra Etruschi e arte contemporanea


La Fondazione Luigi Rovati di Milano annuncia le mostre del 2026: tre grandi progetti al Museo d’arte e un ciclo di esposizioni nel Padiglione d’arte, tra bronzi etruschi, miti classici e progetti internazionali di fotografia e arte nei campi rifugiati.

La Fondazione Luigi Rovati di Milano ha annunciato il programma espositivo per il 2026, che si articola in tre grandi progetti che si terranno presso il Museo d’arte e in un ciclo di mostre nel Padiglione d’arte, con collaborazioni nazionali e internazionali.

Il primo progetto al Museo, intitolato Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi, si svolgerà dal 2 aprile al 4 ottobre e presenterà al pubblico i bronzi etruschi dell’antica Collezione Corazzi, originariamente provenienti da Cortona e attualmente conservati al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, in Olanda. Dopo una prima tappa al MAEC di Cortona, i bronzi giungeranno a Milano in una mostra organizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden, l’Accademia Etrusca di Cortona e il Comune di Cortona.

Dal 6 maggio al 2 agosto sarà invece visitabile Storia di un gesto: il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, curata da Salvatore Settis. La mostra si svilupperà intorno al mito di Meleagro, tra i racconti più intensi della tradizione classica, e al sarcofago romano con il rilievo della Morte di Meleagro (170-180 d.C. circa), appartenente alla collezione Brenta-Torno che sarà mostrato per la prima volta al pubblico in questa occasione. L’esposizione analizzerà inoltre il cosiddetto gesto della disperazione, figura ricorrente nella rappresentazione del dolore nella tradizione artistica occidentale. Nato e codificato in età romana, il gesto ha attraversato un lungo periodo di assenza dalla tradizione figurativa europea per poi riemergere dal XIII secolo, influenzando artisti dal Medioevo fino all’arte contemporanea, con riferimenti a Guernica di Pablo Picasso. La mostra includerà anche tre tavole dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg, che ne riconobbe l’importanza per il ritorno del gesto dopo secoli di oblio.

La facciata interna della Fondazione Luigi Rovati con le opere in porcellana bisquit di Diego Cibelli. Foto: Giovanni De Sandre
La facciata interna della Fondazione Luigi Rovati con le opere in porcellana bisquit di Diego Cibelli. Foto: Giovanni De Sandre

Il terzo progetto, Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, sarà visitabile dal 14 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. L’esposizione proporrà un percorso attraverso santuari costieri, luoghi di culto legati alle acque termali e sorgive, e contesti portuali, spazi in cui l’acqua fungeva da strumento di guarigione, luogo di incontro tra comunità e medium di relazione con il divino. Dal Tirreno fino ai principali centri del Veneto antico, il progetto esplorerà le pratiche religiose connesse a mare, fiumi, laghi e fonti, integrando anche le più recenti scoperte dei Bronzi di San Casciano. La mostra si articolerà in due tappe complementari, realizzate in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, che proporrà una sezione negli spazi dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale tra il 6 marzo e il 29 settembre 2026.

Parallelamente, il Padiglione d’arte ospiterà due progetti di cooperazione internazionale. A maggio sarà inaugurata You Are Not Alone, una mostra fotografica di Marco Mignani, promossa dalla Fondazione Dr. Ambrosoli. Le immagini, realizzate presso il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, nel Nord dell’Uganda, documentano le esperienze di famiglie coinvolte nella disabilità e nel percorso di cura. Il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, si concentra sulla diagnosi precoce, la formazione del personale sanitario e il supporto alle famiglie, promuovendo inclusione sociale e miglioramento della qualità della vita, in particolare per chi affronta disabilità visive, motorie o mentali.

A giugno sarà invece aperta Out of Place. Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo, progetto della Fondazione Imago Mundi con il patrocinio dell’UNHCR, che presenta opere e testimonianze di 264 artisti che vivono o hanno vissuto nei campi rifugiati in Africa, Medio Oriente, Asia, Europa e Americhe. Il progetto documenta una creatività nata in contesti di precarietà e mette in luce come i campi rifugiati siano spazi complessi, vitali e in continua trasformazione.

Informazioni sulla mostra

CittàMilano
SedeFondazione Luigi Rovati
DateDal 02/04/2026 al 10/01/2027
ArtistiArtisti vari
TemiMilano, Arte contemporanea, Arte antica, Fondazione Luigi Rovati

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