Per la prima volta la mostra completa delle incisioni piranesiane conservate a Bassano del Grappa


Bassano del Grappa presenta per la prima volta il corpus completo dei capolavori grafici di Piranesi conservato nelle raccolte bassanesi.

Palazzo Sturm di Bassano del Grappa ospiterà, dal 20 giugno al 19 ottobre 2020, la mostra Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo, in occasione della quale sarà possibile ammirare il corpus completo dei capolavori grafici di Piranesi conservato nelle raccolte bassanesi. Questo comprende incisioni sciolte e molte altre riunite in volumi a cui si aggiunge la serie completa Carceri d’Invenzione, proveniente dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

L’esposizione, curata da Chiara Casarin e Pierluigi Panza, intende omaggiare uno dei maestri dell’incisione nel terzo centenario della sua nascita, avvenuta il 4 ottobre 1720.

Si snoderà tra il quarto e il quinto piano del Palazzo, inaugurati dopo l’ultima campagna di restauro con la mostra Albrecht Dürer. La collezione Remondini, con la quale si è dato inizio al filone dedicato all’arte incisoria. 

Così dichiarano i due curatori: "Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo è la mostra completa delle incisioni piranesiane conservate a Bassano. Una mostra che risponde alla volontà di esporre al pubblico i tesori conservati nella sala stampe e negli archivi della Biblioteca e che conferma, ancora una volta, quanto l’insegnamento degli antichi sia vivo nell’arte contemporanea“; inoltre ”la mostra che i Musei Civici di Bassano dedicano al genio di Piranesi testimonia un importante progresso nello studio delle collezioni permanenti della città e consente di sottolineare alcune precisazioni sulle vicende biografiche dell’artista e della sua famiglia".

Giambattista Piranesi è considerato il più grande esponente dell’incisione veneta del Settecento, ma non fu solo incisore, bensì anche disegnatore, antiquario e architetto. La sua attività ha influenzato architetti, scenografi e pittori e ha contribuito a fornire un forte impatto sulla fantasia letteraria. Giunse a Roma appena ventenne e vi si trasferì definitivamente dal 1746, iniziando la produzione delle celebri Vedute di Roma, tra cui quelle presenti nelle collezioni di Bassano del Grappa: raccolte di tavole che raffigurano ruderi classici e monumenti antichi. Nelle sue incisioni,l’artista realizzò architetture oniriche ma allo stesso tempo concrete. 

Tra i capolavori esposti in mostra, le famose Vedute di Roma, i quattro tomi delle Antichità Romane che costituiscono il fulcro della visione archeologica di Piranesi: danno un quadro unitario organico della città di Roma attraverso l’individuazione dei monumenti, delle zone, degli spazi, della cinta muraria, degli acquedotti e delle porte urbane.

Inoltre, saranno presenti sedici tavole tratte dalla serie delle Carceri d’Invenzione, concesse in prestito dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Pubblicata per la prima volta nel 1748, l’opera completa viene data alle stampe nel 1761, diffusa con il titolo Carceri d’Invenzione di G. Battista Piranesi archit. vene. Per la loro straordinaria libertà di immaginazione e per la capacità di trasferire nel segno grafico la sensibilità pittorica, le incisioni rivelano l’influenza dei Capricci di Giambattista Tiepolo, incontrato da Piranesi presumibilmente nel 1745, poco prima della sua ripartenza per Roma. Assieme alle Vedute, le Carceri d’Invenzione costituiscono l’opera più famosa della produzione piranesiana e testimoniano la grande abilità nell’uso della tecnica incisoria da parte dell’artista.

Ad approfondire il percorso espositivo saranno due video che narreranno il successo di Piranesi all’estero e i momenti principali della vita dell’artista: The Lumière Mystérieuse, scritto e diretto da Massimo Becattini e Giovan Battista Piranesi 1720-1778, realizzato in occasione della grande mostra dedicata all’artista nel 1978 dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Visibile anche il video d’animazione che Factum Arte realizzò nel 2010, in occasione della mostra Le arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer, organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini: creato da Grégoire Dupond, ricostruisce tridimensionalmente ogni ambiente delle sedici tavole delle Carceri, permettendo allo spettatore di avere la sensazione di camminare all’interno di questi spazi visionari.

I curatori hanno scelto infine di testimoniare l’eredità di Piranesi nella produzione artistica attuale attraverso l’arte di Luca Pignatelli. Come nell’artista del Settecento, anche nelle opere di Pignatelli è protagonista la storia e diventa una “rappresentazione stratificata del tempo”, come la definisce lo stesso artista contemporaneo.

In attesa dell’apertura al pubblico, i Musei Civici raccontano la mostra sui canali social con video d’approfondimento, dietro le quinte, dettagli e curiosità sulle opere. 

Per info: www.museibassano.it

Immagine: Giambattista Piranesi, Arco di Tito (acquaforte; 47,7 x 70,6 cm)

Per la prima volta la mostra completa delle incisioni piranesiane conservate a Bassano del Grappa
Per la prima volta la mostra completa delle incisioni piranesiane conservate a Bassano del Grappa


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