Grosseto, sei grandi sculture di Sauro Cavallini in mostra all'aperto per omaggiare Dante


A Grosseto, sei sculture monumentali di Sauro Cavallini sono in mostra all’aperto come omaggio a Dante Alighieri nel settecentenario della scomparsa.

Si intitola Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini la mostra d’arte già visibile in piazza Dante a Grosseto, a 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri. Curata da Maria Anna Di Pede, Direttrice del Centro studi Cavallini, la mostra propone sei grandi sculture in bronzo realizzate da Sauro Cavallini (La Spezia, 1927 - Fiesole, 2016) che si protrarrà fino al 30 settembre. L’evento è promosso dal Comune e organizzato dalla Fondazione Grosseto Cultura, in collaborazione con il Centro Studi Cavallini di Fiesole (FI), ente prestatore.

Una mostra all’aperto per consentire a tutti di vederla, nell’epoca del Covid. Le figure di bronzo di Cavallini, in esposizione per la prima volta a Grosseto in Piazza Dante, vogliono quindi rappresentare non solo l’interpretazione del movimento scultoreo tridimensionale, ma anche un passaggio verso il ritorno alla completa normalità.

“Una delle nostre prime volontà è stata quella di rendere l’Arte accessibile all’intera comunità”, ha detto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, con il vicesindaco e assessore alla Cultura, Luca Agresti. “Promuovere, dunque, l’esposizione di una scultura in una piazza o di un’opera immersa tra la gente è un fatto sempre più apprezzabile ed incentivabile. La nostra volontà era quella di riportare l’arte nelle vie, di trasformare Grosseto in una sorta di mostra permanente e credo che abbiamo fatto molti passi in avanti in questa direzione. Penso che il nostro obiettivo si stia concretizzando nel modo migliore e le opere di Sauro Cavallini sono un lusso di cui dobbiamo essere molto fieri”.

“Uno dei principali obiettivi dell’istituzione che presiedo”, ha aggiunto Giovanni Tombari, presidente di Fondazione Grosseto Cultura, con Mauro Papa, direttore del Polo culturale Le Clarisse, “è sempre stato quello di promuovere l’arte attraverso forme condivise e alla portata di tutti. La mostra di Sauro Cavallini rispecchia perfettamente quell’intenzione, con sei opere allestite nella piazza principale di Grosseto per cinque mesi. Opere maestose che ben rappresentano un artista completo, non solo scultore ma anche pittore, un talento multiforme che ha saputo dialogare con la materia in maniera eccelsa. Siamo perciò certi che questa prestigiosa mostra di Sauro Cavallini sarà un altro tassello fondamentale per comporre il mosaico dell’identità culturale della nostra Grosseto”.

Le opere in mostra

Le sculture monumentali di bronzo, realizzate da Sauro Cavallini tra il 1967 e il 1984, in mostra in via e in piazza Dante a Grosseto, saranno sei, anche se in effetti rappresentano cinque gruppi, poiché quello dei Titani è doppio. Per tre opere la scelta è caduta su realizzazioni che traggono ispirazione dalla mitologia, mentre per Amore Universo e per Balletto Multiplo l’artista volle omaggiare il più profondo dei sentimenti in un caso e l’armonia assoluta espressa da corpi che danzano nello spazio, nell’altro.

Amore Universo (1974; bronzo, 230 x 350 x 170 cm), prima opera in mostra, è costituita da due figure asessuate che si abbracciano fondendo i loro corpi in un unico essere ed estendendosi in un gioco di equilibri e rispondenze che mira a esaltare la leggerezza e l’assoluta libertà della composizione. Amore e Universo sono per Cavallini il simbolo di un legame universale indissolubile, di un amore che avvolge il creato e le creature con la stessa straordinaria intensità (amore come fratellanza, come pace, come condivisione e unione tra i popoli). “Amore ad oltranza”, scriveva l’autore tra le sue riflessioni, “verso i profondi ideali e il creato”. Si prosegue con Balletto Multiplo (1984; bronzo, 260 x 280 x 250 cm), composizione costituita da tre sinuose silhouette che si muovono armoniosamente e si dispongono secondo una coreografia che si sviluppa intorno alla figura centrale, sollevata in un agile slancio. La danza è stata una fonte di ispirazione inesauribile per Cavallini che ha realizzato ballerine e figure danzanti atteggiate in una grande varietà di gesti e di pose. Il movimento del corpo in sintonia con la musica è stato a lungo indagato dallo scultore.

La scultura Centauro (1967; bronzo, 80 x 338 x 85 cm) rappresenta uno dei protagonisti più noti della mitologia greca, un essere mostruoso e fantastico metà uomo e metà cavallo. Ancorato al basamento con le zampe posteriori, il centauro esprime tutta la sua natura ferina nella tensione del corpo che si allunga verso l’alto. Si tratta di una scultura che costituì una sfida per Cavallini: si trattò infatti di dar vita ad uno scontro ideale tra l’uomo e il centauro, tra la saggezza e l’aggressività. Icaro (1983; bronzo, 200 x 220 cm, nell’immagine) rappresenta il personaggio mitologico nell’atto di lanciarsi per spiccare il volo e fuggire dal labirinto che il padre, Dedalo, aveva costruito per rinchiudere il Minotauro. Cavallini lo rappresenta con le braccia aperte che ricordano ali spiegate, con il corpo ricurvo in avanti e la testa china, con la gamba sinistra piegata sul basamento (unico punto di appoggio dell’opera) e con la destra slanciata lateralmente a riprendere il movimento delle braccia. La figura di Icaro, per Cavallini, esprime la capacità dell’uomo di superare i propri limiti e rappresenta per l’artista il “padre ispiratore di tutti i progressi futuri”. Infine, i Titani (1968; bronzo, 60 x3 10 e 50 x 210 cm), creature generate da Urano e da Gea e dotate di una forza straordinaria, sono raffigurati alti, snelli, con le braccia lungo il corpo o sollevate al cielo, carichi di un’energia interiore trattenuta, ma pronta ad esplodere. 

Chi era Sauro Cavallini

Attivo per oltre mezzo secolo, Sauro Cavallini si è confrontato con diverse forme di espressione (disegno, pittura, ma soprattutto scultura) e riuscendo a ottenere commissioni importanti. Le sue opere sono presenti nelle collezioni della Città del Vaticano, del Principato di Monaco, del Parlamento Europeo di Strasburgo, nonché presso le raccolte di amministrazioni pubbliche e istituti bancari. Molti i riconoscimenti ricevuti da Sauro Cavallini in vita, ma dalla sua scomparsa avvenuta nel 2016.

Grazie all’apertura al pubblico del suo atelier sulla collina di Fiesole (FI) nel gennaio 2017, in occasione dell’inaugurazione del Centro Studi a lui intitolato e in presenza dell’allora Presidente del Consiglio Regionale della Toscana (e oggi Presidente della Regione) Eugenio Giani e del Sindaco Anna Ravoni, sono state promosse numerose esposizioni personali dell’artista, tra le quali Intrusioni nel 2017 presso il Museo Archeologico di Fiesole, e poi ancora rassegne a Pietrasanta e in Svizzera nel 2018, fino alla grande retrospettiva Luce e Ombra inaugurata dal Sindaco di Firenze Dario Nardella che l’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze gli dedicò lo stesso anno. Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale di Sauro Cavallini.

Grosseto, sei grandi sculture di Sauro Cavallini in mostra all'aperto per omaggiare Dante
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