Al MiDeC una mostra dedicata a Leonor Fini. Con profumi e musiche create per l'occasione


Il MIDeC - Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese) dedica interamente una mostra a Leonor Fini. L’esposizione avrà anche un intreccio multimediale di musica e percezione olfattiva. 

Al MIDeC - Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese) è in corso fino al 3 luglio 2022 la mostra multimediale di ceramica e pittura, musica e percezione olfattiva, dal titolo Leonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profumi, ideata e curata da Marianna Accerboni, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno-Mombello e promossa dall’Associazione Foemina APS con la sponsorizzazione tecnica di Ciaccio Arte, dell’Associazione Amalago per la promozione artistica e culturale del Lago Maggiore e di Videoest Trieste.

La mostra è dedicata, anche attraverso opere mai esposte al pubblico, a Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 - Parigi, 1996, pittrice surrealista, che fu anche costumista, scenografa, illustratrice e scrittrice di fama internazionale.

Già presentata all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e di Parigi e al Polo museale del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, la mostra espone diversamente dalle precedenti occasioni le preziose ceramiche realizzate nel 1951 con decori tratti da disegni della Fini, dalla storica fabbrica S.C.I. - Società Ceramica Italiana di Laveno-Mombello, conservate al museo.

La rassegna intende interpretare il temperamento dell’artista, approfondendo anche il suo intenso rapporto con Trieste, città d’origine della madre, Qui Leonor Fini si è formata sul piano artistico culturale e su quello umano e personale fino all’età di circa vent’anni, rimanendo sempre molto legata alla città, da cui provengono la maggior parte delle opere e dei materiali esposti. L’interpretazione della personalità dell’artista è espressa in mostra anche attraverso la creazione di due profumi inediti, prodotti appositamente per l’occasione: l’artista amava molto le fragranze e nel 1937 aveva disegnato a Parigi un flacone antesignano e iconico per il profumo Shocking di Elsa Schiapparelli. Il carattere della Fini è interpretato anche attraverso le note musicali di Notturno, solitudine surrealista e Sonata Meditation, brani composti per la mostra dal musicista italo-brasiliano Paolo Troni.

Accompagnata da un catalogo con foto e contributi inediti, realizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, la mostra propone una selezione di opere della Fini per la maggior parte inedite e rare, a partire dalla sezione dedicata alle ceramiche decorate mediante decalcomanie tratte dai disegni di Leonor o con suoi motivi impressi a stampa. La sezione comprende oltre una trentina di rare porcellane e terraglie forti e fogli di lavoro della S.C.I. raffiguranti motivi di figure femminili mascherate, maschere carnevalesche policrome, gatti, sfingi e pagliacci e prodotte intorno al 1951 dalla Società Ceramica Italiana di Laveno- Mombello. Accanto a questi materiali, viene esposta anche una matrice in rame per stampa su ceramica con disegni della Fini, incisa a bulino da Marco Costantini. Accanto alle ceramiche, verranno esposti anche rari e inediti disegni, dipinti, acquerelli, incisioni, illustrazioni, documenti, libri, lettere, foto, video interviste, abiti appartenuti all’artista e un approfondimento sul piano letterario e grafologico della sua personalità, approfondendo anche il clima culturale della Trieste del Novecento. Presenti in mostra anche vasi, piatti e servizi da tavola, da caffè e da tè con figure muliebri mascherate, gatti e sfingi. Questi decori si riferiscono all’immaginario tratto dalla Fini negli anni dell’infanzia e della giovinezza a Trieste.

Nel contesto triestino la giovane pittrice ebbe opportunità di frequentare personaggi suoi coetanei della città, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale. Tra questi, Leo Castelli, Gillo Dorfles, Bobi Bazlen, Arturo Nathan, Italo Svevo e Umberto Saba.

Di particolare interesse, sono in mostra il video con le interviste inedite della curatrice a parenti e amici triestini della Fini, tra cui Gillo Dorfles e Daisy Nathan, sorella del pittore, e ad altri personaggi che la conobbero, e un video con l’ultima intervista in italiano alla celebre pittrice.

Come nelle altre sedi, la rassegna sarà caratterizzata da un intreccio multimediale di musica e percezione olfattiva. Per tutta la durata della rassegna, alcune composizioni surrealiste inedite, create ed eseguite al pianoforte dal musicista italo-brasiliano Paolo Troni, ispirate a Leonor e concepite per l’esposizione, saranno diffuse come colonna sonora all’interno del MIDeC.

Sono stati inoltre ideati due profumi esclusivi in edizione limitata, dedicati all’artista e ispirati alla sua personalità. La fragranza Lolò, il soprannome con cui i familiari e gli amici chiamavano a Trieste la pittrice nel suo periodo giovanile, impreziosita da glitter in riferimento alla luminosità della sua pittura, e Kot, fragranza ispirato al suo “doppio maschile” e che in polacco significa gatto: era il soprannome con cui l’artista chiamava Costantin Jelenski, scrittore e giornalista polacco incontrato a Roma nel 1952.

Orari: Fino al 30 giugno, da martedì a giovedì dalle 10 alle 12.30; venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Dall’1 luglio, da martedì a giovedì dalle 10 alle 12.30; venerdì e sabato dalle 15 alle 20; domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Chiuso il lunedì.

Biglietti: Intero 6 euro, ridotto 3 euro per over 65, studenti 14-26 anni e gruppi di almeno 26 persone; ridotto 4 euro per gruppi di minimo 10, massimo 25 persone. Gratuito per bambini e ragazzi fino a 14 anni.

Immagine: Leonor Fini (Parigi anni Cinquanta; collezione privata, Trieste) © Marianna Accerboni

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraLeonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profumi
CittàLaveno Mombello
SedeMIDeC - Museo Internazionale del Design Ceramico
DateDal 10/04/2022 al 03/07/2022
ArtistiLeonor Fini
CuratoriMarianna Accerboni
TemiSurrealismo, Leonor Fini

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