A Foligno una mostra su Paul Jenkins, uno dei più grandi astrattisti della storia


Uno dei più grandi astrattisti di sempre, lo statunitense Paul Jenkins, è protagonista di una mostra al CIAC - Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno organizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista in collaborazione con la Galleria Ronchini di Londra.

Uno dei più grandi astrattisti di sempre, lo statunitense Paul Jenkins (Kansas City, 1923 – New York, 2012) è protagonista di una mostra al CIAC - Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, dove dal 29 ottobre al 7 gennaio 2024 si tiene la mostra Paul Jenkins. La pittura assoluta, a cura di Italo Tomassoni, organizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista in collaborazione con la Galleria Ronchini di Londra.

Conosciuto per il colore luminoso delle sue astrazioni, Paul Jenkins incarna la New York School ed è uno dei principali rappresentanti dell’espressionismo astratto di seconda generazione . I suoi primi studi furono al Kansas City Art Institute. Attratto da New York e con il supporto del GI Bill, frequentò poi la Art Students League e divenne allievo di Yasuo Kuniyoshi e infine si associò agli espressionisti astratti, ispirato in parte dalla “sfida catastrofica di Pollock e dal totale consumo metafisico del l’arte” (così Mark Tobey). Jenkins era amico e contemporaneo di molti altri artisti importanti tra cui: Jean Dubuffet, Mark Rothko, Jackson Pollock e Willem de Kooning, che hanno tutti ispirato la sua pittura. Viaggiò anche in tutta Europa, compresa la Sicilia, poi la Spagna e successivamente la Francia, che sarebbe diventata la sua seconda casa per tutta la sua vita. Infatti, la prima mostra personale di Jenkins si tenne a Parigi nel 1954.

Le sue opere sono ora di proprietà di più di 100 istituzioni tra musei e fondazioni in 10 paesi diversi, e il suo lavoro continua ad essere ampiamente esposto in presso importanti gallerie in tutto il mondo. Spaziando da opere monocromatiche come Phenomena Cardinal Sign (1972) a tele dalla colorazione più varia come Phenomena Listen Listen (1968), la mostra di Foligno si focalizza sui dipinti dell’artista realizzati nei decenni successivi alla sua transizione critica dall’olio all’acrilico avvenuta negli anni Sessanta. La lavorazione con l‘acrilico permise a Jenkins di esplorare a fondo la maggiore traslucenza insieme all’opacità che è possibile ottenere con questo mezzo. Infatti, il processo di creazione ed i materiali sono protagonisti nelle opere dell’artista, che si dedicò a raffinare la tecnica della colatura dei colori sulla tela, coreografandola metodicamente per realizzare delle astrazioni incredibilmente fluide nella forma, quanto drammatiche nel contrasto cromatico.

Influenzato dalle teorie sui colori di Goethe, Jenkins iniziò nel 1960 a intitolare i suoi dipinti Phenomena seguiti da una frase o parola chiave. In questo fondamentale passaggio all’acrilico, il coltello d’avorio – donato all’artista nel 1958 – divenne presto uno strumento essenziale per guidare il flusso della vernice colata nelle sue opere.

Paul Jenkins, Phenomena Astral Tundra (1985-1986, acrilico su tela, 195,6 x 401,3 cm)
Paul Jenkins, Phenomena Astral Tundra (1985-1986, acrilico su tela, 195,6 x 401,3 cm)
Paul Jenkins, Phenomena Noh Veil (1968-1969; acrilico su tela, 99,1 x 99,1 cm)
Paul Jenkins, Phenomena Noh Veil (1968-1969; acrilico su tela, 99,1 x 99,1 cm)
Paul Jenkins, Phenomena Red Through (1964; acrilico su tela, 152,4 x 91,4 cm)
Paul Jenkins, Phenomena Red Through (1964; acrilico su tela, 152,4 x 91,4 cm)

Questa mostra vuole rendere il pubblico della continua sperimentazione di Jenkins con il colore, la luce, la forma e l’espressione, alle quali l’artista si dedicò a pieno fisicamente e spiritualmente nel corso della sua carriera. Dalle tele scure ed intense della fine degli anni Cinquanta piene di mistero e contrasto, a quelle audaci e tattili degli anni Novanta con i loro tratti spessi ed impastati, alle composizioni più effimere degli anni 2000. Gli strati orizzontali di colore in Phenomena Ancestral Striations (1995) sembrano pulsare sotto pressione. Con un dinamismo simile, Phenomena Invocation at the Anvil (1998) è altrettanto potente con forme chiaramente definite dipinte con uno spesso impasto che sembrano esplodere con calore incendiario e fiamme dai veli di colore sottostanti. Al contrario, Phenomena Initiation (2007) è composto da veli verticali dai toni brillanti, sia trasparenti che opachi, che si sovrappongono e si fondono per riempire l’intera tela di colori vibranti. Osservando anche sol o questi tre quadri si coglie in maniera evidente la continua esplorazione di Jenkins di nuovi modi di gestire i colori sulla tela, creando composizioni travolgenti, che uniscono la materia e la spiritualità. Come scrive Italo Tomassoni a conclusione del suo saggio introduttivo alla mostra, “Jenkins coltiva l’arte dentro lo spessore di una superficie che è misteriosa per ché è manifesta, impenetrabile perché totalmente rivelata. Infine: una profondità immersa nell’insolenza di una bellezza illuminata da una luce che viene da molto lontano”.

La mostra è visitabile dal giovedì alla domenica dalle 10:30 alle 13 e dalle 15:30 alle 19. Biglietto: Intero € 7,00; Ridotto A € 5,00 (gruppi con più di 15 unità, convenzionati Soci FAI e Soci Touring Club Italiano); Ridotto B € 3,00 (bambini da 7 a 18 anni); Gratuito bambini fino a 6 anni, guide turistiche, giornalisti, portatori di handicap e loro accompagnatori. Il biglietto comprende la visita al la collezione permanente al CIAC della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e all ’Ex Chiesa della Santissima Trinità, spazio espositivo permanente dell’opera “Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis. Per info: www.ciacfoligno.it

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraPaul Jenkins. La pittura assoluta
CittàFoligno
SedeCIAC Centro Italiano Arte Contemporanea
DateDal 29/10/2023 al 07/01/2024
ArtistiPaul Jenkins
CuratoriItalo Tomassoni
TemiArte contemporanea

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