A Firenze in mostra l'Alfabeto di Tomaso Binga che invita le donne a riappropriarsi del linguaggio


Dal 16 settembre all’11 novembre 2022, la Galleria Frittelli di Firenze ospita la mostra “Parole abitate”, personale di Tomaso Binga che celebra il potere delle donne di riappropriarsi del linguaggio, della propria identità e del proprio corpo, e di rappresentarsi come soggetti attivi.

Dal 16 settembre all’11 novembre 2022, la Galleria Frittelli di Firenze ospita la mostra Parole abitate, personale di Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna; Salerno, 1931), l’artista, poetessa e performer che utilizza il provocatorio pseudonimo da uomo con lo scopo di mettere a nudo il privilegio maschile anche nel campo dell’arte. La mostra presenta per la prima volta opere appartenenti alle recenti serie Alfabeto poetico monumentale, Alpha Symbol, ArteNatura, accanto a una selezione di lavori degli anni Settanta, tra cui le sculture in polistirolo Piedi (1973) e Congiunte separate (1973), la foto-performance A me (1976-1977) o l’alfabeto Esse sono (1976).

Centro della mostra, a cura di Raffaella Perna, è l’Alfabeto poetico monumentale (2019), in strettissimo rapporto con la precedente serie dell’Alfabetiere murale (1976) che Tomaso Binga aveva realizzato nel capoluogo toscano, con l’aiuto dell’amica, artista e fotografa Verita Monselles. Per ottenere le 26 immagini che immortalano Tomaso Binga mentre il suo corpo si modellava nella forma delle lettere dell’alfabeto le occorse tantissimo lavoro e per mesi l’artista frequentò lo studio fiorentino di Verita Monselles dove provava e riprovava ogni posa per giungere a realizzare quest’opera che oggi è tra le più conosciute della stagione dell’arte femminista degli anni Settanta.

La mostra intende avviare un dialogo tra ieri e oggi dal quale emergono i temi cari all’artista: il potere del linguaggio, l’espressività del corpo, l’identità della donna, il ruolo della memoria storica individuale e collettiva. Una riflessione che si traduce in parole e frasi costituite da lettere modellate col corpo di Tomaso Binga, riprodotte alla sua altezza naturale di 160 centimetri.

La grandiosità di questi nuovi “segni-scultura” intende fare da contraltare alla fragilità del materiale scelto come supporto, il polistirolo, che Tomaso Binga impiega già dal 1971 per la sua duplice valenza di sostanza duttile e di elemento tecnologico tipico degli imballaggi prodotti dalle società a capitalismo avanzato. L’artista riscatta questo materiale di scarto plasmandolo secondo una corporeità vissuta ed esibita con ironia per dare spazio “all’imperfetto, all’errore, al fuori-posto”.

Legato alle idee sviluppate dai movimenti femministi degli anni Settanta, l’Alfabeto poetico monumentale di Binga celebra il potere delle donne di riappropriarsi del linguaggio, della propria identità e del proprio corpo, di pensarsi e di rappresentarsi come soggetti attivi della storia, proponendo un’idea alternativa di monumento, genere tradizionalmente concepito per celebrare valori come la forza, l’eroismo, il coraggio, il patriottismo, simbolicamente associati al maschile. “Non vogliamo più sentirci entità astratte, ma persone fisicamente, socialmente, politicamente umane”, dice Binga.

L’opera Dattilocodice del 1978 (adesso in esposizione alla Biennale di Venezia) è invece all’origine dei nuovi Alpha Symbol e del ciclo ArteNatura, dove lettere e segni grafici compongono tavole ottico-visuali, che ricordano da vicino le sperimentazioni modulari dell’arte cinetica e della Optical Art, ma conservano un legame stringente con l’universo linguistico cui appartengono ed esplorano il carattere iconico della scrittura, ponendo accento sulle qualità visive della parola, che si fa anzitutto immagine.

La mostra è realizzata in continuità con il programma di promozione di artiste e fotografe italiane avviato nel 2015 dalla galleria Frittelli arte contemporanea con la mostra Altra misura. Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta, curata anch’essa da Raffaella Perna, che la vede attiva anche nel sostegno di mostre in musei e fondazioni pubblici e privati che promuovono l’arte delle artiste italiane.

Per l’occasione la galleria Frittelli arte contemporanea e la casa editrice Silvana Editoriale presenteranno il libro Tomaso Binga. Parole abitate, che accoglie un nuovo saggio della curatrice Raffaella Perna ed una vasta antologia critica.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraTomaso Binga. Parole abitate
CittàFirenze
SedeFrittelli Arte Contemporanea
DateDal 16/09/2022 al 11/11/2022
ArtistiTomaso Binga
CuratoriRaffaella Perna
TemiArte contemporanea

A Firenze in mostra l'Alfabeto di Tomaso Binga che invita le donne a riappropriarsi del linguaggio
A Firenze in mostra l'Alfabeto di Tomaso Binga che invita le donne a riappropriarsi del linguaggio


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