La bellezza nei processi di produzione: le opere di Olu Oguibe in mostra alla Galleria Giampaolo Abbondio di Milano


Dal 9 ottobre 2019 al 15 gennaio 2020, la Galleria Giampaolo Abbondio, nuova galleria di Milano nata dalla pluriennale esperienza della Galleria Pack (uno dei nomi più dinamici della scena milanese), ospita una personale dell’artista africano Olu Oguibe (Aba, 1964), intitolata Cuba Project. Si tratta di un lavoro nato e progettato a Cuba, eseguito con l’utilizzo di materiali di risulta, scarti di processi di produzione riconfigurati come opere d’arte che alludono alla bellezza che sottostà al processo della produzione e alle mani e alle anime che rendono possibile la produzione di oggetti. Una storia che parla anche di rispetto per il lavoro degli operai. Sono venticinque i pezzi che compongono il gruppo di opere e sono risultato di alcune settimane trascorse a inizio 2019 da Oguibe presso l’acciaieria “Noel Fernández” di Matanzas a Cuba.

“Ho visitato la fabbrica per la prima volta nel dicembre 2018 in compagnia dell’artista cubana Marìa Magdalena Campos-Pons”, racconta Oguibe, “decidendo di tornarci quasi subito per lavorare con gli scarti metallici di produzione che ingenere vengono gettati o destinati a essere riciclati. L’acciaio è un mezzo che non ho usato molto in passato, e lavorare nella fabbrica mi ha dato l’opportunità di esplorare il materiale senza la difficoltà dei lavorarlo. Non avevo intenzione di “costruire” oggetti, ma piuttosto di seguire il materiale, così come si presentava, e qualunque cosa esso suggerisse, che a mio avviso è un modo molto liberatorio di creare. Per un periodo di circa nove giorni il mio traduttore, Mr. Matos, ed io abbiamo perlustrato i pavimenti della fabbrica per reperire rottami metallici che abbiamo poi assemblato in una grande area di stoccaggio della struttura. Oltre alla forma, che era il mio obiettivo primario, mi interessava anche l’ampio spettro delle possibilità cromatiche nell’acciaio industriale che non richiedono ulteriori interventi. Anche la gamma di ruggine è affascinante, e certamente suggerisce che la tendenza monocromatica di molta scultura minimalista è forse manierista e inutile. Questo corpus di opere è significativo sotto molti aspetti. Sebbene non rappresenti una direzione completamente nuova nella mia pratica, questa è, tuttavia, la prima volta che ho riunito un gruppo così ampio di sculture o installazioni scultoree in un unico progetto, e come già osservato, è certamente il mio avventurarmi più significativo con l’acciaio. L’opera può essere vista in molti modi diversi; scultura minimalista, recupero creativo di materiali ‘poveri’, o esercizio di archeologia del lavoro. Tutto ruota ancora intorno alla potente risonanza della forma, ma gli oggetti documenteranno per sempre un momento unico nella storia del lavoro industriale nella Cuba tardo rivoluzionaria“.

Olu Oguibe, nigeriano, classe 1964, è uno dei più riconosciuti artisti africani del panorama contemporaneo. Non solo, è anche storico dell’arte (specializzato in arte contemporanea africana) e curatore: dopo il PhD alla University of London ha esposto in diversi contesti internazionali, dalla Whitechapel di Londra alla Kunsthalle di Malmoe, dall’Istituto Giapponese d’Arte Contemporanea di Tokyo alla Triennale di Milano, dal Castello di Rivoli al Whitney Museum di New York. Ha partecipato anche alla Biennale di Venezia nel 2007, a Documenta 14 a Kassel nel 2017, alla Biennale di Shanghai nel 2011 e alla Biennale di Busan nel 2004.

Per informazioni sulla mostra è possibile visitare il sito della Galleria Giampaolo Abbondio.

Nell’immagine: Olu Oguibe, Form with Steel and Wood (2019; acciaio, materiale di scarto). Courtesy the artist and Galleria Giampaolo Abbondio

La bellezza nei processi di produzione: le opere di Olu Oguibe in mostra alla Galleria Giampaolo Abbondio di Milano
La bellezza nei processi di produzione: le opere di Olu Oguibe in mostra alla Galleria Giampaolo Abbondio di Milano


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