Un teatrino che omaggia Rembrandt al Padiglione della Russia per la Biennale di Venezia


Si intitola ’Lc. 15:11-32’ e omaggia Rembrandt la mostra che il Padiglione della Russia presenta alla Biennale di Venezia.

Alla cinquantottesima edizione della Biennale di Venezia, la Russia si presenta con la mostra Lc. 15:11-32, a cura del direttore generale dell’Hermitage di San Pietroburgo, Mikhail Piotrovsky, e con le opere del regista Alexander Sokurov (Podorvikha, 1951) e dell’artista Alexander Shishkin-Hokusai (San Pietroburgo, 1969). La mostra pensata per il Padiglione della Russia si riferisce al capitolo del Vangelo di Luca in cui è raccontata la parabola del Figliol Prodigo, e si configura come un omaggio al dipinto di Rembrandt van Rijn (Leida, 1606 - Amsterdam, 1669) avente per tema lo stesso soggetto. I visitatori, nel visitare il padiglione, faranno un’esperienza immersiva che porterà a Venezia alcuni tratti dell’iconico museo russo, che viene reimmaginato da due artisti contemporanei che, nell’approcciarsi al loro lavoro, sono partiti dai dipinto conservati all’Hermitage.

Nella prima sala del padiglione il pubblico osserverà repliche esatte delle gambe di uno degli Atlanti dell’Hermitage, le grandi figure che dal 1848 sostengono il tetto del portico all’ingresso del Nuovo Hermitage, un edificio appositamente costruito per ospitare la collezione imperiale (e col tempo le figure sono diventate loro stesse oggetto di ammirazione da parte di molte persone che da tutto il mondo giungono appositamente per ammirarle). Il Ritorno del figliol prodigo di Rembrandt è poi il tema di una nuova installazione immaginata dal noto regista Sokurov, che per il Padiglione della Russia ha immaginato un ambiente che al contempo rappresenta una sala dell’Hermitage e lo studio di un artista, creando dunque una tensione nella quale i dipinti di Rembrandt acquisiscono nuove forme e significati, giustapposte agli sconvolgimenti del mondo moderno che scorrono su di uno schermo.

La scala interna del padiglione porta il pubblico all’interno del mondo della pittura olandese che viene portato in vita da Alexander Shishkin-Hokusai. Ispirandosi ai meccanismi che animano gli orologi del Palazzo d’Inverno e influenzato dai capolavori degli antichi maestri olandesi dell’Hermitage, l’artista ha creato delle sculture in legno che si muovono meccanicamente a intervalli stabiliti, di fronte a riproduzioni (anch’esse in legno) di opere d’arte dell’Hermitage che scorrono su binari. La scena è stata immaginata come un teatro che rompe i confini tra realtà e immaginazione.

Il Padiglione della Russia ha anche un proprio sito web (www.ruspavilion.com) oltre ai canali social su Facebook e Instagram raggiungibili sugli account ruspavilion.

Il Padiglione della Russia è al quarto posto nella classifica dei dieci migliori padiglioni nazionali della Biennale 2019 secondo Finestre sull’Arte. Leggi qui la graduatoria completa.

Padiglione della Russia
Padiglione della Russia. Ph. Credit Francesco Galli. © La Biennale di Venezia



Padiglione della Russia
Padiglione della Russia. Ph. Credit Francesco Galli. © La Biennale di Venezia



Padiglione della Russia
Padiglione della Russia. Ph. Credit Finestre sull’Arte



Padiglione della Russia
Padiglione della Russia. Ph. Credit Finestre sull’Arte



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Padiglione della Russia. Ph. Credit Finestre sull’Arte

Un teatrino che omaggia Rembrandt al Padiglione della Russia per la Biennale di Venezia
Un teatrino che omaggia Rembrandt al Padiglione della Russia per la Biennale di Venezia


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