A Perugia in mostra l'arte giapponese, dal Duecento a oggi


Nel Complesso Monumentale di San Pietro a Perugia sarà allestita dall’8 ottobre 2022 al 31 gennaio 2023 una mostra sull’arte giapponese, con oltre cinquanta opere dal Duecento ad oggi.

Dall’8 ottobre 2022 al 31 gennaio 2023, nella Galleria tesori d’arte della Fondazione per l’Istruzione Agraria, ospitata nel Complesso Monumentale di San Pietro, a Perugia sarà allestita la mostra In punta di pennello. Natura e cultura nell’arte giapponese, promossa da CAMS – Centro di Ateneo per i Musei Scientifici, Università degli Studi di Perugia e Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia. Un viaggio nell’arte giapponese, con oltre cinquanta opere dal Duecento ad oggi.

Suddivisa in dieci sezioni dedicate ai vari aspetti della cultura giapponese collegati con la pittura ad inchiostro, l’esposizione sarà introdotta da Katsushika Hokusai “in persona”, l’artista giapponese più celebre in assoluto in Occidente, mentre le altre sezioni saranno virtualmente presentate, attraverso video animati, da alcuni dei più famosi personaggi della storia della cultura giapponese: Yishan Yining, Matsuo Basho, Maruyama Ōkyo, Sesson Shukei, Kobori Enshu, Watanabe Seitei.

Paesaggi, giardini, ikebana, poesia, lettere, pittura zen. L’arte della calligrafia è introdotta da un’opera attribuita a Yishan Yining - Issan Ichinei, il monaco cinese che nel XIII secolo diffuse lo Zen tra i samurai e i feudatari nipponici. Matsuo Basho, il più famoso poeta giapponese, spiega perché una sua lettera in mostra è considerata un’opera d’arte. Maruyama Ōkyo, il pittore più influente del Settecento giapponese, partendo da una sua pittura raffigurante un gallo e una gallina spiega i caratteri della sua scuola di pittura accademica basata sull’osservazione dal vero. Sesson Shukei, il più grande pittore del Cinquecento giapponese illustra, a partire da un’opera a lui attribuita, la tradizione dei paesaggi realizzati con le macchie di inchiostro. La pittura zen è rappresentata, tra l’altro, da un Enso o cerchio dell’illuminazione, dipinto da Kobori Enshu nel Seicento. Enshū è stato un talentuoso ed eclettico feudatario che durante la vita ha rinnovato l’arte dei giardini, la cerimonia del tè e l’ikebana, cioè l’arte della disposizione dei fiori. Watanabe Seitei, il pittore che sbalordì nel 1878 gli impressionisti con le sue capacità tecniche, è presente in mostra con un dittico e con un taccuino di disegni.

La mostra proporrà, nel corso dei mesi, conferenze e workshop al fine di coinvolgere gli appassionati e il pubblico più giovane che potrà provare diverse tecniche artistiche dell’arte orientale.

È un legame che parte da lontano quello tra il Complesso Monumentale di San Pietro, oggi sede del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Ateneo perugino, e il Giappone: l’8 giugno del 1585 a San Pietro arrivò infatti in visita la prima missione diplomatica giapponese in Europa. Denominata successivamente Ambasciata Tensho, e durata otto anni, dal 1582 al 1590, l’ambasciata venne organizzata dal gesuita Alessandro Valignano, uno dei personaggi più importanti della cosiddetta “Generazione di Giganti”, cioè gli ecclesiastici che riuscirono, tra la seconda metà del XVI secolo e il XVII secolo, a instaurare i primi proficui rapporti culturali tra i paesi europei, la Cina e il Giappone. A Perugia, come raccontano le cronache dell’epoca, arrivarono quattro giovani “quali si dice per cosa essere certa essere di sangue reale”: Ito Mancio, Michele Chijiwa, Giuliano Nakaura e Martino Hara, accompagnati dal gesuita Diego de Mesquita che fungeva da guida ed interprete. “Non bevevano vino, ma solo acqua tepida”: è una delle prime testimonianze del consumo di tè e nel banchetto organizzato dalla città di Perugia i quattro ragazzi mangiarono il cibo locale con “parsimonia”, ma apprezzarono particolarmente i latticini. Per Perugia la visita dei giapponesi fu l’avvenimento più grande della fine del Cinquecento: i giovani lasciarono “una memoria perpetua di loro”, anche grazie allo splendore dei loro vestiti di seta violacea rifinita con oro. Negli ultimi anni è aumentato l’interesse sia per l’ambasciata del 1585 che per quella successiva del 1613 – 1620 di Hasekura Tsunenaga, che fu l’ultima prima della chiusura del Giappone ai contatti con l’esterno. Le due ambasciate sono ricordate in mostre, rievocazioni e monumenti in Giappone e nel resto del mondo.

La mostra è aperta tutti giorni dalle 10 alle 18.

Biglietti: Intero 5 euro, ridotto 3 euro per bambini e ragazzi tra 7 e 17 anni, per over 65 anni, gruppi scolastici; per gruppi turistici con più di dieci visitatori, studenti, docenti e dipendenti universitari, per visitatori che esibiscono un biglietto della chiesa di San Pietro.

Gratuito per minori di 6 anni, visitatori diversamente abili e un loro accompagnatore, insegnanti accompagnatori, guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale, giornalisti iscritti all’albo.

Immagine: Un disegno di Hokusai

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra In punta di pennello. Natura e cultura nell'arte giapponese
CittàPerugia
SedeComplesso monumentale di San Pietro
DateDal 08/10/2022 al 31/01/2023
ArtistiKatsushika Hokusai
Temiarte giapponese

A Perugia in mostra l'arte giapponese, dal Duecento a oggi
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