L'autunno caldo del Mart di Trento e Rovereto, da Isadora Duncan al confronto Bernardo Strozzi-Yves Klein


Vittorio Sgarbi ha presentato il programma espositivo autunnale del Mart di Trento e Rovereto. Tra le proposte, la mostra su Isadora Duncan e il confronto Strozzi-Klein.

Un autunno caldo, quello del Mart - Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, all’insegna di mostre, eventi, conferenze, focus, incontri. Il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, ha presentato il calendario autunnale delle mostre, dal 20 settembre al 22 novembre 2019: sono dodici gli appuntamenti che l’istituto ha organizzato. Il programma s’intitola, appunto, Autunno caldo, ed è stato ideato dal direttore del museo, Gianfranco Maraniello, insieme a Vittorio Sgarbi e al cda del museo composto da Silvio Cattani, Vicepresidente, e Dalia Macii, consigliera. Obiettivo del palinsesto è rendere il Mart più pop e attrattivo per il grande pubblico, con grandi mostre, piccoli cammei, momenti di approfondimento, giornate di festa e appuntamenti per ogni tipo di pubblico: famiglie, giovani, specialisti, appassionati. Come sempre la proposta sarà centrata su arte moderna e arte contemporanea, ma non mancheranno audaci confronti con il passato e momenti di divulgazione scientifica. Fondamentali saranno le collaborazioni con grandi musei internazionali e italiani, ma anche con istituzioni e realtà del territorio coinvolte nella programmazione degli eventi.

La mostra chiave dell’autunno sarà quella dedicata alla danzatrice Isadora Duncan (San Francisco, 1877 – Nizza, 1927), che Sgarbi ha definito “una figura dalla carica formidabile, una vicenda umana leggendaria e universale che attrarrà certamente un folto pubblico”. La mostra aprirà al pubblico il 19 ottobre e vedrà esposti capolavori dedicati a questa rivoluzionaria figura della danza, musa dei maggiori innovatori delle arti pittoriche e plastiche di inizio secolo come Rodin, Stuck, Boccioni, Depero, Casorati, Giò Ponti. La rassegna, intitolata Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardie, è curata da un comitato scientifico composto da Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli. La rassegna è la stessa che era stata presentata in primavera a Firenze, a Palazzo Bardini, e al Mart trova spazio anche come continuazione di uno dei progetti di maggior successo del museo, la mostra La danza delle avanguardie del 2004, che indagò le relazioni tra la danza e le arti visive del Novecento.

Al centro della proposta espositiva ci sarà anche il confronto tra periodi diversi. Al Mart la grande arte ha sempre varcato le frontiere storiografiche e le gerarchie, e quest’anno lo fa proponendo accostamenti che si pongono l’obiettivo di favorire il riconoscimento delle realtà storiche, il raffronto tra canoni e paradigmi che è alla base dell’educazione all’arte. Si comincia il 4 ottobre con il primo focus dedicato alla compresenza tra la significativa figurazione di Gino Rossi (Venezia, 1884 - Treviso, 1947) e la sintesi scultorea di Arturo Martini (Treviso, 1889 - Milano, 1947). Dal 25 ottobre un confronto inedito e attraverserà i secoli con l’esposizione al Mart una pala d’altare di Bernardo Strozzi (Genova, 1581 - Venezia, 1644), raffigurante la Madonna con Gesù Bambino in gloria e santi (1640 circa), in parallelo con uno dei maggiori artisti del Novecento: Yves Klein (Nizza, 1928 - Parigi, 1962). Al centro dell’indagine è il blu. Da un lato la santità allegoricamente allusa dal colore dei panneggi, dall’altro la nota versione di Klein e il suo portato nel superamento della condizione materiale dell’esistenza. Ha spiegato Sgarbi: “Quello di arte contemporanea è un concetto estetico, si tratta di un tema a cui pensiamo e che ripensiamo. Da anni diciamo che tutta l’arte è contemporanea. Confrontiamo tutto con il contemporaneo perché certe volte l’antico è più moderno del contemporaneo. Ora smettiamo di dirlo e ci lavoriamo! Ecco quello che voglio fare al Mart: cercare affinità”.

Quanto all’arte contemporanea, il 12 ottobre apre la più ampia antologica mai realizzata in Europa su Richard Artschwager (Washington, 1923 – 2013). L’esposizione è frutto di una collaborazione internazionale con il Guggenheim di Bilbao, museo che diviene partner del Mart e che storicamente e per molti versi ne è stato forse un modello per le analogie storiche: contesti post-industriali ripensati nella prospettiva di uno slancio culturale garantito dalla rivisitazione urbanistica di istituzioni museali progettate da archistar. A cura di Germano Celant, la mostra sarà presentata prima a Rovereto, dal 12 ottobre al 2 febbraio 2020, e successivamente ospitata a Bilbao nella primavera del 2020. Si tratta di un viaggio nell’opera di un artista che ha ripensato l’oggetto e lo spazio dell’arte: la rassegna si avvale di capolavori in arrivo a Rovereto grazie ai generosi prestiti di alcune delle principali collezioni del mondo come il Whitney Museum of American Art (New York), la Broad Art Foundation (Los Angeles), la Tate Britain (Londra), la Fondation Cartier pour l’art contemporain (Parigi), la Fondazione Prada (Milano).

Completa la stagione espositiva della sede di Rovereto il progetto Intermedia, prodotto insieme a Museion di Bolzano con cui il Mart condivide i progetti riferiti alle ricerche dell’Archivio di Nuova Scrittura. Una doppia mostra, allestita dal 23 novembre in entrambi le sedi, favorisce lo studio e la valorizzazione di un patrimonio affidato alle istituzioni dal collezionista Paolo Della Grazia. L’Autunno caldo include anche le proposte delle altre sedi del Mart. Alla Galleria Civica di Trento l’artista Gianni Pellegrini presenta la sua produzione più recente e alcuni lavori site-specific. Dal 21 settembre l’esposizione dà conto dell’incessante e continuo impegno di uno dei protagonisti del mondo culturale trentino, confermando la vocazione della Galleria Civica a sostenere la qualità delle vicende culturali del territorio. A Rovereto, la Casa d’Arte Futurista Fortunato Depero, l’unico museo fondato da un futurista sulla base di un progetto visionario e profetico di opera d’arte totale, quest’autunno è arricchita da un’esposizione che indaga uno dei temi chiave del Futurismo: la dimensione del sonoro. Dal 9 novembre sarà infatti possibile visitare la mostra Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle Collezioni del Mart.

Per tutte le info è possibile visitare il sito del Mart.

Nell’immagine: Plinio Nomellini, Isadora Duncan, parte destra del dipinto Gioia tirrena, dettaglio (1914; “Quadreria Villa San Martino”, Collezione Silvio Berlusconi)

L'autunno caldo del Mart di Trento e Rovereto, da Isadora Duncan al confronto Bernardo Strozzi-Yves Klein
L'autunno caldo del Mart di Trento e Rovereto, da Isadora Duncan al confronto Bernardo Strozzi-Yves Klein


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