Il Sudafica secondo la comunitÓ nera e lgbt negli scatti di Zanele Muholi. A Roma


La Galleria del Cembalo di Roma propone, fino al 6 aprile 2019, una selezione di una ventina di opere fotografiche dell’attivista visiva sudafricana Zanele Muholi (Umlazi, 1972) nell’ambito della mostra Nobody can love you more than you, a cura di Giulia Tosetti. Nata a Umlazi, Durban, Muholi vive a Johannesburg. Nelle parole dell’artista, l’obiettivo della sua ricerca è "riscrivere una storia visiva del Sudafrica dal punto di vista della comunità nera, lesbica e trans, affinché il mondo conosca la nostra resistenza ed esistenza in un periodo in cui i crimini generati dall’odio sono all’apice, in Sudafrica e non solo".

Attingendo al linguaggio del teatro l’artista interpreta vari personaggi e archetipi, utilizzando parrucche, costumi e oggetti di uso quotidiano, dalle mollette per stendere i panni, alle pagliette di metallo per pulire le pentole, alle cannucce per le bibite, alle grucce per appendere gli abiti. Contrastando la sua pelle, e a volte schiarendosi le labbra, accentua le proprie caratteristiche fisiche per riaffermare la sua identità. Guardando negli occhi della sua auto-rappresentazione, in tutto il suo riflettere di nero splendore, molti potrebbero trovarsi a distogliere lo sguardo velocemente, per imbarazzo o per soggezione di fronte all’intensità del suo sguardo. Stare davanti a una qualsiasi delle sue fotografie richiede quindi un esercizio individuale di autovalutazione e di analisi profonda nei confronti di una persona che si è messa nuda di fronte alla lente dell’obiettivo e che ha messo a nudo le sue istanze. Quasi fosse una marea asincrona, dopo una prima suggestione, arriva quindi alla mente dell’osservatore un secondo livello di riflessione, più razionale, circa le motivazioni che sostengono questo sacrificio individuale così poco negoziabile, relativo al significato politico delle sue immagini. Per capirlo è necessario chiedersi cosa provi una minoranza nel vivere ogni giorno la propria condizione sia fisica e reale, sia percettiva e ambientale.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con Tosetti Value, il Family Office. Zanele Muholi, dopo aver seguito un corso di Advanced Photography al Market Photo Workshop di Johannesburg, nel 2009 Muholi ha conseguito un Master of Fine Arts in Documentary Media alla Ryerson University di Toronto. Dal 2013 è professore onorario della Arts/Hochschule für Künste di Brema. Fra i numerosi premi, ha ricevuto il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e l’Infinity Award dell’International Center of Photograhy. Le più recenti esposizioni personali includono: Spelman College Museum of Fine Art, Atlanta; Fotografiska, Stoccolma; LUMA Westbau, Zurigo (2018); Stedelijk Museum, Amsterdam (2017) e Autograph ABP, Londra (2017). L’artista ha prodotto un progetto urbano intitolato Masihambisane - on Visual Activism per Performa 17, New York (2017).

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale della Galleira del Cembalo.
Nell’immagine: Zanele Muholi, Senzekile II, Cincinnati (2016)

Il Sudafica secondo la comunitÓ nera e lgbt negli scatti di Zanele Muholi. A Roma
Il Sudafica secondo la comunitÓ nera e lgbt negli scatti di Zanele Muholi. A Roma


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