Rubaiya Qatar, nasce la quadriennale: oltre 50 artisti per Unruly Waters


Qatar Museums annuncia Rubaiya Qatar, nuova quadriennale di arte contemporanea sotto l’egida di ALRIWAQ Art + Architecture. L’edizione inaugurale, tra novembre 2026 e primavera 2027, ruota attorno alla mostra “Unruly Waters”, con più di 50 artisti e oltre 20 nuove commissioni.

Qatar Museums ha annunciato il programma di Rubaiya Qatar, una nuova quadriennale multidisciplinare di arte contemporanea nazionale che si svolgerà da novembre 2026 alla primavera 2027. L’iniziativa è sviluppata sotto l’egida di ALRIWAQ Art + Architecture, istituzione dedicata all’arte contemporanea e all’architettura all’interno del sistema di Qatar Museums, con attività di ricerca, mostre e arte pubblica. Concepita per rafforzare la presenza internazionale del Qatar e promuovere le nuove generazioni di artisti e pensatori, Rubaiya Qatar prevede un programma articolato di mostre, commissioni, progetti di arte pubblica, residenze e pubblicazioni, organizzato con cadenza quadriennale attorno a un tema unitario. L’edizione inaugurale si struttura attorno alla mostra principale Unruly Waters, che rappresenta il fulcro dell’intero progetto.

Unruly Waters, titolo che richiama il volume omonimo dello storico ambientale Sunil Amrith, presenterà opere di oltre 50 artisti contemporanei, con più di 20 nuove commissioni realizzate per l’occasione. La mostra intende esplorare l’acqua come elemento attraverso cui leggere le relazioni tra geografia, ecologia, storia e attività umana in una regione che si estende dal Golfo all’Asia orientale. In tale prospettiva viene esaminato anche il ruolo del Qatar all’interno delle reti globali che attraversano l’Asia. La mostra sarà ospitata presso ALRIWAQ Art + Architecture e farà parte di un sistema di attivazioni multisito distribuite in tutto il Paese. Il progetto curatoriale è affidato a Tom Eccles, direttore esecutivo del Center for Curatorial Studies e dell’Hessel Museum of Art del Bard College; Ruba Katrib, curatrice capo e direttrice degli affari curatoriali del MoMA PS1; Mark Rappolt, direttore responsabile di ArtReview e ArtReview Asia; e Shabbir Hussain Mustafa, curatore capo del Singapore Art Museum.

Gli artisti invitati provengono da un’area segnata tanto dall’eredità dell’antica Via della Seta marittima quanto dall’attuale composizione demografica del Qatar. Si tratta di una regione caratterizzata da radicamento locale e dimensione diasporica, oltre che da una consolidata vitalità sul piano della ricerca artistica. Le opere affrontano le trasformazioni ecologiche in corso e le dinamiche geopolitiche contemporanee, mettendo in relazione tali fenomeni con i modelli migratori che hanno interessato il Golfo per oltre mille anni e che continuano a influenzarne l’assetto. Tra gli artisti annunciati figurano Lawrence Abu Hamdan, Sophia Al Maria, Mohamed Bourouissa, Ade Darmawan, Alia Farid, Naiza Khan, Dala Nasser, Lydia Ourahmane, Marina Tabassum e Rirkrit Tiravanija. I nuclei tematici della mostra riguardano la circolazione e il trasporto di persone, merci e idee, le memorie legate alle infrastrutture e le prospettive di futurismo speculativo. Le opere coprono un ampio spettro di media, dalla pittura alla scultura, dalle immagini in movimento alla narrazione, fino al suono e alla performance. L’arte viene presentata come ambito transnazionale capace di mettere in relazione contesti differenti e di attivare nuove connessioni.

Unruly Waters includerà anche reperti appartenenti alle collezioni di Qatar Museums, tra cui oggetti provenienti dal relitto della nave di Cirebon, imbarcazione mercantile databile tra la fine del IX e il X secolo e recuperata nel 2003 nel Mare di Giava, in Indonesia. Il carico della nave costituisce una testimonianza dell’esistenza di una Via della Seta marittima e delle prime forme di globalizzazione lungo l’Oceano Indiano. Tale documentazione suggerisce l’esistenza di una storia culturale condivisa precedente al colonialismo europeo, regolata non da confini nazionali ma da venti, maree e piogge. L’accostamento tra reperti storici e opere contemporanee intende delineare un’immagine di Asia ampia e interconnessa, mettendo in discussione le tradizionali suddivisioni tra Asia occidentale, meridionale ed orientale.

I curatori da sinistra a destra: Ruba Katrib, Mark Rappolt, Tom Eccles e Shabbir Hussain Mustafa. Foto: Qatar Museums
I curatori da sinistra a destra: Ruba Katrib, Mark Rappolt, Tom Eccles e Shabbir Hussain Mustafa. Foto: Qatar Museums

Il progetto si inserisce in un percorso di ricerca pluriennale. Tra i precedenti viene citata la mostra One Tiger or Another, presentata nel 2022 al Mathaf: Arab Museum of Modern Art e curata da Eccles e Rappolt, oltre alla conferenza accademica di tre giorni Water Ways: Epistemologies and Aesthetics, organizzata nel febbraio 2024 da Qatar Museums, Rubaiya Qatar e dal Doha Institute for Graduate Studies. Accanto a Unruly Waters, Rubaiya Qatar comprenderà ulteriori mostre. Our Common Currents, a cura di Lina Patmali, Acting Head of Curatorial Affairs di Rubaiya Qatar, sarà ospitata presso QM Katara Gallery. Il progetto si concentra sul Qatar, dove l’acqua ha inciso in modo determinante sul paesaggio culturale e naturale, in relazione alla pesca delle perle, al commercio marittimo e alle tradizioni nomadi, in dialogo con mare, costa e deserti. L’esposizione estende lo sguardo ad altri contesti, ripercorrendo esperienze condivise tra comunità umane e corpi idrici e interrogando la possibilità di un futuro sostenibile. Al Mathaf: Arab Museum of Modern Art sarà invece presentata Seething Sea, mostra curata da Wadha Al Aqeedi, curatrice e storica dell’arte. Il progetto riunisce opere moderne e contemporanee di artisti del Golfo e riflette sul rapporto storico della regione con il mare, inteso come risorsa vitale, ambito di rischio e spazio narrativo. Attraverso miti marittimi, rituali e memorie culturali, l’esposizione esamina il confronto tra saperi ereditati, degrado ecologico e trasformazioni accelerate.

Il programma di Rubaiya Qatar includerà inoltre collaborazioni con Wael Shawky e Rirkrit Tiravanija, con la Qatar National Library, con la Biennale di Sydney e con il Padiglione del Qatar alla Biennale di Venezia 2026. Sono previste inaugurazioni di opere di arte pubblica durante l’intero arco temporale della quadriennale, tra cui lavori di Jitish Kallate Minerva Cuevas. Rubaiya Qatar si inserisce nel quadro di Evolution Nation, campagna che celebra i 50 anni di percorso culturale del Qatar a partire dalla fondazione del National Museum of Qatar e i 20 anni dalla nascita di Qatar Museums. L’iniziativa è curata da Qatar Creates, movimento nazionale che mira a posizionare il Paese come polo globale per arte, cultura e creatività. Secondo quanto comunicato dall’istituzione, Rubaiya Qatar rappresenterà anche il primo grande programma della nuova fase di Qatar Museums.

Dichiarazioni

“Rubaiya Qatar si fonda sulla crescita di Qatar Museums negli ultimi due decenni, con l’obiettivo di riflettere le aspirazioni del Paese posizionando Doha come un fulcro per la pratica artistica globale”, ha dichiarato Sheikha Reem Al Thani, vice amministratrice delegata di Qatar Museums. di ALRIWAQ Art + Architecture, Arte Pubblica e Rubaiya Qatar. “Questa edizione inaugurale di Rubaiya Qatar promuoverà nuove reti creative, sosterrà artisti emergenti che stanno spingendo i confini dell’innovazione e presenterà Doha come piattaforma per lo scambio di idee all’avanguardia”.

 

Unruly Waters colloca il Qatar come punto d’incontro tra culture e tradizioni diverse, sottolineando il ruolo passato e presente della nazione come hub geopolitico”, sostiene Sheikha Alanood Al Thani, Direttrice di Rubaiya Qatar. “Accanto alle opere dei principali artisti contemporanei, la mostra presenterà reperti provenienti dalle ampie collezioni di Qatar Museums per proporre nuove connessioni artistiche e storiche, mettendo in luce come la regione del Golfo sia stata plasmata tanto dalla natura e dai sistemi meteorologici globali quanto dal commercio, dagli scambi e dalla cultura”.

“La mostra quadriennale introduce a Doha un nuovo tipo di programma transnazionale e transdisciplinare, che affonda le radici in questioni che riguardano sia il Qatar sia l’intera regione”, dice Tom Eccles. “Gli artisti in mostra rappresentano in senso ampio le diverse nazionalità che vivono in Qatar, mentre le loro opere riflettono le realtà geografiche, ambientali e sociali condivise di oggi. Il programma si basa sull’ambiziosa espansione delle arti a Doha nell’ultimo decennio e rappresenta un ulteriore traguardo nell’evoluzione dell’impegno del Qatar verso il dialogo all’interno della comunità artistica internazionale”.




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