Arte Fiera 49: nuovo corso, pittura protagonista. Com'è la fiera (coi prezzi)


L’edizione 2026 di Arte Fiera segna il debutto di Davide Ferri alla direzione artistica: una fiera ordinata, valida e anche piuttosto fresca nel contemporaneo, dove la pittura torna centrale e il dialogo tra generazioni disegna nuove prospettive per il collezionismo italiano. Il reportage (coi prezzi).

L’edizione numero 49 di Arte Fiera a Bologna si apre sotto una luce di sostanziale interesse e curiosità per il passaggio di testimone alla direzione artistica, che vede Davide Ferri succedere a Simone Menegoi: il nuovo direttore ha impresso alla manifestazione un ritmo nuovo, pur nel solco della continuità operativa garantita da Enea Righi. Sotto il titolo programmatico Cosa sarà, la fiera non si limita a celebrare la propria longevità, ma tenta di tracciare le coordinate di un futuro possibile per il collezionismo italiano, muovendosi con agilità tra la solidità del Novecento storico e le pulsazioni delle ultime generazioni. Il colpo d’occhio nei due padiglioni storici è, come ogni anno, quello di una rassegna ordinata e densa di contenuti, con una proposta che, quest’anno, per la parte del contemporaneo sembra migliore e molto più fresca rispetto a quella del moderno, malgrado alcuni interessanti innesti (come il ritorno in fiera, dopo molti anni di assenza, di 800/900 Art Studio che porta nella nuova sezione curata Ventesimo+ un bello stand in gran parte dedicato a Lorenzo Viani, ma che da solo non basta a sollevare le sorti di questa parte della fiera).

Arte Fiera 2026. Foto: Arte Fiera
Arte Fiera 2026. Foto: Arte Fiera

Ad ogni modo, il padiglione 26 rimane il fulcro dell’arte moderna, dove le grandi gallerie storiche espongono i pesi massimi del secolo scorso, mentre il 25 si conferma laboratorio del contemporaneo. La pittura, in particolare, sembra aver ritrovato una rinnovata centralità, non solo come medium tradizionale (Arte Fiera del resto è, delle fiere italiane, quella più vicina a un pubblico meno incline alle sperimentazioni più ardite) ma come terreno di ricerca. E soprattutto, l’atmosfera che si respira tra gli stand è di fiduciosa determinazione, con una proposta qualitativa che sembra premiare la coerenza curatoriale rispetto al clamore commerciale (non sono mancati, comunque, diversi stand che paiono quasi mercati del pesce: sarebbe stato meglio vedere proposte più tranquille e curate per meglio apprezzare il lavoro degli artisti, per quanto si possano capire le esigenze delle gallerie, che partecipano alle fiere soprattutto per vendere).

Iniziando il percorso tra le proposte delle gallerie, e partendo dal padiglione 26, si può cominciare da Galleria Continua, che porta in fiera MapTracing #9 - IT, un lavoro del 2023 dell’artista indiana Shilpa Gupta. Composta da un tubo in rame e supporti metallici dalle dimensioni variabili, l’opera riflette sulle linee di confine creando una sorta di mappa dell’Italia tridimensionale: la richiesta è di 30.000 dollari (sì: Continua è l’unica galleria a non averci comunicato il prezzo in euro), coerente con il prestigio internazionale dell’artista. Sempre sul fronte dell’impegno concettuale e della critica ai sistemi di potere, allo stand di Raffaella Cortese si vede una nuova opera di Monica Bonvicini, Love is blind (Nero), del 2025, uno specchio colorato con catene e manette che porta avanti la sua tipica sperimentazione sul legame tra architettura, genere e controllo sociale. Il suo linguaggio asciutto e venato di ironia tagliente si manifesta in questa installazione a parete proposta a 50.000 euro. Alfonso Artiaco propone invece un grande disegno su carta di David Tremlett. L’opera, Drawing for a wall #1, viene venduta a 18.000 euro.

Un approccio più ludico ma altrettanto profondo caratterizza il duo Vedovamazzei, presentato da Umberto di Marino. Tokyo River, opera del 2006, consiste in un tavolo rivestito di nastri adesivi colorati. Stella Scala e Simeone Crispino, attivi a Milano dai primi anni Novanta, giocano con la leggerezza concettuale per innescare riflessioni sulla società contemporanea (il lavoro è proposto a 35.000 euro più IVA). Le nuove tendenze della figurazione europea trovano voce pochi stand più avanti, da Ciaccia Levi, con le opere di Romane de Watteville. La giovane artista svizzera, nata a Losanna nel 1993, lavora sul genere del ritratto, frammentando i punti di vista e utilizzando il trompe-l’œil per creare immagini che oscillano tra il reale e l’immaginario. Le sue opere, tra cui spicca Maybe Romance is a Place del 2025, hanno un range di prezzo che varia dai 4.000 ai 9.000 euro: un’opportunità interessante per il collezionismo attento ai talenti emergenti della scena continentale. Rimanendo nell’ambito della pittura colta ed evocativa, la palermitana Rizzutogallery propone Sposalizio di Francesco De Grandi. L’opera, un olio su tela del 2025, si inserisce nella ricerca dell’artista palermitano volta alla riscoperta del sacro e del mito attraverso una pratica pittorica quasi meditativa. De Grandi dialoga costantemente con la tradizione, lasciando però che la tela venga attraversata da fremiti contemporanei. Il prezzo per questo grande scenario narrativo è di 19.000 euro.

Shilpa Gupta, MapTracing #9 - IT (2023; tubo in rame, supporti di metallo, dimensioni variabili). Presentato da: Galleria Continua. Prezzo: 30.000 dollari
Shilpa Gupta, MapTracing #9 - IT (2023; tubo in rame, supporti di metallo, dimensioni variabili). Presentato da: Galleria Continua. Prezzo: 30.000 dollari
Monica Bonvicini, Love is blind (Nero) (2025; specchio colorato, acciaio inossidabile, catena di acciaio inossidabile, manette, 150 x 100 x 8,3 cm). Presentato da: Raffaella Cortese
Monica Bonvicini, Love is blind (Nero) (2025; specchio colorato, acciaio inossidabile, catena di acciaio inossidabile, manette, 150 x 100 x 8,3 cm). Presentato da: Raffaella Cortese. Prezzo: 50.000 euro
David Tremlett, Drawing for a wall (with opening) #1 (2020; pastello e grafite su carta, 78 x 152,2 cm). Presentato da: Alfonso Artiaco. Prezzo: 18.000 euro
David Tremlett, Drawing for a wall (with opening) #1 (2020; pastello e grafite su carta, 78 x 152,2 cm). Presentato da: Alfonso Artiaco. Prezzo: 18.000 euro
Vedovamazzei, Tokyo River (2006; tavolo, nastria desivi colorati, 78 x 128 x 68,5 cm). Presentato da: Umberto Di Marino. Prezzo: 35.000 euro
Vedovamazzei, Tokyo River (2006; tavolo, nastria desivi colorati, 78 x 128 x 68,5 cm). Presentato da: Umberto Di Marino. Prezzo: 35.000 euro
Romane de Watteville, Maybe Romance is a Place (2025; olio su tela, 140 x 100 cm). Presentato da: Ciaccia Levi. Prezzi: dai 4.000 ai 9.000 euro
Romane de Watteville, Maybe Romance is a Place (2025; olio su tela, 140 x 100 cm). Presentato da: Ciaccia Levi. Prezzi: dai 4.000 ai 9.000 euro
Francesco De Grandi, Sposalizio (2025; olio su tela, 90 x 150 cm). Presentato da: Rizzutogallery. Prezzo: 19.000 euro
Francesco De Grandi, Sposalizio (2025; olio su tela, 90 x 150 cm). Presentato da: Rizzutogallery. Prezzo: 19.000 euro

Poco distante, un poco di attenzione va rivolta alla riscoperta storica proposta da Erica Ravenna, che dedica un focus a Simona Weller, pittrice romana classe 1940. In mostra troviamo diverse opere, tra cui Tra le dune al tramonto, una tecnica mista su tela del 1976 (18.000 euro). Weller è una figura complessa e poliedrica, che ha unito la pittura astratta basata sul segno e sulla scrittura a un’intensa attività di saggista e romanziera, indagando con forza il ruolo delle donne nella storia dell’arte. L’opera è testimone della sua ricerca sul segno.

Il fermento che si respira tra gli stand conferma una fiducia ritrovata nel mezzo pittorico, capace ancora oggi di narrare la complessità dell’umano e della materia. Tra le proposte che catturano l’attenzione nel settore dedicato alla ricerca contemporanea, la Galleria Doris Ghetta punta sul giovane altoatesino Johannes Bosisio, classe 1994. L’artista, che si muove tra l’Italia e la Germania, esplora una pittura che è terreno di scontro e incontro tra l’organico e l’industriale. Le sue superfici, spesso arricchite da materiali eterogenei come i glitter o segnate da graffiature che ricordano l’estetica techno e il dinamismo meccanico (facendo venire in mente certa estetica degli anni Ottanta: siamo del resto in pieno periodo di revival), e mettono in discussione la stabilità delle forme. La sua costruzione dell’immagine è sostenuta da un uso misurato della luce, che incide sulla percezione della profondità e della superficie. Zone di riflessione e di assorbimento visivo guidano lo sguardo senza condurlo verso una lettura narrativa, favorendo piuttosto un’esperienza di osservazione prolungata. Per chi volesse approcciarsi alla sua produzione, i disegni sono proposti a 1.800 euro, mentre i dipinti di piccolo formato salgono a 2.500 euro, fino ad arrivare agli 11.000 euro per la tela di maggiori dimensioni.

Restando nell’ambito delle visioni contemporanee, Giampaolo Abbondio dedica quasi tutto lo stand a una delle più interessanti rivelazioni di questa edizione di Arte Fiera, ovvero Chiara Sorgato, artista nata nel 1985 a Padova ma di base a Milano, con solida formazione veneziana. Le sue opere di medie dimensioni, caratterizzate da una narrazione visiva che ha già trovato spazio in contesti internazionali, sono offerte con una forbice di prezzo che oscilla tra i 4.000 e gli 8.000 euro. Splendida la sua opera what YOU secretly search, che fonde in un’unica immagine le categorie più cercate dagli utenti dei siti pornografici: un dipinto di un metro e mezzo che lavora sulle pulsioni nascoste ma trasversali degli appassionati del genere. Forse il miglior stand di tutta Arte Fiera.

Uno degli stand che attira maggiormente lo sguardo per la pulizia formale e la proiezione internazionale è quello di Luca Tommasi, che espone, tra le altre, le opere di Mark Francis. L’artista di origine irlandese, destinato a rappresentare San Marino alla prossima Biennale di Venezia, presenta Sound Signal, un olio su tela del 2025 che traduce in immagine frequenze e segnali invisibili. L’opera viene venduta a 34.000 euro. Sul fronte di una pittura più intima e riflessiva, Giovanni Bonelli propone il romagnolo, classe 1981, Enrico Minguzzi, fresco del successo di una recente mostra in galleria a Pietrasanta. La sua è una pratica fatta di attesa, dove l’immagine emerge quasi autonomamente dal dialogo con il pigmento e ci porta a scoprire strane creature che paiono ibridi in continua trasformazione arrivati da mondi lontani (oppure spugne e coralli, per chi volesse avere un termine di paragone più immediato). Un suo olio su ceramica impreziosito da smalti dorati è proposto a 2.500 euro, mentre per una tela di grande formato si raggiungono i 9.600 euro. Minguzzi riesce a dare vita a nature morte che sembrano pulsare, sospese in una metamorfosi perenne che affascina per la sua carica vitale.

Simona Weller, Tra le dune al tramonto (1976; tecnica mista su tela, 98 x 200 cm). Presentato da: Erica Ravenna. Prezzo: 18.000 euro
Simona Weller, Tra le dune al tramonto (1976; tecnica mista su tela, 98 x 200 cm). Presentato da: Erica Ravenna. Prezzo: 18.000 euro
Johannes Bosisio, Crash Series S2401 (2023; olio, glitter e resina alchidica su pannello, 170 x 135 cm). Presentato da: Galleria Doris Ghetta. Prezzi: da 1.800 a 11.000 euro
Johannes Bosisio, Crash Series S2401 (2023; olio, glitter e resina alchidica su pannello, 170 x 135 cm). Presentato da: Galleria Doris Ghetta. Prezzi: da 1.800 a 11.000 euro
Chiara Sorgato, what YOU secretly search (2025; olio su tela, 130 x 150 cm). Presentato da: Giampaolo Abbondio. Prezzi: dai 4.000 agli 8.000 euro
Chiara Sorgato, what YOU secretly search (2025; olio su tela, 130 x 150 cm). Presentato da: Giampaolo Abbondio. Prezzi: dai 4.000 agli 8.000 euro
Mark Francis, Sound Signal (2025; olio su tela, 122 x 91 cm). Presentato da: Luca Tommasi. Prezzo: 34.000 euro
Mark Francis, Sound Signal (2025; olio su tela, 122 x 91 cm). Presentato da: Luca Tommasi. Prezzo: 34.000 euro
Enrico Minguzzi, Senza titolo (2026; olio su tela, 140 x 100 cm). Presentato da: Giovanni Bonelli. Prezzo: 9.600 euro
Enrico Minguzzi, Senza titolo (2026; olio su tela, 140 x 100 cm). Presentato da: Giovanni Bonelli. Prezzo: 9.600 euro

Nella sezione Pittura XXI, curata con particolare attenzione alle voci emergenti, spicca la proposta della Galleria Acappella con Leonardo Devito. Il giovane artista, nato a Firenze nel 1997, presenta diversi lavori tra cui Ghirigoro, una tela di ampie dimensioni del 2026 venduta a una cifra sorprendentemente alta: 25.700 euro. La sua produzione comprende anche disegni a 3.200 euro e tele medie a 10.000 euro. Analoga freschezza si ritrova nello stand di Unosunove, dove Giovanni Bongiovanni, nato ad Augusta nel 2001 (è uno dei più giovani artisti in fiera), espone Gian Burrasca, un olio su lino di notevole impatto visivo proposto a 6.000 euro. Per i collezionisti che prediligono formati più contenuti, le piccole tele dell’artista hanno prezzi davvero accessibili: si parte da 600 euro.

Non mancano le incursioni nell’arte d’oltreoceano con Studio Raffaelli, che porta in fiera tre lavori di Donald Baechler. L’artista americano, nato nel 1956 e scomparso nel 2022, ha saputo creare un alfabeto visivo fatto di icone quotidiane e memorie d’infanzia, dai palloni da calcio ai fiori, reinterpretati con una sensibilità che mescola l’immediatezza del segno alla stratificazione del collage. I prezzi per le sue opere presenti in fiera variano dai 25.000 ai 30.000 euro. Spostandosi verso linguaggi più giovani ma già ampiamente consolidati, la galleria Francesca Antonini dedica spazio a Rudy Cremonini, artista bolognese classe 1981. La sua opera Relax Baby Relax, un olio su lino, incarna perfettamente la sua poetica fatta di atmosfere sospese e rarefatte. Cremonini lavora sul confine sottile che separa la realtà quotidiana dall’esperienza trascendente, spesso ispirato dai suoi viaggi in culture dove il sacro è immanente: il prezzo per questo lavoro è di 11.200 euro, a cui va aggiunta l’aliquota IVA del 5%.

Un’eleganza differente, fatta di segni lievi e rimandi letterari, si ritrova da Monitor, che espone un lavoro significativo di Elisa Montessori, nata a Genova nel 1931. Le pantofole di Paribanu (dalle Mille e una Notte), un olio su tela del 2000, è testimone del gesto della Montessori, un esercizio di sottrazione e accumulo, dove il rapporto tra l’universo femminile e la natura diventa metamorfosi. L’opera è quotata 15.000 euro più IVA. Allo stand di MC2Gallery è possibile vedere le opere di Giuliano Sale. La sua pittura è un tentativo di mettere ordine nel caos del quotidiano, una ricerca quasi catartica che si traduce in opere dal forte impatto emotivo, come Quadro di merda del 2025, proposto a 2.200 euro. Proseguendo, z2o attira l’attenzione con le grandi tele di Adelisa Selimbašić. L’artista italo-bosniaca classe 1996 indaga il corpo femminile lontano dai canoni tradizionali, utilizzando formati che ricordano le inquadrature dei social media per esplorare temi come la vicinanza fisica e la percezione dell’identità. La sua opera Beate, un imponente olio su tela, è in vendita a 15.500 euro.

L’innovazione tecnologica applicata alla tradizione trova invece una sintesi peculiare nello stand di Prometeo Gallery con Matteo Mauro. L’artista siciliano, ormai stabilmente a Milano dopo una lunga esperienza londinese, presenta Towards A Blue Mannerism, opera del 2025 proposta a 5.000 euro. Il tema della memoria collettiva e del riuso dei materiali è centrale nella proposta di E3 Arte contemporanea, che espone Paolo Canevari. La sua opera Black Pages (Monumenti della Memoria) del 2019 utilizza olio motore esausto applicato su una stampa del XIX secolo, il tutto racchiuso in una cornice del Cinquecento. Canevari, artista di profilo internazionale, continua a interrogare lo spettatore attraverso icone e simboli riletti in chiave concettuale. Il prezzo richiesto per questo lavoro è di 25.000 euro. È interessante notare come l’attività dell’artista e della galleria proseguirà nel 2026 con una collaborazione istituzionale presso il museo MO.CA di Brescia.

Leonardo Devito, Ghirigoro (2026; olio su tela, 150 x 130 cm). Presentato da: Galleria Acappella Prezzo: 25.700 euro
Leonardo Devito, Ghirigoro (2026; olio su tela, 150 x 130 cm). Presentato da: Galleria Acappella Prezzo: 25.700 euro
Giovanni Bongiovanni, Gian Burrasca (2025; olio su lino, 180 x 130,5 cm). Presentato da: Unosunove Arte contemporanea. Prezzo: 6.000 euro
Giovanni Bongiovanni, Gian Burrasca (2025; olio su lino, 180 x 130,5 cm). Presentato da: Unosunove Arte contemporanea. Prezzo: 6.000 euro
Donald Baechler, Vandal of Vanitas (2017; collage su carta, 114 x 91,5 cm). Presentato da: Studio d'Arte Raffaelli. Prezzo: 30.000 euro
Donald Baechler, Vandal of Vanitas (2017; collage su carta, 114 x 91,5 cm). Presentato da: Studio d’Arte Raffaelli. Prezzo: 30.000 euro
Rudy Cremonini, Relax Baby Relax (2026; olio su lino, 150 x 130 cm). Presentato da: Francesca Antonini. Prezzo: 11.200 euro
Rudy Cremonini, Relax Baby Relax (2026; olio su lino, 150 x 130 cm). Presentato da: Francesca Antonini. Prezzo: 11.200 euro
Elisa Montessori, Le pantofole di Paribanu (dalle Mille e una Notte) (2000; olio su tela, 140 x 120 cm). Presentato da: Monitor. Prezzo: 15.000 euro
Elisa Montessori, Le pantofole di Paribanu (dalle Mille e una Notte) (2000; olio su tela, 140 x 120 cm). Presentato da: Monitor. Prezzo: 15.000 euro
Giuliano Sale, Quadro di merda (2025; olio su tela, 45 x 40 cm). Presentato da: MC2Gallery. Prezzo: 2.200 euro
Giuliano Sale, Quadro di merda (2025; olio su tela, 45 x 40 cm). Presentato da: MC2Gallery. Prezzo: 2.200 euro
Adelisa Selimbašić, Beate (2024; olio su tela, 180 x 228 cm). Presentato da: z2o. Prezzo: 15.500 euro
Adelisa Selimbašić, Beate (2024; olio su tela, 180 x 228 cm). Presentato da: z2o. Prezzo: 15.500 euro
Matteo Mauro, Towards a blue Mannerism (2025; tela, 86 x 145 cm). Presentato da: Prometeo Gallery. Prezzo: 5.000 euro
Matteo Mauro, Towards a blue Mannerism (2025; tela, 86 x 145 cm). Presentato da: Prometeo Gallery. Prezzo: 5.000 euro
Paolo Canevari, Black Pages (Monumenti della Memoria) (2019; olio motore esausto su stampa del XIX secolo, cornice del XVI secolo). Presentato da: E3 Arte contemporanea. Prezzo: 25.000 euro
Paolo Canevari, Black Pages (Monumenti della Memoria) (2019; olio motore esausto su stampa del XIX secolo, cornice del XVI secolo). Presentato da: E3 Arte contemporanea. Prezzo: 25.000 euro

Il passaggio ai padiglioni del Novecento e degli artisti storicizzati offre momenti interessanti. Molte le opere su cui soffermarsi, anche se quest’anno tantissimi galleristi hanno preferito non far pubblicare i prezzi. Tra chi invece espone i prezzi è possibile annoverare Dep Art Gallery, che celebra la poetica solare di Salvo con Canarie, un tondo del 1998 caratterizzato dai colori accesi e dalle forme semplificate tipiche del maestro siciliano, offerto a 70.000 euro. Alla Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. di Bologna si incontra un Senza titolo di Piero Manzoni datato 1957: la richiesta si attesta in un intervallo compreso tra i 100.000 e i 200.000 euro. Lo sguardo sulla storia dell’arte italiana prosegue con Guastalla, che espone un acrilico di Tano Festa del 1985 intitolato For ever Eveline. L’opera, testimonianza della fase matura di uno dei protagonisti della Pop Art romana, è proposta in una fascia tra i 10.000 e i 15.000 euro. La scultura che si fa segno e architettura è invece protagonista nello stand della Galleria Il Ponte, con i lavori di Mauro Staccioli. Una sua composizione su tela del 2003, realizzata con grafite e vernice industriale, viene proposta a 12.000 euro. La ricerca scientifica sul colore trova invece casa da ABC-Arte con Jorrit Tornquist. Le sue opere degli anni Settanta, come l’acrilico Untitled del 1971, esplorano le reazioni psicofisiche dell’osservatore davanti alle variazioni tonali. Le quotazioni per questi lavori oscillano tra i 2.500 e i 5.000 euro.

Infine, tra gli stand delle gallerie che propongono un mix tra moderno e contemporaneo spiccano la sarzanese Cardelli & Fontana e la saronnese Il Chiostro. La galleria ligure propone diversi lavori di Mirko Baricchi, uno dei suoi artisti di punta: dell’artista spezzino classe 1971 si vede, per esempio, Pantagruel #3, uno degli ormai classici paesaggi di Baricchi dove la pittura viene stesa e poi rimossa per lasciare spazio a suggestioni visive di grande libertà. Il prezzo per questa tela è di 11.000 euro. Un approccio decisamente più concettuale e legato alle urgenze ambientali è quello proposto da Il Chiostro con l’italo-brasiliana, classe 1967, Debora Hirsch. La serie Plant si focalizza sulla biodiversità minacciata, trasformando specie vegetali a rischio in icone digitali impresse su carta come esemplari unici. Ogni pezzo, incorniciato con vetro museale, ha un costo di 5.200 euro, inserito in un dialogo corale con maestri del calibro di Giorgio Morandi e Filippo de Pisis, in una riflessione senza tempo sul tema del floreale.

Salvo, Canarie (1998; olio su tela, diametro 50 cm). Presentato da: Dep Art Gallery. Prezzo: 70.000 euro
Salvo, Canarie (1998; olio su tela, diametro 50 cm). Presentato da: Dep Art Gallery. Prezzo: 70.000 euro
Piero Manzoni, Senza titolo (1957; olio e catrame su masonite, 70 x 50 cm). Presentato da: Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. Prezzo: 100-200.000 euro
Piero Manzoni, Senza titolo (1957; olio e catrame su masonite, 70 x 50 cm). Presentato da: Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. Prezzo: 100-200.000 euro
Tano Festa, For ever Eveline (1985; acrilico su tela, 100 x 120 cm). Presentato da: Guastalla. Prezzo: 10-15.000 euro
Tano Festa, For ever Eveline (1985; acrilico su tela, 100 x 120 cm). Presentato da: Guastalla. Prezzo: 10-15.000 euro
Mauro Staccioli, Senza titolo (2003; grafite e vernice industriale su tela, 226 x 77 cm). Presentato da: Galleria Il Ponte. Prezzo: 12.000 euro
Mauro Staccioli, Senza titolo (2003; grafite e vernice industriale su tela, 226 x 77 cm). Presentato da: Galleria Il Ponte. Prezzo: 12.000 euro
Jorrit Tornquist, Untitled (1971; acrilico su tela, 60 x 60 cm). Presentato da: ABC-Arte. Prezzo: 2.500-5.000 euro
Jorrit Tornquist, Untitled (1971; acrilico su tela, 60 x 60 cm). Presentato da: ABC-Arte. Prezzo: 2.500-5.000 euro
Mirko Baricchi, Pantagruel #3 (2024; olio su tela, 150 x 120 cm). Presentato da: Cardelli & Fontana. Prezzo: 11.000 euro
Mirko Baricchi, Pantagruel #3 (2024; olio su tela, 150 x 120 cm). Presentato da: Cardelli & Fontana. Prezzo: 11.000 euro
Debora Hirsch, PLANT. Kokia cookei (2026; getto d'inchiostro su carta, cornice in legno e vetro museale, 50 x 50 cm, esemplari unici). Presentato da: Il Chiostro. Prezzo: 5.200 euro
Debora Hirsch, PLANT. Kokia cookei (2026; getto d’inchiostro su carta, cornice in legno e vetro museale, 50 x 50 cm, esemplari unici). Presentato da: Il Chiostro. Prezzo: 5.200 euro

Arte Fiera 2026 si conferma dunque come un appuntamento che riesce a offrire una panoramica esaustiva e qualitativamente alta della situazione attuale. La direzione di Ferri sembra aver saputo infondere un senso di ordine e di pulizia, senza tralasciare la ricerca (la visita si rivela spesso occasione d’approfondimento). Da promuovere: la sezione Pittura XXI, che oltre a quelli che si son detti sopra riesce a segnare ulteriori momenti di grande interesse (due su tutti: lo stand monografico di Lunetta11 dedicato al giovane Ismaele Nones, e quello di Boccanera che propone uno splendido dialogo tra Andrea Fontanari e Cristian Avram: peccato sia penalizzato dalla posizione infelice) e gli stand che dimostrano di saper fare ricerca e di promuovere artisti giovani. Da rivedere: buona parte del moderno, e soprattutto la sezione Ventesimo+ che non ci sembra abbia aggiunto granché rispetto alla proposta consueta.



Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo



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