Un museo olandese si inventa l'arte al telefono: un servizio che consente di chiamare per parlare d'arte


Olanda, il LAM Museum di Lisse si inventa un servizio particolare: conversazioni d’arte al telefono col personale del museo.

Il precursore era stato il grande Gianni Rodari con le sue celeberrime Favole al telefono: adesso, al telefono, arriva anche l’arte. Complice la pandemia di Covid-19 da coronavirus che impone ai musei di trovare soluzioni creative alla chiusura e all’interruzione del rapporto fisico col pubblico, un piccolo museo olandese, il LAM Museum di Lisse, cittadina di ventimila abitanti vicina a Utrecht, si è inventato il servizio di “arte al telefono”. Si intitola Viewphone e si rivolge, leggiamo nella presentazione del progetto, “a chiunque abbia bisogno di una stimolante conversazione sull’arte”. A parlare con il pubblico sono tutti gli impiegati della struttura: il direttore, il conservatore, gli addetti al bookshop, gli addetti alla pulizia. E parlano con chiunque ogni venerdì pomeriggio durante il periodo delle misure restrittive (che nei Paesi Bassi termina il 28 aprile). È sufficiente prenotarsi inviando una mail.

“Quando siamo aperti”, ha detto la direttrice Sietske van Zanten, “siamo abituati a sentire persone che dicono di non aver mai parlato così tanto dentro un museo come da noi. E hanno ragione. Noi qui parliamo davvero tanto. Ma non è tanto importante parlare, è importante condividere, perché insieme vediamo di più. Ed è grazie all’arte che abbiamo le conversazioni più belle”. Per questa ragione nasce il progetto Viewphone.

Il progetto è partito poco dopo l’inizio del lockdown in Olanda (i musei sono stati chiusi il 12 marzo) e dà modo di attivare conversazioni che partono sempre da un’opera d’arte, della durata compresa tra i cinque e i dieci minuti. Il LAM Museum ha una collezione di arte contemporanea centrata soprattutto sul rapporto tra arte e natura, focus principale del museo (tanto che l’edificio che ospita la raccolta è circondato di un parco, anch’esso ovviamente visitabile), e si distingue per le sue modalità di visita alternative. Si tratta di un istituto appartenente a una fondazione, la VandenBroek Foundation, che finanzia totalmente le attività del museo.

Un museo olandese si inventa l'arte al telefono: un servizio che consente di chiamare per parlare d'arte
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