La Fondazione Brescia Musei ha presentato il proprio programma culturale e artistico per il 2026, con una stagione che spazia dalle mostre di rilievo internazionale ai progetti di valorizzazione dei patrimoni storici della città. L’annuncio ufficiale è avvenuto giovedì 5 febbraio nella Sala Consiglio di Palazzo Loggia a Brescia, alla presenza della sindaca di Brescia Laura Castelletti, della presidente di Fondazione Brescia Musei Francesca Bazoli e del direttore della Fondazione Stefano Karadjov, che hanno illustrato le principali iniziative dei Musei Civici, del Castello di Brescia e del cinema Nuovo Eden.
L’insieme delle attività si inserisce in una strategia complessiva finalizzata alla tutela del patrimonio cittadino, al rinnovamento dei percorsi espositivi e alla rigenerazione dei musei, con l’obiettivo di offrire esperienze culturali accessibili e diversificate. Una costante dell’anno sarà lo sviluppo del progetto del Teatro romano, iniziativa in corso dal 2022 che prevede la realizzazione del nuovo “teatro di pietra” nel Parco archeologico di Brescia romana. Nel 2026 la Fondazione condurrà l’iter per individuare il soggetto progettuale incaricato di redigere il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), basato sugli esiti degli scavi in corso, coordinati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brescia e Bergamo. Il PFTE definirà anche gli spazi per le attività spettacolari, completerà i percorsi di accessibilità già avviati e pianificherà il consolidamento del corpo Nord di Palazzo Maggi Gambara, integrandosi con gli interventi del corpo Sud a cura del Comune di Brescia. Il progetto beneficia del sostegno di A2A, Camera di Commercio di Brescia, donor, partner dell’Alleanza per la Cultura e mecenati privati.
Il programma 2026 riprende le mostre inaugurate nel 2025 e ancora in corso. Tra queste, al Museo di Santa Giulia si segnalano Guido Crepax. Sogni, Giochi, Valentina. 1953-2003, Mondi, viaggi, storie… e poi c’è Jacovitti! Le illustrazioni dall’archivio di Editrice La Scuola e Material for an Exhibition, mentre in Pinacoteca Tosio Martinengo proseguono Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde e Pieter Paul Rubens. Ritratto di Giovan Carlo Doria a cavallo. Al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia rimangono visitabili L’abito di Anita Garibaldi e Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani, mentre a Brixia. Parco archeologico di Bresciaromana prosegue Victoria Mater. L’idolo e l’icona di Francesco Vezzoli.
Il 2026 sarà segnato dal Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata. La ricorrenza celebra la scoperta, nel 1826 del deposito bronzeo del Capitolium di Brescia, dove furono rinvenuti la statua e numerosi bronzi di età imperiale. Le celebrazioni, avviate con Victoria Mater e il progetto Icone di potere e bellezza a Firenze, culmineranno il 20 luglio 2026. In quell’occasione sarà inaugurata la mostra La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e una eterna bellezza, a cura di Giovanna Calvenzi, con opere di fotografi come Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Bonomo Faita e Ferdinando Scianna, che reinterpretano il simbolo cittadino. In ottobre aprirà la grande esposizione Noi siamo la forza del passato. 1826-2026: 200 anni, 200 storie, dedicata ai duecento anni delle collezioni civiche bresciane, basata su opere provenienti dai depositi e sulle storie collezionistiche che raccontano l’identità della città.
Il programma include anche attività di formazione e approfondimento: dal 13 marzo al 18 maggio si terrà il corso di archeologia Il deposito dei bronzi di Brescia: intrecci d’identità, curato da Aurora Raimondi Cominesi. Sei lezioni di storici dell’arte e archeologi approfondiranno i 200 anni della Vittoria Alata, analizzando il ruolo dei ritrovamenti archeologici, dei ritratti imperiali e della memoria culturale della comunità, con focus sulla dama Flavia. Tra le grandi mostre internazionali, marzo vedrà l’arrivo a Brescia di Bruce Gilden con il progetto espositivo A closer look al Museo di Santa Giulia e l’installazione site specific Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello alla Pinacoteca Tosio Martinengo, in collaborazione con Magnum Photos e il Brescia Photo Festival. A giugno proseguirà il progetto Palcoscenici Archeologici con l’installazione di Franca Ghitti, curata da Fausto Lorenzi e Elena Pontiggia, che presenterà un nucleo rappresentativo dell’artista bresciana, dialogando con il patrimonio archeologico e museale della città. In occasione del bicentenario di Giuseppe Zanardelli, Palazzo Tosio ospiterà la mostra dedicata allo statista, organizzata in collaborazione con Comune, Ateneo di Brescia e Fondazione Ugo da Como, accompagnata da un catalogo e da un quaderno-guida sui luoghi legati alla figura di Zanardelli.
Il 2026 sarà anche un anno di nuovi ingressi nelle collezioni museali: in primavera il sigillo medievale di Brescia e la Nike Metafisica di Francesco Vezzoli saranno collocati in modo permanente al Museo di Santa Giulia, arricchendo il percorso che comprende opere di Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò, Ariel Schlesinger e Orlando ValerioRocco. In autunno sarà completata l’installazione permanente di due opere di Romanino in Pinacoteca Tosio Martinengo e di una selezione di acquerelli di Giuseppe Nodari e l’uniforme della Guardia Nazionale di Niccolò Panciera di Zoppola al Museo del Risorgimento. Sempre nel 2026, verrà pubblicato online il catalogo digitale dei Musei Civici, con mille schede iniziali consultabili liberamente, per facilitare la conoscenza delle collezioni. La narrazione museale si arricchisce con Il ParlaTosio, nuovo format di incontri pubblici alla Pinacoteca Tosio Martinengo dedicati a mostre, artisti e pubblicazioni, con appuntamenti su Filippo Buonarroti, il Grand Tour, Giovanni Morelli e Gustavo Frizzoni, e progetti legati alla memoria delle Dieci Giornate di Brescia.
L’offerta culturale si estende ai diversi pubblici con il programma Museo per Tutti, che propone visite inclusive e attività esperienziali come L’aroma nell’arte con il profumiere Antonio Gardoni e il ciclo Le cinque porte. Nuove esperienze in museo, incentrato su percorsi sensoriali. Il cinema Nuovo Eden mantiene una programmazione ampia con L’Eden per tutti e il festival La Nueva Ola – Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano dedicato al cinema spagnolo. Infine, il Castello di Brescia conferma il suo ruolo di spazio attivo con We Love Castello e Mysteria Light Festival, valorizzando musei, ristorazione e installazioni di light art, oltre a completare la segnaletica accessibile per il percorso Cidneo, in collaborazione con FAI, Intesa Sanpaolo e associazioni locali.
“La stagione culturale 2026 proposta da Fondazione Brescia Musei”, dice Laura Castelletti, Sindaca di Brescia, “racconta con profondità e passione ciò che Brescia è stata e continua a essere: una città che riconosce nella memoria delle proprie radici un motore per il futuro. Il focus sulla Vittoria Alata, a duecento anni dalla sua scoperta, non è solo una celebrazione di un capolavoro simbolo unico nel suo genere, ma un’occasione per rileggere la nostra identità profonda considerando il legame con il nostro vasto e prezioso patrimonio archeologico. Allo stesso modo, il percorso dedicato a Giuseppe Zanardelli ci invita a riscoprire una figura che ha saputo coniugare pensiero, politica e senso delle istituzioni, lasciando un segno duraturo nella storia di Brescia e dell’Italia. Mettere in dialogo questi due grandi riferimenti per Brescia, la Vittoria Alata e Zanardelli, significa ricordare come la memoria non è mai statica, ma vive nel racconto, nella condivisione e nella capacità di parlare al presente. È questo il valore più profondo di una programmazione che mette al centro i musei come luoghi di incontro, di consapevolezza e di futuro condiviso”.
“Il programma 2026 di Fondazione Brescia Musei si fonda sul principio dell’innovazione nella continuità”, afferma Francesca Bazoli, presidente Fondazione Brescia Musei. “La continuità si manifesta innanzitutto nel progetto di rifunzionalizzazione del Teatro Romano, che nel 2026 conoscerà un ulteriore e decisivo impulso. Avviato dalla Fondazione a partire dal 2022, il progetto ha saputo generare una significativa convergenza di intenti tra le principali istituzioni bresciane — dalla Soprintendenza al Comune di Brescia, fino a Fondazione Cariplo, tramite Fondazione della Comunità Bresciana — con l’obiettivo condiviso del recupero definitivo di quel compendio straordinario che è il Teatro Romano. L’innovazione si esprime invece nella capacità di rileggere e raccontare il patrimonio culturale in forme nuove e partecipate. In occasione delle celebrazioni per il bicentenario dei ritrovamenti dei bronzi archeologici, a partire dalla Vittoria Alata, e della nascita dell’archeologia cittadina avvenuta duecento anni fa, Fondazione Brescia Musei intende proporre una narrazione inedita del valore del patrimonio culturale, inscrivendolo nel grande racconto di questi due secoli che coincidono con la storia stessa dei prestigiosi musei oggi gestiti dalla Fondazione secondo i principi ispiratori della Convenzione di Faro. Un programma fatto di grandi eventi, ma anche di una quotidiana e paziente ricucitura dei legami profondi che la comunità della civitas bresciana intrattiene con la propria storia e la propria cultura. Un ruolo che la Fondazione ha costantemente interpretato negli anni, facendosi “tedoforo” simbolica di un fuoco che illumina e riscalda la città di Brescia nel suo percorso di trasformazione in città della cultura, di cui siamo stati e continueremo a essere parte rilevante”.
“L’anno 2026 propone grandi eventi e cura del patrimonio, sotto l’egida della Vittoria Alata e del Teatro romano”, sostiene Stefano Karadjov, direttore Fondazione Brescia Musei. “Un grande palinsesto dedicato al Bicentenario del ritrovamento dei bronzi e al duecentenario dei musei bresciani con due mostre e decine di eventi. Le due grandi mostre originali del progetto Bruce Gilden, la grande fotografia che svela le contraddizioni e le inquietudini degli USA. La ripresa di Palcoscenici Archeologici con Franca Ghitti site specific al Museo di Santa Giulia. Cinema all’aperto tutta l’estate, Castello e cinema Nuovo Eden tutto l’anno. Decine di eventi culturali già calendarizzati per la continua animazione della città. A impastare il tutto, il 2026 è l’anno del nuovo Teatro romano di Brescia che Fondazione seguirà e alimenterà in un gioco di asola e bottone, affinché lo spirito dello statuto di Brescia Musei sia ribadito non solo in quanto animatore consolidato della proposta scientifico-culturale dei musei bresciani ma anche come primo artefice dell’arricchimento e ringiovanimento del patrimonio civico”.
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