Milano, “sostanziale chiusura” del Museo della Fotografia: artisti chiedono chiarimenti


Circa 370 tra artisti e addetti ai lavori hanno inviato alle autorità una lettera per chiedere chiarimenti sulla situazione attuale e futura del Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. L’attività espositiva del museo è sospesa da marzo 2022. 

Numerosi artisti, curatori e addetti ai lavori, per un totale di circa 370 firmatari, hanno inviato pochi giorni fa, il 6 maggio, una lettera in cui si chiedono chiarimenti sulla situazione attuale e futura del Museo della Fotografia Contemporanea - MUFOCO di Cinisello Balsamo.

Lo stesso museo scriveva in una nota pubblicata sul suo sito ufficiale che dal 30 marzo 2022 il museo avrebbe sospeso, con delibera del Consiglio di Amministrazione del MUFOCO, la sua attività espositiva, aggiungendo che "la decisione si inscrive nel processo di trasformazione istituzionale che il museo sta attraversando, collegata al più ampio progetto di nascita a Milano del Museo Nazionale di Fotografia voluto dal Ministero della Cultura e da Triennale Milano, in collaborazione con Regione Lombardia e i Fondatori storici Comune di Cinisello Balsamo e Città Metropolitana di Milano“. La nota proseguiva affermando che ”in questa fase transitoria il Consiglio di Amministrazione uscente ha deliberato di sospendere l’attività espositiva aperta al pubblico, mentre saranno garantiti lo studio e la consultazione del patrimonio fotografico e librario e le attività educational presso la biblioteca specialistica e l’archivio fotografico del Museo con accesso su appuntamento".

A distanza di quasi due mesi però la situazione non è cambiata e i firmatari, tra cui fotografi di grande fama come Olivo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Guido Guidi, Mimmo Jodice e Francesco Jodice e operatori del mondo della fotografia quali Elisa Medde di Foam e Renata Ferri di Rcs, hanno inviato quindi la lettera al Ministro della Cultura Dario Franceschini, alla Presidente Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea Giovanna Calvenzi, al Presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, al Presidente Regione Lombardia Attilio Fontana, al Sindaco della Città Metropolitana di Milano Giuseppe Sala e al Sindaco di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi.

Di seguito il testo della lettera.

"È trascorso oltre un mese dal comunicato in cui si annuncia la temporanea sospensione dell’attività espositiva del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. A quelle righe non è seguita alcuna ulteriore comunicazione: nessuna precisazione sul processo di trasformazione istituzionale del Museo, nessuna informazione sul progetto di nascita a Milano del Museo Nazionale di Fotografia.

Come comunità di artisti, fotografi, curatori, addetti ai lavori, appassionati e cittadini vicini al MUFOCO, scoprire che il Museo avrebbe sospeso le attività espositive da un giorno all’altro, senza alcuna indicazione sulla riapertura, ci ha sorpreso e disorientato. Lo sconcerto dei primi giorni, complice il silenzio di queste settimane, si è fatto seria preoccupazione per le sorti di questa istituzione culturale.

Il MUFOCO, un museo pubblico unico nel panorama italiano, ha dimostrato negli anni di essere un punto di riferimento per la cultura e la ricerca fotografica organizzando esposizioni, convegni, workshop, momenti formativi e promuovendo importanti pubblicazioni di studio e cataloghi. Per artisti e fotografi è vitale, essenziale. Il Museo ha offerto opportunità preziose per crescere artisticamente grazie a mostre, progetti, incarichi. Complice anche la sua posizione marginale, di frontiera, è stato possibile condurre percorsi vocati alla ricerca artistica e alla sperimentazione linguistica. Ma il Museo è centrale anche per gli studiosi italiani ed esteri grazie alle sue collezioni e al suo patrimonio librario; è prezioso per il pubblico, che attraverso le mostre e le iniziative del Museo è entrato in contatto con le ricerche e le pratiche più significative del mondo della fotografia contemporanea; è fondamentale per la cittadinanza del territorio, che ha potuto beneficiare di un’offerta culturale autorevole in un contesto decentrato e periferico.

Va ricordato che il Museo conserva un patrimonio straordinario composto da oltre due milioni tra stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video, installazioni di oltre mille autori italiani e stranieri divise in fondi come “Archivio dello spazio”, “Gabriele Basilico”, “Lanfranco Colombo”, “Idea di Metropoli” e “Grazia Neri” che rimandano a importanti committenze e a figure fondamentali per la storia della fotografia italiana e internazionale. Inoltre, la Biblioteca del Museo comprende circa 20mila volumi: monografie dei principali autori della fotografia storica e contemporanea internazionale, cataloghi di mostre personali e collettive, testi teorici e storici, collezioni di riviste italiane e straniere. Un patrimonio in continua evoluzione, che cresce con regolarità, attento alla contemporaneità; un patrimonio che anche molti di noi, nel corso di questi anni, hanno continuato ad arricchire grazie ad acquisizioni e committenze.

La sua sostanziale chiusura è un duro colpo per artisti, fotografi, studiosi, operatori, pubblico e cittadini. Un museo pubblico che chiude le sue porte non è mai una buona notizia.

La profonda preoccupazione per il futuro del MUFOCO ci spinge quindi a scrivervi, perché sono numerose le questioni lasciate senza alcuna spiegazione. Vorremmo innanzitutto avere informazioni sul nuovo Museo Nazionale della Fotografia. Esiste un progetto reale, su quali basi scientifiche poggia e quali operatori e studiosi lo stanno portando avanti? Quali saranno le tempistiche e le modalità per la sua realizzazione concreta? Ci lascia perplessi notare che non ci sia trasparenza su questi aspetti e non si riescano a reperire informazioni su un progetto pubblico così importante e ambizioso. E cosa ne sarà del MUFOCO, della sua importante collezione, dei suoi archivi, del suo patrimonio bibliotecario? Ci sarà continuità fra le attività del MUFOCO e quelle del nuovo Museo Nazionale di Fotografia? Come verranno ricollocati lavoratrici e lavoratori che negli anni hanno dimostrato importanti competenze e professionalità? Chiediamo inoltre che, in questa fase transitoria, il MUFOCO possa continuare le sue attività espositive.

In un contesto come quello attuale, dove il visivo è sempre più presente nella vita delle persone, le riflessioni e le ricerche attorno alla fotografia contemporanea – nelle sue varie accezioni – diventano centrali, imprescindibili. Lasciare la Città Metropolitana di Milano orfana, per un periodo non precisato, di un’istituzione che con costanza ha portato avanti indagini su questo linguaggio, appare una scelta poco comprensibile per un territorio che vuole presentarsi come capitale creativa e rivestire un ruolo internazionale nella cultura contemporanea".

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