Mantova, Palazzo Ducale acquisisce l'unica moneta d’oro dello Stato Pontificio coniata nella città dei Gonzaga


Il Museo di Palazzo Ducale amplia la sua collezione con l’unica moneta d’oro dello Stato Pontificio coniata a Mantova, che risale alla Dieta indetta da papa Pio II Piccolomini. 

Il Museo di Palazzo Ducale di Mantova ha arricchito la propria collezione con un oggetto singolare: una moneta d’oro dello Stato Pontificio coniata nel territorio gonzaghesco. L’esemplare, conservato e ora esposto nella Camera di Bacco, offre una testimonianza materiale di un momento cruciale per la storia di Mantova e della famiglia Gonzaga.

La moneta risale alla Dieta indetta da papa Pio II Piccolomini, iniziata il 1° giugno 1459 e conclusasi il 14 gennaio dell’anno successivo con la promulgazione della bolla Ecclesiam Christi, che bandiva per tre anni la guerra contro i Turchi dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453. Durante la Dieta, la Curia pontificia stabilì la propria residenza a Mantova, ospitata negli ambienti di Corte Vecchia, probabilmente vicino alla Sala del Pisanello. Nel frattempo, i marchesi Ludovico II Gonzaga e Barbara di Brandeburgo si trasferirono al Castello e decisero di rimanervi anche una volta conclusi i lavori del Concilio, che portarono in città rappresentanti di tutta l’Europa cattolica. Il Concilio, tuttavia, non ottenne i risultati sperati: il papa ricevette risposte tiepide riguardo a una nuova crociata e, come testimonia la sua Epistola ad Mahumetem del 1461, cercò soluzioni utopiche, come invitare il sultano Maometto II a convertirsi al Cristianesimo attraverso un simbolico battesimo.

Zecca di Mantova, ducato papale di Pio II (Enea Silvio Piccolomini) (1458 – 1464; oro, diametro 21,7 mm; inv. St. 123195)
Zecca di Mantova, ducato papale di Pio II (Enea Silvio Piccolomini) (1458 – 1464; oro, diametro 21,7 mm; inv. St. 123195)

Durante il soggiorno mantovano, Pio II mantenne lo sfarzo della Curia, avvalendosi di artisti e commissionando anche la coniazione di monete, come era consuetudine a Roma. Un mandato di pagamento, datato 18 gennaio 1460 e conservato tra i documenti vaticani, conferma l’affitto di una casa utilizzata per battere moneta a favore del mantovano Bartolomeo Della Fera. L’orefice fiorentino Andrea Begno, maestro della zecca pontificia, seguì il papa nella trasferta a Mantova e si occupò della coniazione. Il ducato d’oro mostra sul diritto l’iscrizione “PIVS PAPA SECVNDVS”, mentre sul rovescio, al posto della consueta scritta “ALMA ROMA”, compare “DIETE MANTOVA”, a sottolineare il legame diretto con la Dieta cittadina. Palazzo Ducale ha acquisito la moneta nel 2025 tramite la casa d’aste Nomisma di Verona. Dal 18 marzo 2026 il pezzo sarà visibile nell’Appartamento della Rustica, nella Camera di Bacco, dove è stata allestita una sezione dedicata al monetiere e al medagliere di Palazzo Ducale, recentemente oggetto di uno studio approfondito.

“La moneta è schedata nei repertori di numismatica con la sigla RRRR, ovvero come pezzo estremamente raro: manca anche alla raccolta Magnaguti, attualmente esposta in Palazzo Ducale”, dichiara Stefano L’Occaso, direttore del Palazzo Ducale di Mantova. “È l’unica moneta dello Stato Pontificio coniata a Mantova nei secoli e l’evidente importanza storica supplisce ampiamente al non eccellente stato di conservazione dell’esemplare acquistato da Palazzo Ducale. La nostra moneta è stata tosata in antico: il suo profilo è stato limato per asportarne un po’ di oro. Pesa 3,08 gr contro i 3,50 gr circa della moneta appena coniata e integra”.


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