Il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) di Lugano ha presentato il programma espositivo per il 2026, delineando una stagione che combina proposte internazionali e approfondimenti sulla scena artistica locale. Il calendario si apre in primavera con la collettiva K-NOW! Korean Video Art Today, un progetto dedicato alla nuova generazione di artisti e collettivi sudcoreani, e prosegue con la personale di Jean-Frédéric Schnyder (1945, Basilea, vive a Zugo), figura di rilievo nella pittura svizzera contemporanea. La stagione autunnale, invece, sarà caratterizzata dalla prima retrospettiva su Kaari Upson e dalla mostra curata dalla futura direttrice Letizia Ragaglia, Re-imaginings. Mai-Thu Perret e Una Szeemann in dialogo con le collezioni, che approfondisce il rapporto tra le opere contemporanee e la collezione museale.
La rassegna K-NOW! Korean Video Art Today è ospitata nella sala ipogea del LAC e sarà visibile dall’8 marzo al 19 luglio 2026. Curata da Francesca Benini e Je Yun Moon, ex vicedirettrice dell’Art Sonje Center di Seoul, la mostra offre un percorso attraverso la scena artistica contemporanea sudcoreana. Le opere di Chan-Kyong Park, Jane Jin Kaisen, Ayoung Kim, 2 Hleobchae, Onejoon Che, Sojung Jun, Sungsil Ryu e Heecheon Kim affrontano tematiche legate all’identità, alla memoria e alla trasformazione sociale di un Paese che, in pochi decenni, è passato dalla devastazione della guerra a potenza globale. Il progetto mette in evidenza l’uso della videoarte come strumento di analisi dei cambiamenti culturali e sociali del Paese.
Il secondo appuntamento primaverile del MASI si concentra sulla pittura con la personale di Jean-Frédéric Schnyder, intitolata Jean-Frédéric Schnyder. La Pittura 2024/2025. Curata da Tobia Bezzola e Ludovica Introini, l’esposizione sarà allestita al LAC dal 15 marzo al 9 agosto 2026. Schnyder, attivo da oltre sessant’anni, si distingue per la coerenza, l’indipendenza e l’eclettismo del suo linguaggio pittorico, con un particolare interesse per il paesaggio, tema ricorrente nella sua produzione. La mostra presenta un nuovo ciclo di opere realizzate negli ultimi due anni, alternando piccoli paesaggi en plein air (all’aperto) eseguiti in diverse località svizzere e tele da atelier con soggetti vari. Saranno inoltre esposti due lavori iconici dell’artista: Billige Bilder (Quadri di poco conto, 2000-2019) e la monumentale Stilleben (Natura morta, 1970).
La stagione autunnale propone Kaari Upson. Dollhouse — Una retrospettiva, prima mostra postuma dedicata all’artista statunitense (1970-2021). L’esposizione, ospitata nella sala ipogea del LAC dal 6 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, è curata da Francesca Benini e Taisse Grandi Venturi ed è frutto di una collaborazione internazionale con il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaek e la Kunsthalle Mannheim. Upson ha sviluppato un percorso artistico stratificato che si muove tra scultura, video, disegno e installazione, affrontando tematiche come identità, corpo, relazioni, malattia e perdita. Tra le opere esposte figurano le serie legate al Larry Project e l’imponente installazione THERE IS NO SUCH THING AS OUTSIDE, presentata alla Biennale di Venezia nel 2019.
Sempre in autunno, il MASI inaugurerà la prima mostra curata dalla futura direttrice Letizia Ragaglia, Re-imaginings. Mai-Thu Perret e Una Szeemann in dialogo con le collezioni. Il progetto riunisce le personali delle due artiste, invitate a interagire con la collezione del museo attraverso opere selezionate e a reinterpretarne il patrimonio. La mostra, che si estenderà anche in spazi non abitualmente destinati alle esposizioni, sarà visibile dal 15 novembre 2026 al 16 maggio 2027. Perret (Ginevra, 1976) e Szeemann (Locarno, 1975) condividono un interesse per la temporalità, la materia e l’immaginario femminile, esplorando mito, natura e narrazione in dialogo con le collezioni. Il progetto, curato dall’architetto Marco Palmieri, rappresenta un primo tassello del nuovo percorso di ricerca del museo come istituzione globale con radici locali.
Il 2026 prosegue anche il focus sulla storia dell’arte ticinese con il ciclo Sentimento e osservazione, che dedica un approfondimento a Umberto Boccioni (1882-1916). La mostra, curata da Cristina Sonderegger e visibile al LAC dal 9 agosto 2026 al 24 gennaio 2027, si concentra sui dipinti prefuturisti donati alla Città di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, committente dell’artista. L’esposizione restituisce l’intensità della ricerca di Boccioni e il tentativo di conquistare un linguaggio nuovo attraverso le sperimentazioni pittoriche di una fase decisiva della sua carriera.
Infine, Palazzo Reali ospiterà dal 17 ottobre 2026 un progetto inedito dell’artista Kaspar Ludwig (Norimberga, 1989), vincitore del Premio Culturale Manor Ticino 2026, con un’esposizione aperta fino al 4 aprile 2027. Sempre a Palazzo Reali, la collettiva Autoritratti dalla collezione (1928-2021) resterà visitabile fino al 21 giugno 2026, completando un programma che conferma il MASI come spazio di confronto tra linguaggi artistici diversi, con una proposta che spazia dalla videoarte alla pittura, dalla scultura all’installazione, e con un dialogo continuo tra arte internazionale e contesto ticinese.
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