Al Museo Archeologico Nazionale di Taranto manca il personale? E allora arrivano 40 volontari


Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto stringe un accordo col Touring Club Italiano che porterà 40 volontari nelle sale del museo.

La notizia farà sicuramente discutere: il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTa), uno dei trenta musei autonomi creati con la riforma Franceschini e uno dei più importanti musei archeologici d’Italia, ha deciso di avvalersi delle prestazioni di ben quaranta volontari del Touring Club Italiano (TCI), che saranno in servizio nel museo a coppie su doppi turni quotidiani. L’istituto combatte da tempo contro le carenze di personale, che hanno costretto il museo a limitare la fruizione: un mese fa, la deputata pentastellata Rosalba De Giorgi aveva anche mosso un’interrogazione al ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, per ribadire come la dotazione del museo sia fortemente sottostimata, dal momento che sarebbero necessarie almeno 15 risorse in più, e come i problemi di carenza di personale al MArTa siano annosi.

Di conseguenza, è probabile che il museo abbia voluto ovviare affidandosi ai volontari TCI. La direttrice, Eva Degl’Innocenti, in conferenza stampa, come riportato dal quotidiano locale Corriere di Taranto, ha assicurato che i volontari “non sono qui per compensare la carenza di personale, ma per offrire un loro supporto, per cui il problema della carenza di personale rimane e per il momento non è risolto, ma è persistente”. I volontari, ha continuato Eva Degl’Innocenti, “daranno un supporto importante all’accoglienza e soprattutto al nostro staff, che rimane depositario di tutte quelle funzioni professionali, maggiormente vigilanza e sicurezza, che i volontari non espleteranno, perché non è nel loro ruolo”. Eppure, sul sito ufficiale del TCI si sottolinea che la collaborazione tra TCI e MArTa fa parte dell’iniziativa “Aperti per voi”, che mira ad “accogliere visitatori nei siti d’arte altrimenti inaccessibili al pubblico o aperti con forti limitazioni di orario”: viene dunque naturale pensare che i volontari siano stati accolti non semplicemente per dare una mano, ma per evitare che s’intervenga sulla normale apertura del museo.

E se i volontari non si occuperanno né di vigilanza, né di sicurezza, c’è da chiedersi quale sarà esattamente la loro mansione all’interno del museo. Giunge ancora in aiuto il sito TCI, dove viene specificato che i volontari faranno i “facilitatori culturali”: ovvero, “si dedicano all’accoglienza dei visitatori anche fornendo loro informazioni adeguate”. Non è dato sapere però che tipo di informazione forniranno al pubblico (e vale la pena ricordare come anche l’accoglienza richieda specifici profili professionali).

Nel frattempo, la direttrice rivolge un nuovo appello al MiBAC affinché “dia delle risposte pragmatiche per tamponare la situazione, perché è difficile lavorare in queste condizioni, perché il personale è costretto a sacrifici”. I volontari, intanto, presteranno servizio per un po’: sempre in conferenza stampa, Eva Degl’Innocenti ha affermato che “ci siamo dati la scadenza della fine dell’anno per testare questo progetto e poi trarremo le somme”. Insomma: per tutto il 2019, chi visiterà il MArTa potrebbe essere accolto da personale volontario.

Nella foto: una sala del MArTa. Ph. Credit Berthold Werner

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