Per la prima volta in Italia una rete tra musei e ospedali per curarsi con l'arte. Succede a Napoli


Arriva a Napoli il progetto ’Cur’Arti’: per la prima volta in Italia ci si potrà curare con l’arteterapia.

Finora era roba da America del Nord o da paesi scandinavi: la visita a musei come terapia per alleviare patologie psichiche nell’ambito di collaborazioni tra musei e ospedali era stata introdotta in alcune realtà in Canada (il primo paese a sperimentarlo, con un progetto a Montréal), Danimarca e Regno Unito (lo ricordavamo giusto qualche settimana fa), mentre d’iniziative simili non c’era traccia in Italia. Ma adesso anche nel nostro paese c’è chi, da quest’anno, utilizzerà l’arte come metodo di cura attivando una rete tra musei e ospedali. Succede a Napoli, dove è stato lanciato il progetto Cur’Arti: a idearlo è Francesca Barrella, medico internista responsabile dell’Angiologia presso il Centro Cardioangiologico Medicor di Pozzuoli, e presidente dell’associazione Il Ventre di Parthenope.

L’idea è quella di lanciare un trattamento di arteterapia in Campania attivando collaborazioni tra musei e ospedali nell’ambito di una rete che coinvolga tutta la regione: l’arteterapia è la cura di disturbi psichici, disturbi dell’alimentazione, sindromi ansiose depressive, patologie neurologiche attraverso l’arte, in questo caso con la visita a mostre e musei. Non solo: l’arteterapia verrà inserita anche in cicli riabilitativi di sindromi post-traumatiche oncologiche o neurodegenerative.

L’iniziativa coinvolge diversi soggetti e, come detto, intende creare una rete tra musei e ospedali in tutta la Campania: hanno infatti già aderito il Comune di Napoli, il Polo museale della Campania (che metterà a disposizione Palazzo Reale), il Museo Archeologico dell’antica Capua, l’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, e l’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’iniziativa conterà inoltre sulla collaborazione di Sergio Ferraro, primario di cardiologia al Cto di Napoli, di Nicola Caracciolo, governatore del Pio Monte della Misericordia, e di Silvana Figlioli, psicocriminologa della riabilitazione.

“Il Progetto Cur’Arti”, ha spiegato la dottoressa Barrella al quotidiano Il Mattino, “si propone di creare una rete tra istituti sanitari e luoghi di cultura (musei, teatri, biblioteche, fondazioni lirico-sinfoniche e altri) disponibili all’accoglienza di pazienti affetti da patologie croniche al fine di avviarne le sofferenze. Cur’Arti è promosso nell’ambito del Progetto di riabilitazione e prevenzione del disagio giovanile Seme di Luce anche questo ideato da me”.

Napoli comunque non è nuova a sperimentare sul tema arte e malattia: da alcuni anni, infatti, il dipartimento di Psicologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli porta avanti il progetto La bellezza che cura, attraverso il quale vengono organizzate visite guidate per malati oncologici al Museo Archeologico Nazionale, un’iniziativa ideata da Alberto Vito (responsabile dell’unità di Psicologia Clinica) e che ha riscosso un notevole successo. E in futuro ci sarà sempre più spazio per l’arte come terapia.

Nell’immagine: lo Scalone d’Onore di Palazzo Reale a Napoli. Ph. Credit

Per la prima volta in Italia una rete tra musei e ospedali per curarsi con l'arte. Succede a Napoli
Per la prima volta in Italia una rete tra musei e ospedali per curarsi con l'arte. Succede a Napoli


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