Ottawa, la National Gallery of Canada crea un dipartimento per la decolonizzazione


A Ottawa, la National Gallery of Canada ha annunciato la creazione di un dipartimento per la decolonizzazione. L’idea è quella di dare impulso alla creazione di un museo più inclusivo e aperto alla diversità, amplificando la voce degli artisti indigeni.

La National Gallery of Canada di Ottawa, capitale del paese nordamericano, visitata ogni anno da circa 400.000 visitatori, ha annunciato la creazione di un Dipartimento per la Decolonizzazione, ufficialmente “Department of Indigenous Ways”, che avrà come direttrice e vicepresidente della galleria dedicato due esperti in materia, rispettivamente Michelle LaVallee e Steven Loft. La creazione di questo dipartimento e l’istituzione di due posizioni ai vertici del museo che si occuperanno della materia segnano, fa sapere il museo, una nuova pietra miliare nell’attuazione del primo piano strategico Transform Together della National Gallery of Canada lanciato la scorsa primavera. L’impegno dell’istituto è quello di riesaminare e reimmaginare le sue collezioni, la programmazione, le politiche e l’approccio all’impegno pubblico per riflettere sulla diversità della società canadese e dei “Primi Popoli” (questa l’espressione con cui il museo identifica i nativi) di questa terra. Attraverso questi nuovi appuntamenti, la Galleria si impegna a sostenere l’autodeterminazione dei popoli indigeni e ad amplificare le voci di artisti indigeni, curatori, studiosi, Anziani, custodi della conoscenza e produttori creativi e culturali.

“Steven e Michelle”, afferma Sasha Suda, direttrice della National Gallery of Canada, “guideranno il lavoro del museo per approfondire il suo rapporto con le comunità e le nazioni indigene, a livello locale, nazionale e internazionale, e guideranno il lavoro di decolonizzazione e riconciliazione attraverso tutto ciò che il museo fa. Ciò si baserà sul lavoro dello staff della galleria indigena che ha dato vita a mostre storiche come la retrospettiva di Alex Janvier e Àbadakone, costruendo una ricca collezione di arte indigena internazionale contemporanea”.

Loft, di origini mohawk ed ebraiche, ha recentemente ricoperto la carica di Direttore delle Iniziative strategiche per le arti e la cultura indigene presso il Canada Council for the Arts, e porterà la sua voce al team esecutivo della Galleria in qualità di leader e membro del Comitato di Direzione. Nella sua nuova veste, collaborerà a stretto contatto con Angela Cassie, vicepresidente della Galleria per la trasformazione strategica e l’inclusione, incaricata di guidare l’attuazione dell’impegno della National Gallery of Canada per la giustizia, l’equità, la diversità, l’inclusione e l’accessibilità, nonché con i direttori dei dipartimenti di formazione e curatoriali del museo canadese.

“Sono entusiasta di entrare a far parte del team di Gallery in un momento di tale trasformazione”, ha affermato Loft. “Per i popoli indigeni e altri che non si sono visti nelle narrazioni di questa terra, è tempo che le loro storie siano in prima linea nel nostro viaggio condiviso di decolonizzazione e costruzione della società. Le prospettive First Nations, Métis e Inuit, le visioni del mondo e il rapporto con questa terra che ora conosciamo come Canada sono fondamentali per comprendere noi stessi, la nostra storia e il nostro possibile futuro. L’arte ci mostra la promessa della condivisione e della comprensione... permette di rivelare chi siamo, a noi stessi e agli altri, se lo permettiamo”.

Michelle LaVallee, che attualmente ricopre la posizione di Direttore dell’Indigenous Art Center presso l’istituto Crown-Indigenous Relations and Northern Affairs Canada di Gatineau (Quebec), lavorerà in stretta collaborazione con Steven Loft e la direzione, nonché con i dipartimenti curatoriali, compreso il team di curatori di arte indigena.

“La mia carriera è dedicata a difendere l’arte e gli artisti indigeni all’interno delle istituzioni”, ha affermato LaVallee. “Credo che la Galleria sia un sito ideale per la narrazione e la condivisione della conoscenza con e al servizio dei Popoli Indigeni. Sono interessata ai cambiamenti e lavoro per sfidare le relazioni storiche con i musei d’arte e di storia verso il rispetto, la fiducia, la reciprocità e la responsabilità, per costruire un nuovo modo di interagire con le persone, lo spazio e la terra. È entusiasmante l’opportunità di lavorare insieme ai miei colleghi per costruire reti di risvegliata solidarietà, alimentando il movimento per la rinascita e la decolonizzazione delle terre indigene attraverso il nostro contributo alla trasformazione e al futuro orientamento qui alla National Gallery of Canada”.

Immagine: la National Gallery of Canada. Foto di Rick Ligthelm

Ottawa, la National Gallery of Canada crea un dipartimento per la decolonizzazione
Ottawa, la National Gallery of Canada crea un dipartimento per la decolonizzazione


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE


Il MiBACT racconta i musei in linguaggio LIS
Il MiBACT racconta i musei in linguaggio LIS
Alla scoperta della Galleria dell'Accademia di Firenze e delle sue collezioni in compagnia di... Davidino
Alla scoperta della Galleria dell'Accademia di Firenze e delle sue collezioni in compagnia di... Davidino
Bambini a lezione di storia etrusca online: l'iniziativa del Museo Nazionale di Villa Giulia
Bambini a lezione di storia etrusca online: l'iniziativa del Museo Nazionale di Villa Giulia
Con Zuchtriegel, Pompei gestito secondo criteri non scientifici? La lettera dei 112
Con Zuchtriegel, Pompei gestito secondo criteri non scientifici? La lettera dei 112
Londra, la National Gallery fa i conti col passato e indaga i suoi legami con lo schiavismo
Londra, la National Gallery fa i conti col passato e indaga i suoi legami con lo schiavismo
Il Centre Pompidou di Parigi sbarca in America: nel 2024 aprirà la filiale di Jersey City
Il Centre Pompidou di Parigi sbarca in America: nel 2024 aprirà la filiale di Jersey City