Parma, ragazzi di origine straniera raccontano le opere della Pilotta in video sui social


Interessante progetto di mediazione culturale della Pilotta di Parma: 15 studenti di origine straniera hanno “adottato” ciascuno un’opera e hanno provato a raccontarla dal loro punto di vista. Il risultato è visibile sui social del museo.

Il Complesso della Pilotta di Parma ha dato vita a un interessante progetto di mediazione culturale riservato ai cosiddetti “nuovi italiani”, ovvero le ragazze e i ragazzi che sono nati da famiglie straniere ma che sono in tutto e per tutto italiani perché hanno sempre vissuto nel nostro paese, sono cresciuti qui, sono di madrelingua italiana. In particolare, il progetto si è rivolto ai ragazzi di origini straniere che vivono a Parma, frequentano l’Istituto Tecnico Economico “G.B. Bodoni” e stanno cercando di far crescere le loro radici da noi, magari attraverso l’arte.

Il punto di partenza era cercar di capire cosa le opere d’arte della Pilotta possono comunicare ai ragazzi di origine straniera. Ad esempio, cosa può trasmettere un capriccio del Bellotto a un ragazzo di origini nepalesi, o ancora l’Incoronazione della Vergine di Correggio ad un giovanissimo proveniente dal mondo arabo, o una Madonna col Bambino e i santi Michele arcangelo, Giuseppe e Giovannino di Girolamo da Sermoneta a un adolescente di estrazione familiare ghanese. Il progetto è nato da un’idea delle professoresse Daniela Guerrieri ed Erika Martelli del Bodoni e di Simone Verde, Direttore della Nuova Pilotta: entrambe le strutture, Pilotta da una parte e Istituto scolastico dall’altra, si sono impegnate a tutti i livelli per trasformare un’ipotesi di lavoro in un risultato concreto. Il museo ha coinvolto il suo personale, affidando alle storiche dell’arte Carla Campanini e Maria Cristina Quagliotti la gestione del progetto, e l’Istituto scolastico ha coinvolto gli insegnanti e i genitori, trovando gli allievi non solo disposti a mettersi in gioco ma anche ad essere decisamente propositivi sul come gestire l’operazione.

Operazione che è consistita nell’affidare a un gruppo di giovani studenti di diverse origini culturali, europee e non, l’incarico non solo di studiare, ciascuno di loro, una delle opere d’arte patrimonio della Galleria della Pilotta, ma descriverla, anche nella lingua madre della famiglia di provenienza, a coloro che, a Parma ed altrove, parlano ancora, e spesso solo, quella lingua. Persone che verosimilmente alla Pilotta non hanno mai avuto occasione di entrare e che ben poco conoscono della storia e dell’arte italiana o europea, invitandoli a condividere lo stesso interesse.

Così, grazie anche al lavoro dell’operatrice-regista Giulia Serra, 15 studenti illustreranno altrettante opere, selezionate direttamente da loro, e lo faranno non solo in italiano ma anche, almeno in parte, nella lingua delle famiglie di origine e con il loro bagaglio personale. Le riprese di questi “incontri con l’opera”, inseriti nel progetto PCTO “La Pilotta e il mondo”, saranno on line, a disposizione delle famiglie e delle comunità linguistiche della città, innanzitutto. Ma in realtà a disposizione di tutti.

“L’idea ci è venuta”, affermano i ragazzi con i loro insegnanti, “un po’ in reazione alla campagna proposta dagli Uffizi l’estate scorsa: in classe si è discusso sull’opportunità o meno di inventare una blogger come Chiara Ferragni in una galleria d’arte e abbiamo parlato del marketing culturale e discusso sull’opportunità di applicare alle istituzioni culturali pubbliche le tecniche di marketing che vediamo utilizzate nell’economia di consumo, una discussione che ci ha portati, più in generale, a discutere sul turismo e sul suo futuro, anche a partire dall’esperienza di questa pandemia e dalle reazioni che le istituzioni culturali avevano avuto: abbiamo parlato del MART che produceva collegamenti da casa di ricercatori ed esperti, del Teatro Carignano che ha chiesto ai giovani attori delle sue produzioni sospese di presentare gli spettacoli, delle biblioteche della provincia di Reggio Emilia che hanno deciso di leggere un libro al giorno dall’interno dei loro locali, del Teatro Farnese e dei suoi concerti in streaming. Ci siamo anche chiesti se non fosse il caso che, invece di un blogger, non fosse stato opportuno che il testimone di un’opera d’arte non fosse piuttosto uno studente che l’opera l’ha studiata, che ha visitato il museo e che abita non lontano da quello. Qualcuno, insomma, per cui l’opera d’arte è un punto di riferimento vitale”.

L’idea, condivisa dal dirigente scolastico e dal corpo docente, è stata immediatamente accolta anche dal direttore Verde e dalla sua squadra che hanno coinvolto gli studenti in una serie di visite a porte chiuse alla Pilotta per la preparazione e la realizzazione dei video, seguita da due lezioni del direttore. Nella fase di approfondimento, spiegano gli studenti, “abbiamo anche discusso di questa meravigliosa esperienza con i nostri partners di uno dei nostri progetti Erasmus (entrepreneurship and emotions) che si occupa della valorizzazione degli aspetti emotivi nel percorso di formazione e negli ambienti di lavoro, raccontano gli studenti. In un confronto su Zoom abbiamo parlato del progetto con i nostri partners spagnoli, polacchi, serbi, francesi, rumeni e di come questo modello di collaborazione tra scuola e musei locali poteva essere adattato a diverse realtà, a questo scopo abbiamo creato una lezione podcast e un dibattito a distanza”.

Ma a dare un senso ancora maggiore al progetto è stato l’apporto del gruppo di docenti che si occupa di handicap all’interno del Bodoni: le docenti Rosa Barranca, Francesca d’Orlando, Manuela Vico che hanno coinvolto alcuni studenti diversamente abili e il gruppo di docenti che segue gli studenti neoarrivati, coinvolgendo anche studenti che si trovano a fare i primi passi nella lingua italiana. “Abbiamo pensato”, affermano gli studenti, “che un’esperienza tanto gratificante potesse motivarli ad apprendere la nostra lingua e a scoprirne la forza culturale”.

Il progetto è destinat a proseguire: i numerosi spunti di riflessione offerti dalle esperienze dei nostri giovani “ambasciatori dell’arte” nei video già prodotti hanno stimolato l’Istituto Bodoni e la Pilotta a proseguire la collaborazione così positivamente avviata, coinvolgendo anche altri studenti per sperimentare intrecci e percorsi di storia dell’arte globale in un dialogo multiculturale aperto alla comunità che verrà approfondito a partire dai mesi autunnali, nel corso del prossimo anno scolastico. Si potranno vedere i video già realizzati sulle pagine dei canali social del Complesso Monumentale della Pilotta, Facebook @PilottaParma, Instagram @pilottaparma e Youtube Pilotta Parma.

Parma, ragazzi di origine straniera raccontano le opere della Pilotta in video sui social
Parma, ragazzi di origine straniera raccontano le opere della Pilotta in video sui social


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