Perché molti musei a Firenze sono ancora aperti a singhiozzo e con orari ridotti?


A Firenze diversi musei sono ancora aperti pochi giorni la settimana e con orari super-ridotti. La sensazione è che l’assenza di turisti influisca sulle aperture.

L’emergenza sanitaria in Toscana non è davvero più quella dei mesi invernali e primaverili, e nonostante le attività industriali e commerciali abbiano riprese tutte a pieno ritmo, tantissimi musei sono ancora aperti a singhiozzo, con orari fortemente ridotti, e chiusi per la maggior parte della settimana. Sono in pochi i musei che hanno ripristinato i canonici orari d’apertura. Questo accade soprattutto nei musei statali autonomi: gli Uffizi, dal 7 luglio, sono tornati al classico orario 8:30-19:30 (tutti i giorni tranne il lunedì), e lo stesso vale per la Galleria dell’Accademia, che dopo un periodo di rodaggio con chiusura anticipata è tornata a seguire il consueto orario 9-18, e per il Giardino di Boboli, che chiude alle 18:15. Non cambia la situazione a Orsanmichele, che già in periodo pre-Covid era aperto solo il lunedì e il sabato, e ha ripristinato i normali giorni d’apertura, anche se stabilendo un regime di visite accompagnate tre volte al giorno. Caso a parte è quello del Museo delle Cappelle Medicee, che solitamente d’estate apre dalle otto della mattina fino alle cinque del pomeriggio, ma che per quest’anno ha deciso di applicare anche alla bella stagione gli orari invernali, con circa cinque ore di apertura, alternando aperture mattutine (il sabato, la domenica e il lunedì) ad aperture pomeridiane (il mercoledì, il giovedì e il venerdì).

Tra i musei statali comunque c’è ancora chi apre a scartamento ridotto, come Palazzo Pitti, ad esempio, che apre in orario mattutino (dalle 8:30 alle 13:30, con ultimo ingresso alle 12:30, quando l’estate scorsa era aperto fino alle 18:50), o come Palazzo Davanzati che tiene chiuso il martedì e il mercoledì e gli altri giorni opera per un regime orario (14-18:30) ridotto d’un paio d’ore rispetto al normale. Non fa testo invece il Museo del Bargello, chiuso fino al 4 agosto per riallestimento.

Dei musei statali della Direzione Museale della Toscana hanno aperto a pieno ritmo il Museo di San Marco, il Cenacolo di Sant’Apollonia e alcuni luoghi meno visitati: apre invece a ranghi ridotti il Museo Archeologico Nazionale, che accoglie i visitatori il giovedì dalle 14 alle 19, il venerdì il sabato e la domenica dalle 8:30 alle 14, chiuso gli altri giorni. Rimangono chiusi il Cenacolo di Fuligno e il Cenacolo di Andrea del Sarto.

Se i musei statali autonomi tengono, al di fuori di questi istituti la situazione è davvero complicata, soprattutto nei musei civici. Il caso più eclatante è quello di Palazzo Vecchio: è aperto solo il lunedì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 20 (gli stessi orari del Museo del Novecento), contro il normale orario d’apertura di dieci ore di base (tutti i giorni), con anche prolungamenti serali fino alle 23 d’estate. Il Forte Belvedere è aperto tutti i giorni tranne il lunedì come di consueto, ma è stata cassata l’apertura mattutina: dall’orario 11-20 si passa al nuovo orario 15-20, con una riduzione di quattro ore. Ancora, a Palazzo Medici Riccardi, riduzione di due ore: si passa dal normale regime 9-19 all’orario 10:30-18:30, con un giorno di chiusura in più alla settimana (il martedì, che si aggiunge al mercoledì, tradizionale giorno di chiusura del museo). Il complesso di Santa Maria Novella rimane aperto solo il venerdì e il sabato dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 13 alle 17, chiuso tutti gli altri giorni. Normalmente il complesso, nei mesi estivi, è accessibile tutti i giorni dalle 9 alle 19 (tranne il venerdì, giorno in cui apriva alle 11, e il sabato e la domenica, in cui c’era chiusura anticipata alle 17:30). Ancora chiusa la Cappella Brancacci.

Troverà grosse difficoltà anche chi vorrà visitare i principali musei ecclesiastici. Il Museo dell’Opera del Duomo apre il lunedì, il sabato e la domenica dalle 10:15 alle 16:15. Chiuso tutti gli altri giorni. Stessi giorni d’apertura (con orari leggermente diversi, ma comunque sempre intorno alle sei ore d’apertura) per tutti gli altri monumenti gestiti dall’Opera, tranne la Cupola di Brunelleschi e le Terrazze della Cattedrale che aprono anche di venerdì. Per quanto riguarda invece il complesso di Santa Croce, qui si segue un percorso prestabilito con orari molto rigidi: apertura durante la settimana solo il mercoledì e il venerdì dalle 16 alle 17:30, il sabato dalle 11 alle 17 e la domenica e i festivi dalle 13 alle 17. Durante la settimana il percorso dura un’ora e mezza, nel fine settimana 50 minuti (nel percorso breve del weekend non sono accessibili la Sagrestia dove si ammira il Crocifisso di Cimabue, l’interno della Cappella Pazzi, la Cappella Bardi di Vernio col Cristo di Donatello e la Cappella Bardi di Mangona). Va meglio invece a Villa Bardini, il principale museo della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, aperto tutti i giorni (tranne il primo e ultimo lunedì del mese) da mattina a sera.

La sensazione è che molti musei, soprattutto quelli più frequentati dai turisti, abbiano difficoltà a riaprire proprio a causa della mancanza dei normali flussi di visitatori, alimentati dalle folle che ogni anno arrivano in vacanza a Firenze da ogni parte del mondo: al di fuori dei grandi musei statali, hanno infatti riaperto a pieno regime solo i musei più piccoli. E ci si chiede, pertanto, quanto debba durare questa situazione, perché non si riesca a dare continuità all’apertura di musei che sono indispensabili per conoscere la storia, l’arte e la cultura di Firenze, e se non sia il caso di ripensare ai modelli di sviluppo culturale ed economico della città.

Perché molti musei a Firenze sono ancora aperti a singhiozzo e con orari ridotti?
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