Venezia, rinasce un gioiello della città cinquecentesca: Palazzo Vendramin Grimani


A Venezia apre per la prima volta al pubblico un gioiello della città cinquecentesca: Palazzo Vendramin Grimani, che rinasce grazie a una fondazione privata.

A Venezia apre per la prima volta al pubblico uno dei luoghi più belli della città cinquecentesca: Palazzo Vendramin Grimani. L’edificio, costruito nel Cinquecento, è pronto ad aprire le porte al pubblico dopo un anno di lavori per renderlo pronto all’appuntamento e dopo la costituzione, nel 2019, dell’istituto senza fini di lucro (la Fondazione dell’Albero d’Oro che si occuperà della sua gestione: la Fondazione, nata per volontà di un gruppo di imrpenditori e professionisti francesi e veneziani, appassionati di cultura e legati a Venezia, apre il palazzo acquistato grazie all’intervento di un fondo privato con l’intento di restituirlo a tutti. I lavori di restauro e rifunzionalizzazione hanno preparato l’edificio all’appuntamento giusto in tempo per le celebrazioni dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia.

All’interno di Palazzo Vendramin Grimani, i visitatori potranno vedere i dipinti delle collezioni della famiglia Grimani dell’Albero d’Oro, opere provenienti da importanti collezioni private, nonché le fotografie inedite dell’artista francese Patrick Tourneboeuf (Parigi, 1966). commissionate per l’occasione. Ancora, è previsto un ricco programma di attività che includerà anche premi, borse di studio, residenze e workshop per sostenere la ricerca e la produzione in ambito artistico.

Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Lothar John
Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Lothar John


Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Patrick Tourneboeuf
Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Patrick Tourneboeuf

Il percorso espositivo

La data di apertura al pubblico è fissata al 24 maggio 2021: fino al 6 giugno, grazie a un programma speciale di visite guidate gratuite (su prenotazione) il pubblico potrà scoprire in anteprima Palazzo Vendramin Grimani, già noto come Palazzo Grimani Marcello, costruito all’inizio del XVI secolo. Il percorso espositivo, spiega la Fondazione in una nota, “rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti delle diverse linee d’attività che la Fondazione dell’Albero d’Oro, partendo proprio dallo studio delle collezioni Grimani Marcello, vuole perseguire: la valorizzazione della cultura e del collezionismo in tutte le sue forme tra passato e presente per ridare al palazzo un ruolo di crocevia di culture vivo e attivo, anche grazie alla collaborazione con altre istituzioni pubbliche e private”.

Nelle sale del primo piano nobile il visitatore potrà approfondire la storia del palazzo, delle famiglie illustri che l’hanno abitato per sei secoli e degli interventi di restauro che l’hanno interessato negli ultimi mesi. Il racconto delle collezioni d’arte disperse, iniziate proprio dalla famiglia del doge Grimani, includerà un primo eccezionale nucleo di dipinti appartenuti al palazzo quali Domenico Tintoretto, Sebastiano Ricci e Francesco Montemezzano. Nel percorso di visita si potrà ammirare un insieme di opere sia antiche che contemporanee in prestito da collezioni private internazionali. Inoltre, il percorso, come anticipato sarà arricchito dalle fotografie dell’artista Patrick Tourneboeuf, per raccontare attraverso l’occhio dell’architetto e fotografo francese l’evoluzione del palazzo prima e dopo i lavori (questo lavoro costituisce la prima commissione della Fondazione dell’Albero d’Oro, che costruirà nel tempo anche la propria collezione).

Dal 7 giugno, dopo le prime due settimane inaugurali, il palazzo resterà aperto al pubblico sempre su prenotazione e con visita guidata dal giovedì alla domenica. La ricostruzione della storia delle famiglie e delle collezioni un tempo ospitate a palazzo Vendramin Grimani sono al centro anche della prima guida illustrata sul palazzo, edita in italiano, francese e inglese, curata da Massimo Favilla e Ruggero Rugolo e corredata dalle fotografie dell’artista veneziano Ugo Carmeni. Al compimento delle accurate ricerche d’archivio farà seguito una seconda e più vasta pubblicazione.

“Palazzo Vendramin Grimani”, spiega la Fondazione dell’Albero d’Oro, “rinasce da maggio 2021 come nuovo luogo di trasmissione, scambio artistico e culturale aperto a tutti coloro che amano Venezia, la vivono, la frequentano (siano essi residenti, studenti o viaggiatori internazionali) e le riconoscono ancora oggi il ruolo di punto di partenza e destinazione di quel viaggio (reale o immaginario) che collega Oriente e Occidente. Borse di studio, premi e progetti multidisciplinari rappresentano una parte determinante della programmazione culturale della Fondazione, che intende promuovere ricerche e scambi internazionali in collaborazione con istituzioni pubbliche e private. Residenze, workshop, incontri, concerti e mostre completeranno la ricca offerta culturale della Fondazione, animando i diversi spazi dell’edificio, e il terzo piano sarà destinato a foresteria e aree di lavoro”.

Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni
Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni


Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni
Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni

La Fondazione dell’Albero d’Oro

ìIl nome scelto per la Fondazione è omaggio diretto al ramo dei Grimani dell’Albero d’Oro che visse per secoli nel palazzo: la denominazione di cui la famiglia si fregiava per alcuni è legata alla “purezza” che la stirpe si attribuiva, per altri alle decorazioni dorate che ne impreziosivano originariamente la facciata. La famiglia diede alla Repubblica un doge, Pietro Grimani (dal 1741 al 1752), già ambasciatore in Inghilterra dove conobbe Isaac Newton e divenne socio onorario della Royal Society. Dal primo decennio del Settecento Pietro Grimani, uomo di grandissima cultura, fece del palazzo un cenacolo illuminista, vivacizzato dalla presenza di esponenti di vari rami della cultura, dall’architettura alla poesia, dalle scienze alla filosofia. Oltre che raffinati collezionisti, i Grimani dell’Albero d’Oro furono importanti committenti di opere architettoniche, scultoree e pittoriche sia a Venezia che nei domini di terraferma e d’oltremare. I rivolgimenti seguiti alla caduta della Repubblica (1797) e alle varie divisioni ereditarie provocarono la dispersione delle raccolte d’arte della famiglia. La Fondazione dell’Albero d’Oro si propone, attraverso un futuro progetto espositivo, frutto di un’accurata ricerca, di ricomporre buona parte delle collezioni disperse.

A Palazzo Vendramin Grimani, il tema del collezionismo sarà sviluppato attraverso una programmazione culturale che promette di essere di ampio respiro e di carattere internazionale, e il secondo piano nobile con i suoi ricchissimi ed eleganti arredi fornisce un ottimo esempio di stratificazione di epoche, gusti e provenienze. Questo spazio esclusivo sarà riservato a occasioni eccezionali e al mondo corporate per l’organizzazione di eventi privati, in modo da creare, fa sapere la Fondazione, “un circolo virtuoso che possa sostenere la produzione culturale e le attività di ricerca della Fondazione”.

La Fondazione dell’Albero d’Oro è presieduta da Gilles Étrillard, fondatore di uno dei principali gruppi finanziari indipendenti europei (La Financière Patrimoniale d’Investissement SAS). Il Consiglio di Amministrazione è composto da Béatrice de Reyniès, esperta nello sviluppo e nell’animazione di siti culturali e turistici in tutto il mondo; Daniela Ferretti, architetto, già direttrice del Museo Fortuny di Venezia dal 2007 al 2019, specializzata nel campo della cura e dell’allestimento di mostre, sia in Italia che all’estero; Jean-François Dubos, Presidente della JFD Associates, Presidente della Maison Européenne de la photographie (MEP) di Parigi e segretario generale del Festival d’Aix-en-Provence; Stéphane Bouvier, avvocato impegnato da oltre vent’anni nel settore no profit.

Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni
Palazzo Vendramin Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni


Ritratto di Pietro Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni
Ritratto di Pietro Grimani. Ph. Credit Ugo Carmeni


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