Perché introdurre il Green Pass nei musei è una pessima idea


Con l'obbligo della certificazione verde, o green pass, per musei e monumenti, i problemi drammatici dei luoghi della cultura e del turismo, che in Italia spesso coincidono, si evidenziano e si acuiscono.

A partire dal 6 agosto, nel settore dei musei e dei monumenti la Certificazione Verde sarà richiesta per tutti i siti “a bigliettazione”: quindi non conta se il sito è all’aperto (parchi archeologici) o al chiuso (musei), ma se è delimitato e ci si entra tramite un biglietto (anche se tale biglietto è gratuito), oltre ai pochi che, pur senza bigliettazione, hanno già ora i controlli della temperatura (per esempio a Roma il Pantheon). Personalmente mi sono vaccinata appena permesso nella mia regione, e se fosse consigliato farei subito anche la terza dose; credo fermamente nella necessità del vaccino per fronteggiare questa pandemia, per tornare a lavorare e per la ripresa economica; soprattutto nel nostro settore, quello turistico, messo in ginocchio dal COVID-19. Confesso però di essere perplessa e preoccupata di fronte all’imposizione del Green Pass per i musei e i luoghi della cultura, tutti indistintamente; soprattutto di fronte alla sua realizzazione pratica e alle conseguenze.

Primo, perché musei, monumenti e parchi archeologici, dalla riapertura dopo il primo lockdown, sono tra i luoghi più sicuri del paese: fortemente contingentati e soggetti a severi controlli e restrizioni. Si può entrare solo previo controllo della temperatura e indossando la mascherina, che va mantenuta per l’intera permanenza, anche se sono all’aperto. Molti dei siti più famosi e visitati d’Italia sono all’aperto: Colosseo, Foro Romano e Palatino, Ostia Antica, Villa Adriana e Villa d’Este, Pompei (gran parte delle domus sono prive di copertura), Paestum, Agrigento e tanti altri. Lì sono vigenti le stesse norme di quelli al chiuso. Tutti gli esperti concorderanno che camminare per mezz’ora nel Foro Romano è estremamente più sicuro che fare shopping in un negozio. Sia in quelli all’aperto sia in quelli al chiuso il numero di visitatori permessi è ridicolmente basso, se confrontato non solo con i trasporti ma anche con i ristoranti e i negozi. Basti pensare ai volumi: gran parte dei musei ha soffitti alti 5, a volte 8 metri, con sale quasi completamente vuote tranne quadri appesi e a volte statue. Il risultato è che ogni visitatore ha a disposizione una quantità di metri cubi di aria infinitamente maggiore rispetto a quella di chi entra in un negozio. Chi visita un museo sta quasi sempre zitto, perché entra per guardare le opere; se sta con la propria famiglia o con amici può scambiare qualche parola e comunque tenendo la mascherina. In caso di visite guidate parla solo la guida, con il microfono posto sotto la mascherina. Quindi nei musei le occasioni di uscita e propagazione di droplets sono infinitamente basse. Chi entra in un ristorante, invece, rimane per tutto il tempo senza la mascherina, mangia, parla e ride con persone che siedono accanto e proprio di fronte; in un negozio prova i vestiti, tocca gli oggetti, chiacchiera.

Eppure, i musei e i parchi archeologici sono stati inseriti nel decreto legge alla stregua di ristoranti, sagre, piscine, sport di squadra, competizioni sportive ed eventi. Questi luoghi però non sono tutti uguali. È assurdo paragonare il rischio di infezione tra i visitatori con mascherina che si muovono nei luoghi della cultura e la gente che partecipa alla sagra della salsiccia (camminando, parlando e mangiando senza mascherina tra le bancarelle) o i ragazzi che giocano a calcio a contatto l’uno con l’altro o gli assembramenti di migliaia di persone senza mascherina durante gli eventi sportivi.

Green pass al museo
Green pass al museo

Secondo, per l’applicazione pratica della legge. I luoghi della cultura già soffrono di una drammatica carenza di personale interno, a cui dal post-pandemia si aggiunge la carenza del personale dei concessionari a causa delle perdite economiche dovute a loro volta al basso numero di visitatori. A Roma quasi tutti i musei sono di fatto quasi vuoti; quelli meno famosi e che avevano pochi visitatori già prima della pandemia non hanno mai riaperto e sono chiusi da marzo 2020, perché non possono permettersi i costi della riapertura. Al Pantheon c’è una lunga fila sotto il sole per effettuare il controllo della temperatura, mentre all’interno è praticamente vuoto; figuriamoci se il personale all’ingresso dovrà controllare anche le certificazioni verdi. In alcuni siti non sono mai state riattivate le biglietterie con il personale e si entra solo con biglietti online. Per esempio a Roma, al Mausoleo di Cecilia Metella: dal 6 agosto verrà pagata una persona per un sito come quello, dove non entra quasi nessuno ogni giorno, solo per controllare il Green Pass, oppure si chiuderà il monumento? Altri luoghi sono aperti a singhiozzo, con orari ridotti o per sezioni limitate: il Museo Nazionale Romano, che vanta la maggiore collezione di affreschi dopo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da mesi è aperto solo parzialmente (ogni giorno tengono chiuso un piano) per mancanza di personale. Le direzioni già in crisi riusciranno a mettere e pagare altro personale? Oppure il nuovo controllo si tradurrà in un allungamento delle file? O in ulteriori chiusure?

Terzo, perché è assurdo che debbano esibire il Green Pass i visitatori, ma non i dipendenti (dai dirigenti al personale di custodia e di pulizia). Se la legge la si fa per rendere quel luogo protetto al massimo, le Certificazioni Verdi devono averle tutti; anzi è pericoloso che possano stare senza (non vaccinati e neanche controllati con tamponi) proprio coloro che ci lavorano l’intera giornata. In Italia però, a meno che per legge non si stabilisca l’obbligatorietà del vaccino o per tutti o per determinate categorie, il datore di lavoro/l’amministrazione non può chiedere al personale neanche se è vaccinato. Se l’obbligo di Green Pass venisse confermato per guide e accompagnatori turistici, che in quei luoghi invece entrano per lavorare in forma libero professionale, si configurerebbe addirittura come una discriminazione tra lavoratori (tra dipendenti e liberi professionisti) che è vietata sia dalle norme europee che italiane. Allora sarebbe più serio e più coerente l’obbligo vaccinale per tutti.

Quarto, perché in realtà la “Certificazione verde” prevista dal nuovo decreto legge non crea nessuna “bolla Covid-free”. Sappiamo bene che anche i vaccinati possono risultare positivi e contagiare loro stessi altre persone (la differenza è nella scarsissima probabilità di sintomi gravi, di finire in terapia intensiva e di mortalità). La norma è chiaramente fatta per spingere gli indecisi a vaccinarsi; dal giorno seguente infatti ha avuto un ottimo risultato. Si basa quindi sull’obbligo per luoghi che “attirano” gli italiani. Da questo punto di vista, però, i musei non aggiungono nulla al valore persuasivo del decreto: gran parte dei nostri connazionali purtroppo entra raramente nei musei (basta vedere i dati degli ultimi anni, ma anche quelli del 2021). La gente vuole frequentare soprattutto piscine, palestre, concerti ed eventi, non tanto i monumenti, soprattutto se a pagamento. Chi non vuole farsi il vaccino non lo farà adesso per vedere Pompei, in caso ci andrà tra uno o due anni.

Quinto, perché la norma rischia di non far entrare nei musei i pochi turisti stranieri che stavano tornando. Per i cittadini europei è facile, visto che il Green Pass è lo stesso. Registriamo però il problema di tante famiglie con adolescenti ancora non vaccinati, anche perché, a causa delle opinioni ancora diverse tra gli esperti, in alcune nazioni la vaccinazione sotto i 18 anni è sconsigliata. Per chi viene dagli USA fortunatamente il certificato vaccinale è simile al nostro e riconosciuto come valido, sebbene non abbia un QR-Code. Molte altre nazioni però hanno adottato vaccini non riconosciuti dall’AIFA e dall’EMA, quindi i loro certificati non sono validi. Per entrare in Italia, sia loro sia tutti quelli non vaccinati (EU ed extra EU), devono esibire il risultato negativo di un tampone effettuato entro 48 ore prima e devono farne un altro per ripartire. Tutti costoro però, passate le prime 48 ore e quindi scaduta la validità del tampone fatto prima della partenza, per accedere a un museo dovranno fare un altro tampone. Quanti si faranno altri tamponi per visitare Pompei o gli Uffizi? A complicare le cose poi, alcuni monumenti non statali già dicono che accetteranno solo i certificati con QR code... e tutti i visitatori con test negativi e certificati di altre nazioni senza QR code, li respingeranno? A parte la confusione per districarsi tra le regole, la conseguenza sarà una diminuzione di visite da parte di tutti gli stranieri o addirittura una cancellazione dell’intero soggiorno in Italia per rimandarlo a tempi migliori.

Sesto, anche volendo rimanere nel settore turistico, fatico a trovare una logica. Tra i luoghi potenzialmente frequentati dai turisti di tutto il mondo che potrebbero venire in una città italiana, il certificato è obbligatorio solo per musei e monumenti, per l’interno dei ristoranti e per i convegni, ma non per i pullman turistici, né per gli alberghi, né per i treni. Qual è il senso? Perché invece non si controllano (e accuratamente) le certificazioni sanitarie di tutti quelli che (ri)entrano in Italia, sia italiani che stranieri? Almeno eviteremmo il diffondersi del contagio dal primo momento. Sappiamo da centinaia di testimonianze dirette di parenti, amici e turisti che non solo adesso ma anche nel 2020 a innumerevoli viaggiatori non sono state chieste le certificazioni sanitarie né nel paese di uscita né in quello di entrata (Italia), quindi non sarebbero stati fermati nemmeno se avessero avuto l’Ebola; di chi arriva con auto non ne parliamo proprio, si sa che non ci sono i controlli. E volete chiedere il tampone solo se desiderano entrare alla Villa dei Quintili, nel mezzo della campagna romana? Magari dovreste ringraziarli se ci vanno e pagano due biglietti.

Il mondo dei beni culturali non è quello scintillante che la tv ha mostrato al G20 nell’Arena del Colosseo, con decine di persone pronte ad ogni angolo per l’assistenza; è quello dei siti archeologici in abbandono e dei musei mezzi chiusi, delle biblioteche e degli archivi senza bibliotecari e senza archivisti. Prima di imporre il Green Pass in tutti i siti d’Italia occorre verificare di avere il personale per controllarlo. C’è una sola parola d’ordine che dovrebbe guidare l’uso del Recovery Fund in questo settore: risorse umane. Bisogna investire in migliaia di nuove assunzione (ben oltre quelle dei concorsi che si stanno svolgendo ora dopo 20 anni), per coprire i ruoli a partire dai dirigenti (le cui mansioni vengono spesso coperte da persone assunte e pagate con mansioni di assistente) fino ai custodi. In conclusione, l’obbligo del Green Pass nei luoghi della cultura, sommato alla catastrofica mancanza di personale, si tradurrà in un’ulteriore contrazione del numero dei visitatori per i musei e monumenti, già in grande sofferenza e, di conseguenza, nella cancellazione di lavori per guide e accompagnatori turistici e in un ennesimo colpo al settore turistico in generale, senza benefici in termini di contenimento dei contagi. I musei e i parchi archeologici italiani sono già dallo scorso anno tra i luoghi più “COVID-free” al mondo e questo messaggio gli enti competenti avrebbero dovuto farlo girare da tempo per promuovere il nostro patrimonio. Abbiamo bisogno di strategie per rilanciare il settore, non per stroncarlo. E spero che nessuno usi questo articolo per la disputa pro-vax e no-vax, che non c’entra niente con le mie riflessioni.


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L'autrice di questo articolo: Isabella Ruggiero

Presidente AGTA - Associazione Guide Turistiche Abilitate


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1. longo in data 02/08/2021, 16:15:14

L'articolo è davvero ben scritto e dà un quadro d'insieme corretto sull'attuale situazione in cui versano i musei ed i siti archeologici del nostro Bel Paese ai tempi del Corona Virus.
Condivido tutte le argomentazioni poste e quindi l'assurdità dell'obbligo di Green Pass per la visita di musei e siti archeologici...SE non per affossare ulteriormente il settore turistico che in Italia "pesava" quasi il 20% dell'intero PIL nazionale.
Cordiali saluti.
Longo




2. Francesca in data 02/08/2021, 16:54:44

Una riflessione che condivido completamente. Non sono certamente i Musei, dove da subito son state prese misure di contenimento anti COVID, i luoghi con rischi di contagio. Queste misure rischiano veramente di rendere la visita ai luoghi dell’arte un salto ad ostacoli che potrà portare inevitabilmente alla fine della fruizione dei siti museali, archeologici e storico artistico.



3. Orlova in data 02/08/2021, 17:15:09

Concordo con dott. Isabella Ruggiero quale aveva rappresentato il quadro della situazione museale e turistica cosi chiaro e argomentato e sensa aver dubitato sulla necessità della vaccinazione.
Cordiali saluti.
Orlova



4. Gigi in data 02/08/2021, 17:28:14

Non mi trova d’accordo. Personalmente mi sento più garantito ed invogliato ad entrare in un museo o anche in un parco se l'accesso è consentito a chi è in possesso di greenpass. Se avessero reso libero l'accesso non avrei preso in considerazione l'idea di ricominciare a visitare musei e mostre. Il greenpass ci aiuterà a riprendere tutte le attività e chi rifiuta il vaccino si troverà forzato ad accettarlo. È una necessità per superare questa tragedia epocale.



5. Paola Bargigli in data 02/08/2021, 18:42:58

Condivido pienamente !



6. Mardon in data 02/08/2021, 19:00:57

Chi ha introdotto l'obbligo del Green Pass per i musei e gli altri luoghi della cultura, nel migliore dei casi non ha alcuna cognizione della realtà di questo settore e della sua situazione contingente. O, più semplicemente, ha deciso di sacrificare a mo' di bandiera questo ed altri settori econonomici e lavorativi
considerati di secondaria importanza e poco utili ai fini della visibilità politica e sindacale. Sarebbe ora di smetterla di agire secondo il criterio astratto del "settore" e basarsi sui dati reali e sulla tipologia di ogni singola realtà. Dunque Green pass sì, in TUTTI i luoghi al chiuso ove non sia possibile garantire accesso contingentato e controllo delle distanze, Green Pass no, in NESSUN luogo aperto dove invece le statistiche e i dati dimostrino che il numero dei visitatori è normalmente limitato (se non addirittura esiguo) e gli spazi a disposizione ampi e controllabili. Senza inaccettabili privilegi a settori "più uguali degli altri".



7. Claudia in data 02/08/2021, 19:36:45

Condivido appieno, articolo che affronta varie questioni essenziali con molto equilibrio



8. Alessia in data 02/08/2021, 19:41:44

Articolo eccellente che rispecchia perfettamente la situazione attuale nel mondo del turismo e della cultura



9. Sara in data 02/08/2021, 21:23:56

Concordo in pieno!



10. Cinzia in data 02/08/2021, 21:24:00

Grazie Isabella Ruggiero spero che questo articolo venga letto da chi avrebbe dovuto prendere queste decisioni ascoltando chi vive quotidianamente i problemi dei nostri musei



11. Marta in data 02/08/2021, 21:28:12

Isabella l'articolo è di una profonda riflessione di chi come te conosce dal vivo il settore in questione. Sarebbe fondamentale che chi sta al governo e vuole applicare queste irragionevoli norme legga le tue parole e rifletta sul grande caos che sta creando non solo ora ma anche per il futuro. È un modo ancora una volta per tagliare le gambe al turismo e rendere questo paese un luogo dove non poter lavorare e quindi vivere.



12. Ulisse Rotondo in data 03/08/2021, 00:17:15

Concordo e condivido in Totò quanto egregiamente narrato e spiegato da Isabella Ruggero



13. federica pilastro in data 03/08/2021, 12:43:20

Credo che, Isabella, non potessi essere più chiara. Hai toccato tutti i punti e smontato questo assurdo provvedimento che colpisce tutti i musei e gli operatori del settore. Per anni politiche di apertura dei musei verso le famiglie, potenziamento della didattica e ora si inserisce un provvedimento che ostacola in modo determinante l'ingresso proprio dei giovani. Negli "AFFOLLATISSIMI" musei poi. Scrivevo giusto pochi giorni fa: se fossero "AFFOLLATISSIMI" noi operatori del settore saremmo miliardari, ci sarebbero investimenti nella cultura. Ma così non è. E' tanto difficile da capire? Ah. come te mi sono vaccinata subito, appena ho potuto e di tutto farei per aiutare il rientro della pandemia.



14. Annalisa Cingolani in data 03/08/2021, 13:00:52

Sono d'accordo con questo interessante articolo, e vorrei aggiungere la mia esperienza di guida turistica di Roma. In quest'ultima settimana, a causa dell' imposizione del green pass nei musei, ho già ricevuto 3 cancellazioni di clienti stranieri che non verranno più in Italia quest'anno, alcuni servizi sospesi perché i tamponi aumenterebbero troppo il prezzo della vacanza ed alcune visite interne, per fortuna tramutate in passeggiate. Certo è che, in un momento come questo, in cui il turismo si stava riprendendo, imporre il pass verde per entrare nei musei ed nelle aree archeologiche funge da sicuro deterrente.



15. Sabrina in data 03/08/2021, 14:51:55

Perplessa di come non venga in mente che qualsiasi forma di discriminazione non possa andare a braccetto con il primo valore della cultura in senso lato, ovvero l'inclusione.
Tutti i motivi elencati sono solo danni collaterali. Lo spiega bene il Direttore della Cappella di San Severo che giusto ieri ha pubblicato il motivo delle sue dimissioni.
Quelle sono vere perplessità per chi si occupa di cultura.



16. Silvia in data 03/08/2021, 15:46:57

Pienamente d'accordo.
È vergognoso......



17. Francesco Scacciati in data 03/08/2021, 16:40:21

Il proprio settore è sempre quello meno adatto...



18. Luigi Compagnoni in data 03/08/2021, 18:26:28

Mi spiace che non si ricordi che tra i luoghi della Cultura ci sono anche Archivi di Stato e Biblioteche. E con tutto il rispetto, come non chiederei mai ad un medico una visita guidata al Pantheon, non mi farei mai curare da una guida turistica.



19. ANNA in data 03/08/2021, 19:06:56

È davvero un'assurdità aver incluso musei e parchi archeologici, condivido pienamente le riflessioni al riguardo. Credo che tutto ciò rientri solo nella strategia mirata a convincere i più riottosi a farsi vaccinare. Non potendo rendere questi vaccini obbligatori per legge, poiché non sono autorizzati ma solo approvati in via emergenziale (manca la fase 4 per tutti i vaccini e alcuni sono OGM), allora si ricorre al green pass come strumento di "convincimento", sacrificando il nostro patrimonio culturale e anche il turismo, voce fondamentale del bilancio. Mah!



20. Daniela in data 04/08/2021, 09:25:33

Grazie Isabella per la lucida analisi scevra di polemiche, ma che va dritta ai punti pratici di una questione spinosa.



21. Aldebaranny67 in data 04/08/2021, 15:17:09

Articolo molto bello, non fa una piega. Mette in luce tutti i paradossi generati da obblighi insensati che sembrano solo voler pregiudicare conoscenza e cultura, arte e bellezza. Come se non fossero patrimonio di tutti, ma privilegio d' pochi....



22. Pippa in data 04/08/2021, 22:27:00

Tutte le incongruenze di questa decisione scellerata sono state espresse egregi. Aggiungo solo che evidentemente il motivo è "convincere" alla vaccinazione. Personalmente col magone in gola rinuncerò al cinema, al teatro, al museo perché non mi piegherò a quello che ha solo un nome: ricatto.
Sperando che finisca presto ma pronta anche a rinunciare a altro.



23. Lorella in data 04/08/2021, 22:32:13

Sono d’accordo con Lei.



24. Magda in data 05/08/2021, 00:25:09

Condivido pienamente...io non mi sono ancora vaccinata per motivi di salute e lo farò appena mi sentirò sicura ma nel frattempo mi spiace tantissimo questa cosa perché io amo l'arte e sono disposta per l'arte anche a passare quasi due ore alla Gam di Milano, appunto semideserta con ingresso a prenotazione e quindi contingentat,o in una domenica di luglio con la mascherina ffp2 come ho fatto due settimane fa e ora non posso più.



25. Elena Marchi in data 05/08/2021, 00:59:28

Quando leggo questi accorati appelli seppur giustissimi non posso che chiedermi come siamo arrivati a ridurci così. Piegati, inermi, spaventati. Mi chiedo come sia possibile che il nostro Paese si sia arrivato a questo punto. Abbiamo una Costituzione che è paladina della LIBERTA' INDIVIDUALE e voi invece di appellavi a questa, a battervi per farla rispettare, che fate? Vi licenziate e scrivete accorati appelli! Ma davvero non capite che così siete complici di questo folle massacro, delle libertà, del lavoro, dell'individuo? E che questo massacro non finirà finché non ci avranno prosciugato l'ultimo barlume di speranza? E che succederà anche grazie a voi? Si lo ribadisco, anche GRAZIE A VOI, voi che tenete il capo basso, voi che dichiarate di essere disposti a fare ancora uno, dieci, forse anche cento vaccini pur di far riaprire alla cultura, voi che "mi sento tutelato" dal green-pass facendo finta di non sapere che sarà proprio questo a causare nuovi contagi tra vaccinati, perché non controllati. Voi che vi sentite paladini della cultura, voi che vi sentite protetti dal vostro vaccino in realtà non solo state mettendo a rischio il vostro lavoro perché di questo passo presto i luoghi di cultura saranno nuovamente chiusi. Vi assoggettate passivamente a un potere che vi opprime senza alcun motivo. Opprime voi Cinema, Teatri, Musei e opprime noi, i cittadini che osano esercitare il diritto della LIBERA SCELTA. Noi cittadini che domani diventeranno di serie B che verremo trattati come reietti scendiamo in piazza, pacificamente e PROTESTIAMO per la nostra e la vostra LIBERTA' ma qualsiasi cosa noi faremo sarà vanificata dalla vostra inerzia, dal vostro fare accorati appelli. Siete in tanti, dovreste essere il cuore del Paese. Organizzatevi, andate a Roma, scendete in piazza, aprite le porte della cultura A TUTTI sfidando un decreto legge IGNOBILE. Fate qualsiasi cosa ma ALZATE LA TESTA perchè altrimenti la vostra obbedienza, la vostra sudditanza, non metterà mai fine a tutto questo. Se continuerete con la vostra obbedienza sperando che tutto finisca, siate consapevoli che sarà proprio la vostra obbedienza che non farà mai terminare questo abominio di cui voi sarete solo complici. Ve lo chiedo come cittadina italiana, ve lo chiedo perché solo tutti insieme ce la faremo, vaccinati, non vaccinati poco importa a questo punto, perché dal 6 i reietti saremo noi ma di questo passo chi non sarà reietto non solo complice ma sarà anche schiavo.




26. Federica in data 05/08/2021, 18:38:13

Parole sacrosante



27. Chiara in data 06/08/2021, 10:44:36

Capisco il punto di vista, ma sono comunque dispiaciuta di constatare una certa miopia: è impossibile fare leggi ad personam o ad museo. È impossibile dire te sì, te no, te sì, ecc (conosco ristoranti ricavati in vecchie fabbriche con soffitti altissimi: anche loro meriterebbero una deroga quindi? Allora sì che le leggi diventerebbero assurdamente complicate misurando cubaggi ecc). Impossibile. Il green pass a mio avviso è l'opportunità di frequentare con maggior serenità tutti i luoghi d'arte e cultura, anche i più affollati (perché checché se ne dica, certi musei sono sempre frequentati), quindi spiace per i due visitatori che rinunceranno alla visita al sepolcro di Cecilia Metella, ma saranno contente le centinaia che potranno accedere agli Uffizi e accalcarsi come sempre davanti ai capolavori di Leonardo, Michelangelo e Botticelli.



28. Federica in data 07/08/2021, 08:06:10

Non avrei saputo esprime meglio l'assurdità di questa decisione, purtroppo credo che chi ha deciso abbia buttato nel calderone i musei senza conoscere minimamente la situazione di musei e parchi archeologici in Italia.
Lascio la mia testimonianza del primo giorno di green pass.
Premetto che io e il mio ragazzo siamo archeologi. Prenotiamo a febbraio 2021 una settimana di vacanze tra Marche e Abruzzo. In base alla nostra fascia d'età il vaccino lo possiamo fare a partire da fine giugno, per non far cadere la seconda dose durante le vacanze (ricordo che non è possibile la somministrazione nei luoghi di villeggiatura) prenotiamo la prima dose a fine luglio. Ieri, 6 agosto, primo giorno di vacanza, in programma abbiamo la visita dei Musei Archeologici di Chieti, ma i nostri green pass non sono ancora attivi, perché non sono ancora passati i 15 gg dalla somministrazione della prima dose. Quindi effettuiamo due tamponi rapidi (44 euro essendo due) per ottenere i green pass validi 48h e ci rechiamo prima al Museo della Civitella e poi al Museo di Villa Frigerj, due gioielli che possiamo goderci tutti per noi, perché ovviamente deserti, ma credo che in epoca pre-Covid non sarebbe stato molto diverso. All'ingresso: controllo temperatura, igienizzazione mani e infine green pass. Abbiamo, però, la fortuna di entrare gratis grazie al buon cuore del personale: ricordo che per gli
archeologi liberi professionisti (non più studenti) non sono previste riduzioni, mentre le forze dell'ordine e i giornalisti entrano gratis, ma questo è un altro discorso.



29. Gian paolo in data 07/08/2021, 12:44:23

Basta con questi commenti: seguiamo le regole e piantiamola di fare i filosi





30. Marisa in data 08/08/2021, 15:11:15

La ringrazio perché è tutto vero quello che ha scritto. Purtroppo dalle disposizioni del Governo si denota un'assenza totale di raziocinio e un quanto meno auspicabile sforzo di favorire questi settori della cultura che sono stati così brutalmente e ingiustificatamente colpiti. Le dirò che questa incuria distrazione o come altro possiamo chiamarla fa molto male. A me personalmente tantissimo. Irragionevolezza indifferenza e ignoranza. Una bruttissima realtà.



31. Claudia in data 08/08/2021, 18:42:51

Condivido solo i punti in cui denuncia la non applicazione agli altri servizi (alberghi, trasporti, ecc.) E ai dipendenti museali. Per il resto è irresponsabile unirsi al coro dei "no green pass", perché è questo di fatto. Una vergogna, per biechi motivi personali, dare la spalla all'estrema destra rivoltosa e negazionista. Non si rende conto del danno che ha fatto. Incredibile.



32. daniela cavaliere in data 09/08/2021, 07:14:10

Molto interessante avuto puntuale ed esauriente. Aiuta a conoscere e capire le condizioni di un settore di cui si parla pochissimo e solo in occasione di " eventi" ...un settore sul quale non si fanno mai investimenti anche se potrebbe sostenere l' economia dell' intero paese ,aprire gli orizzonti mentali di un popolo degradato e attirare turisti ed appassionati migliorando la vita ed educando alla bellezza.grazie



33. daniela cavaliere in data 09/08/2021, 07:15:42

Molto interessante avuto puntuale ed esauriente. Aiuta a conoscere e capire le condizioni di un settore di cui si parla pochissimo e solo in occasione di " eventi" ...un settore sul quale non si fanno mai investimenti anche se potrebbe sostenere l' economia dell' intero paese ,aprire gli orizzonti mentali di un popolo degradato e attirare turisti ed appassionati migliorando la vita ed educando alla bellezza.grazie



34. Susanna in data 09/08/2021, 09:07:41

L'articolo è limpido, documenta la realtà, è veritiero. Apprezzo le osservazioni sulla tipologia del pubblico, circostanza che fa la differenza.



35. Lety in data 09/08/2021, 09:11:17

Articolo fatto benissimo con una analisi della situazione perfetta per cui non c'è altro da aggiungere. Io sono fra le persone che non si vaccineranno ma non etichettatemi come no-vax please... anche questa storia deve finire che chi non si vaccina é no-vax. Non sto qui ad elencare i molti motivi della mia scelta coraggiosa ma sofferta. Mi piange il cuore vedere questo scempio. Ho dovuto modificare le mie vacanze proprio perché non posso entrare nei musei...
pazienza, sto nei parchi all'aria aperta aspettando tempi migliori.
Perché voglio credere che questa situazione non potrà durare a lungo se non si vuole ammazzare definitivamente le persone che frequentano questi luoghi per il loro benessere psicofisico (io se entro in un museo sto bene, curo l'anima!!!) e le persone che in questi settori ci lavorano



36. Elena Maria in data 09/08/2021, 12:34:54

Argomentazioni per articolate e condivisibili. Credo che green pass voglia essere uno stimolo "dolce" a vaccinarsi prima di arrivare ad obbligo vaccinale. Che già esiste per almeno 10 vaccinazioni obbligatorie altrimenti non si va a scuola, ma la gran parte della gente è "stupida"



37. Bertmary@libero.it in data 09/08/2021, 13:02:27

Buongiorno
È possibile sapere quali musei di Roma, accettano un certificato di tampone rapido.?
Grazie.



38. Nadia in data 09/08/2021, 15:13:14

Io vado più volentieri in un museo o in qualsiasi altro posto se so che tutti hanno green pass. Altrimenti non vado. Solo io devo rispettare la libertà di scelta? Non mi sembra, anche chi non ha il green pass deve rispettare la mia scelta. Rispettando SEMPRE chi il vaccino non lo può fare



39. Dan in data 09/08/2021, 16:22:05

Sono d'accordo con l'Autrice dell'articolo.
Il governo, (quasi tutti i governi), non ha capacità né competenza per fare le riflessioni che abbiamo ora letto; credo che la Cultura dovremo essere noi a tutelarla, Franceschini adesso, ma anche tutti gli altri Ministri che dovrebbero tutelare il Patrimonio culturale, pensano ad altro, sono uomini di affari, Franceschini vuole fare il Presidente della Repubblica, figurarsi se si occupa di Cultura, farà i suoi affari.
Credo che dobbiamo essere noi a scrivere agli italiani come stanno le cose, almeno provarci.
Ringrazio per l'articolo che ho letto!
Bohdan ZAREMBA



40. Serena in data 11/08/2021, 23:37:05

Sono pienamente d’accordo con lei.
Sono un’insegnante di storia dell’arte e non vedo l’ora di riportare i ragazzi al museo, in presenza!



41. Simone in data 20/08/2021, 11:20:36

Non posso che fare i miei complimenti alla presidente AGTA per la disamina fatta.
Il senso di questa iniziativa non c'è, o se c'è non è sicuramente quello dichiarato.
Speriamo in un ripensamento del governo su questo brutto strumento discriminatorio, per i musei ma non solo.
SIMONE



42. Ezilde in data 22/08/2021, 23:43:46

Ottima argomentazione. Sto cercando una petizione da firmare a proposito.
Inoltre, oltre alle valide ragioni esposte nell'articolo, trovo ancora piu' preoccupante l'obbligo per i ragazzi (over 12): dopo averli privati di istruzione adeguata in questo tempo di pandemia, si limita il loro (già raro) ingresso in luoghi della cultura quali i musei; quando neanche a scuola è imposto l'obbligo!
Spero che i lavoratori del settore chiedano a gran voce una revisione di questa inutile misura per i visitatori, soprattutto se non maggiorenni.



43. silvia in data 25/08/2021, 20:07:30

CONDIVIDO!
Il green pass nei musei è scandaloso, scandaloso perchè sono compresi anche tutti i parchi archeologici all'aperto! Potrò portare i miei figli a bere il cappuccino al bancone del bar ma non potrò portarli al parco per vedere le incisioni rupestri: un ambiente APERTO e VASTO e magari pure contingetato.

I nostri bambini e ragazzi hanno visto sfumare le gite scolastiche, le mostre e le uscite didattiche, lasciamo che almeno i luoghi all'aperto non rientrino nei divieti! Anche perchè davvero è INSENSATO. Non esiste una raccolta firme su questa questione?



44. carolyn in data 31/08/2021, 16:43:47

assolutamente ragione!!!


carolyn







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