Esportazione di beni culturali: cosa prevede la riforma che sarà votata a giorni in Senato


Riforma dell’esportazione dei beni culturali: cosa prevedono le nuove norme che saranno votate a giorni in Senato.

Il ddl 2085, ovvero il disegno della “legge annuale per il mercato e la concorrenza” meglio noto come ddl concorrenza, sarà a giorni votato in Senato (si parla dei primi di maggio). Il ddl interessa il mondo dei beni culturali in quanto contiene un articolo (il 68) che andrà a modificare il Codice dei Beni Culturali nell’ambito della circolazione dei beni stessi.

Cosa prevede la riforma? Attualmente, le opere più vecchie di 50 anni devono essere valutate dagli uffici esportazione della Soprintendenza competente prima di ottenere l’attestato di libera circolazione (la Soprintendenza, infatti, ha il potere di opporsi all’uscita del bene dall’Italia quando ritenuto di eccezionale valore nell’ambito del nostro patrimonio). Con la riforma, la soglia si alzerà da 50 a 70 anni: significa che le opere prodotte tra il 1947 e il 1967 (da artisti come Lucio Fontana, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico) non saranno più soggette al vaglio dell’ufficio esportazione della Soprintendenza.

Inoltre, per quanto riguarda il valore di mercato dei beni, viene introdotta una soglia massima di 13.500 euro: al di sotto di tale valore stimato, le opere potranno liberamente circolare (il cittadino intenzionato a far circolare un bene il cui valore stimato è inferiore ai 13.500 euro dovrà semplicemente presentare una autocertificazione. Le Soprintendenze potranno effettuare dei controlli a campione su tali autocertificazioni per accertarsi che le opere non vengano sottostimate).

Le norme hanno fatto molto discutere. I favorevoli sostengono che con le nuove norme l’Italia si adeguerà a quanto succede nel resto d’Europa, e non verranno meno gli interessi della tutela. I contrari invece credono che la riforma faciliterà l’esportazione di opere importanti. Nei prossimi giorni, Finestre sull’Arte ospiterà due interviste a due storici dell’arte su posizioni opposte per approfondire i temi di cui si discute in questo frangente.

Foto: Palazzo Madama, sede del Senato. Photo credit

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