Lago di Viverone, cosa vedere. Itinerario tra natura e storia


Cosa vedere sul lago di Viverone, in Piemonte: un itinerario in cinque tappe tra natura e storia.

Si può dire che il lago di Viverone, in Piemonte, sia una rarità in Italia, poiché alimentato dagli stessi corsi d’acqua che ciclicamente immettono acqua o la portano fuori dall’invaso. Una rarità che è stata studiata appositamente dall’Agenzia regionale protezione ambientale del Piemonte. Il lago di Viverone si trova in provincia di Biella al confine con la provincia di Torino, ed è un sito dalla storia millenaria, attorniato da castelli, reperti di palafitte preistoriche (da quest’area giungono reperti preistorici dell’età del bronzo conservati al Museo delle Antichità di Torino), panorami epici e luoghi per fare piacevole attività sportiva nautica. Ma è una meta adatta anche per il relax: il Lago di Viverone ha infatti un lungolago attrezzato (villaggi, hotel, spiagge) dove godersi il sole e farsi un bagno a due passi dalla città ed è vicino a molti posti da scoprire con con le loro storie anche un po’ particolari (compresa una leggenda simile a quella del mostro di Loch Ness). Si tratta di un lago di origine glaciale come molti dei laghi a ridosso delle Alpi, molto esteso e balneabile, che prende il nome dal comune che vi si affaccia, dopo averne cambiati diversi nel corso dei secoli. La stessa Viverone è un posto tranquillo, con 1.600 abitanti, incastonata in una di quelle catene montuose che vengono chiamate “morene”, cioè quelle dove il materiale di cui sono costituite le montagne è quello che si è formato nei ghiacciai e che non si è stratificato. E in Piemonte ce ne sono di bellissime, come in questo caso: la Serra d’Ivrea, la più imponente morena glaciale d’Europa, a poca distanza da Torino. Vediamo di seguito cinque mete per un soggiorno sul lago di Viverone.

1. Il Lungolago

Il periplo di Viverone non è completamente percorribile in quanto a un delizioso Lungolago che si dipana dal comune stesso per circa l’80% delle sponde, con strade vita, locali, spiagge e luoghi romantici, si associa una parte ancora lasciata in libertà: sponde del lago dove è la natura a farla da padrona con la vegetazione stagionale che fa il suo corso. È raggiungibile in barca o a piedi facendo trekking. Il lago di Viverone ha una naturale predisposizione a far trascorrere un tranquillo fine settimana a chi cerca fughe romantiche o relax, con passeggiate da panorami splendidi tra i tramonti colorati e le Alpi innevate, ma anche il divertimento delle attività sportive acquatiche. E ogni giorno può essere nuovo perché di cose da vedere nei dintorni ce ne sono moltissime.

Lago di Viverone. Foto Wikimedia/Rollopack
Lago di Viverone. Foto Wikimedia/Rollopack

2. Le Palafitte di Azeglio

Come detto, le sponde settentrionale e occidentale sono più urbanizzate e la restante parte è più selvaggia e proprio in questa parte sono stati rinvenuti i resti di un villaggio preistorico su palafitta tanto che l’Unesco ha annoverato tra i siti palafitticoli preistorici delle Alpi nel 2011. I reperti rinvenuti nel lago di Viverone sono conservati ed esposti presso il Museo Archeologico di Torino e il Museo del Territorio di Biella. Si tratta di un insediamento di palafitte, ovvero capanne che si installavano su una piattaforma lignea orizzontale sostenuta da pali conficcati nei fondali di un lago, una palude, un corso d’acqua. In Italia aree archeologiche di questo tipo sono databili tra il 5.000 e il 500 a.C. Quello trovato a Viverone in corrispondenza del Comune di Azeglio era un villaggio palafitticolo sostenuto da ben 5mila pali e risalente all’età del Bronzo (1650/1350 a.C.) dove i resti ci restituiscono una immagine delle serie di pali disposte in modo circolare con diametro anche di 70 metri con il tracciato delle vie e delle linee difensive e dagli oggetti di vita comune (ritrovati in ottime condizioni) si immagina il tipo di persone che lo vivevano e con quali attività sulle sponde del lago di Viverone.

Palafitte del lago di Viverone. Foto Turismo Torino
Palafitte del lago di Viverone. Foto Turismo Torino

3. Il Castello di Roppolo

Da oltre mille anni a ergersi sul Lago di Viverone con la sua maestosità c’è il Castello di Roppolo, che prende il nome della località sui cui si insedia. Diversi sono stati i proprietari e i casati come i Bichieri, i Viconti, i Savoia e i Valperga che vi si sono alternati al suo interno con una serie lunga di illustri ospiti come Napoleone Bonaparte, Facino Cane, Tommaso Francesco di Savoia. Completamente arredato, visitarlo è come immergersi nel tempo della sua storia, e di storia ne ha tanta. Per farsela raccontare si possono fare visite guidate da aprile ad ottobre. Il prezzo accessibile del biglietto vale ampiamente la visita e la ricca storia che si potrà ascoltare e immaginare, compresa quella del cavaliere murato vivo con tanto di armatura (i resti rinvenuti nell’Ottocento furono attribuiti a Bernardo Valperga signore di Mazzè, vissuto nel XV secolo). Il passato è presente con lo stemma della potente famiglia che dominò nei secoli: i Bichieri infatti hanno ancora il loro stemma di famiglia sulla parete principale dell’ala duecentesca, formato da tre bicchieri riempiti di vino a metà, sotto il cappello cardinalizio del cardinale Guala, celebre per aver fatto costruire la basilica di Sant’Andrea a Vercelli.

Il Castello di Roppolo
Il Castello di Roppolo. Foto Alessandro Vecchi

4. Il Castello di Masino

Altro bellissimo castello da visitare (è ad appena un quarto d’ora dal Lago di Viverone) è il Castello di Masino. A costruirlo e abitarlo per dieci secoli, anche in questo caso, furono i Valperga, che si dichiaravano discendenti di re Arduino. Centro nevralgico della regione, in posizione di supremazia, ha subito vari cambiamenti: da assetto da guerra a difensivo a dimora nobiliare. La struttura è in condizioni interne eccellenti e accuratamente arredato. Da visitare assolutamente sono gli ‘Appartamenti di Madama Reale’ che furono fatti costruire nella seconda metà del Seicento per Giovanna Battista di Savoia Nemours, moglie di Vittorio I di Savoia. Mura che trasudano nobiltà e storia di questo Piemonte così denso di dinastie nobiliari nei secoli. Il Castello è attualmente gestito dal FAI, che lo acquistò da Luigi Valperga di Masino grazie alla donazione FIAT, Cassa di Risparmio di Torino e Maglificio Calzificio Torinese, nel 1988, e sul sito dedicato si trovano tutte le informazioni per fare visite guidate, comprese quelle nel parco monumentale che conserva un labirinto di siepi tra i più grandi in Italia: “duemila piante di carpini sagomate con minuziosa regolarità, divertendosi a ritrovare l’uscita senza fare ricorso alla soluzione offerta dalla vista sopraelevata della torretta centrale”. Il profumo che si respira in primavera è introvabile altrove.

Il Castello di Masino. Foto Turismo Torino
Il Castello di Masino. Foto Turismo Torino

5. Il lago di Bertignano

Di lago in lago: dopo aver visitato il Lago di Viverone vale la pena andare al lago di Bertignano con passeggiate e percorsi in bici appositamente studiati per non perdersi un attimo di questa bellezza alpina. Il lago di Bertignano si trova a pochi chilometri da quello di Viverone ed è molto ricco di pesci: si possono pescare lucci, carpe, cavedani, persici, trote… e anche qui incrociamo la stori,a con resti dell’Età del Bronzo che testimoniano vita vissuta anche qui con palafitte, ed è di gran pregio il ritrovamento di 2 piroghe monissili (lunghe imbarcazioni antecedenti delle canoe). La scoperta del primo eccezionale manufatto realizzato in età romana in legno di castagno e recuperato nel lago di Bertignano è avvenuta nel 1912, per caso, durante dei lavori per la linea elettrica. Si trattava di una piroga che ora è conservata al Museo del Territorio Biellese: è lunga 4 metri circa ed è datata al 250 d.C.. Alla seconda, seppur scoperta dopo oltre ottanta anni, nel 1984, viene attribuita una datazione molto più antica: il 1450 a.C. Parliamo dunque di due oggetti di grande valore storico.

Il lago di Bertignano
Il lago di Bertignano

Lago di Viverone, cosa vedere. Itinerario tra natura e storia
Lago di Viverone, cosa vedere. Itinerario tra natura e storia


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