In che modo i grandi del 900 si cimentarono col gioiello? Ecco le loro creazioni, da Fontana a Dalí, da Picasso a Man Ray


I grandi artisti del Novecento si cimentarono anche con l'arte del gioiello: ecco alcune delle loro creazioni più interessanti, da Lucio Fontana a Salvador Dalí, da Pablo Picasso a Man Ray.

Non è un argomento noto a tutti, ma molti dei grandi artisti del Novecento (siano stati essi pittori, scultori, fotografi) si cimentarono con la creazione di gioielli, producendo straordinari capolavori in oro e pietre preziose e contribuendo alla contaminazione tra le arti anche in oreficeria. Fino all’8 settembre 2019, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino ospita una mostra intitolata Scultura Aurea e curata da Paola Stroppiana, che presenta alcune delle creazioni di molti dei grandi del XX secolo. Diversi di questi lavori sono opere caratterizzate dagli elementi tipici delle sculture, dei dipinti o delle fotografie degli artisti che le crearono, altre invece rappresentano ricerche sui generis degne di essere conosciute. Vediamone di seguito alcuni esempî.

1. Alexander Calder, Flower head piece
Flower head piece è un diadema dell’americano Alexander Calder (Lawnton, 1898 - New York, 1976), noto per le sue sculture di arte cinetica che occupano gli ambienti sospese al soffitto. Tipico del suo immaginario è il ricorso a forme tratte dal mondo vegetale: in questo caso protagonista del gioiello-scultura è un fiore che assume tuttavia una forma non molto frequente nelle opere scultoree di Calder, con i petali che si dispongono a formare una corolla stilizzata.

Alexander Calder, Flower head piece (1940; ottone martellato, base in metallo, 25,4 x 15 cm, pezzo unico; Londra, Louisa Guinness Gallery)
Alexander Calder, Flower head piece (1940; ottone martellato, base in metallo, 25,4 x 15 cm, pezzo unico; Londra, Louisa Guinness Gallery)

2. Salvador Dalí, La persistencia del sonido
Per Salvador Dalí (Figueres, 1904 - 1989), l’orecchio era simbolo di armonia e unità, e i suoi orecchini (il loro nome, in italiano, è “la persistenza del suono”) ricordano la forma di due cornette del telefono: questo disegno, scrisse lo stesso artista, "ci ricorda la rapidità della comunicazione moderna, la speranza e il pericolo dei cambiamenti improvvisi di pensiero). I telefoni, del resto, sono spesso presenti nell’opera dell’artista spagnolo: basti pensare al famosissimo telefono-aragosta.

Salvador Dalí, La persistencia del sonido (1949; orecchini, oro 18 carati, rubini, smeraldi, diamanti, 4,4 x 1,9 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Salvador Dalí, La persistencia del sonido (1949; orecchini, oro 18 carati, rubini, smeraldi, diamanti, 4,4 x 1,9 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

3. Giorgio De Chirico, Cavallo con cavaliere con berretto frigio
La spilla di Giorgio De Chirico (Volos, 1888 - Roma, 1978) è l’esatta riproduzione, in forma di gioiello, di una sua scultura rappresentate un cavaliere con berretto frigio in sella al suo cavallo. Si trattò di un tema che De Chirico affrontò e replicò più volte nel corso della sua carriera: il berretto frigio è presente anche in altri dipinti, in quanto simbolo di libertà (era il berretto che indossavano i liberti nell’antichità e fu poi il copricapo simbolo dei rivoluzionari francesi).

Giorgio De Chirico, Cavallo con cavaliere con berretto frigio (1950 circa; spilla, oro 18 carati, 6,8 x 4,5 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Giorgio De Chirico, Cavallo con cavaliere con berretto frigio (1950 circa; spilla, oro 18 carati, 6,8 x 4,5 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

4. Gino Severini, Spilla
Gino Severini (Cortona, 1883 - Parigi, 1966), artista tra i più rappresentativi del futurismo, dopo gli anni Trenta conobbe un vistoso calo della sua produzione, che si fermò quasi completamente nel dopoguerra. Questa spilla è però una delle opere estreme della sua produzione e sembra quasi una summa, tradotta in gioiello, delle caratteristiche della sua arte futurista, alla quale era tornato proprio nel secondo dopoguerra dopo aver conosciuto una parentesi classicista abbastanza lunga: la sua spilla è quindi un insieme di dinamismo, velocità, forme in trasformazione.

Gino Severini, Spilla (primi anni Sessanta; oro bianco, oro giallo, rubini, zaffiri, smeraldi, diamanti, 6 x 3,5 cm, pezzo unico; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Gino Severini, Spilla (primi anni Sessanta; oro bianco, oro giallo, rubini, zaffiri, smeraldi, diamanti, 6 x 3,5 cm, pezzo unico; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

5. Georges Braque, Helena
Georges Braque (Argenteuil, 1882 - Parigi, 1963) creò una serie di gioielli ispirati ai personaggi della mitologia: in questo caso abbiamo Elena, una spilla che assume le sembianze di un volto femminile stilizzato simile a quelli che si trovano in tanti dipinti dell’artista francese, uno dei massimi esponenti del cubismo.

Georges Braque, Helena (1963; spilla, oro 18 carati, turchese, smalti, diamanti, 6,2 x 4,8 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Georges Braque, Helena (1963; spilla, oro 18 carati, turchese, smalti, diamanti, 6,2 x 4,8 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

6. Gio’ Pomodoro, Collana
Degli artisti del Novecento, Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 - Milano, 2002) fu tra i più attivi nel campo dell’oreficeria: i suoi gioielli rappresentano una parte importante della sua produzione, e proprio con i gioielli partecipò giovanissimo, a ventisei anni, alla Biennale di Venezia del 1956. Le sue opere in oro e pietre preziose degli anni Sessanta riflettono le sue ricerche sulle forme in tensione, che in parte sono ravvisabili anche nelle incresptaure che caratterizzano gli elementi di questa originalissima collana, uno dei prodotti più alti della sua oreficeria.

Giò Pomodoro, Collana (1964; oro puro, oro rosso, oro bianco, smeraldi, rubini, 19 x 14 cm, pezzo unico; Seravezza, Collezione B. Pomodoro)
Giò Pomodoro, Collana (1964; oro puro, oro rosso, oro bianco, smeraldi, rubini, 19 x 14 cm, pezzo unico; Seravezza, Collezione B. Pomodoro)

7. Arnaldo Pomodoro, Spilla
Come il cognato Gio’, anche Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926) ha condotto diverse ricerche nell’ambito dell’arte del gioiello. Si tratta di un filone che compare nella sua produzione già negli anni Quaranta e che l’artista non ha mai abbandonato. Solitamente i suoi gioielli riflettono le sue ricerche scultoree, come nel caso di questa spilla caratterizzata dalle rotture geometriche che svelano i meccanismi interni dell’opera.

Arnaldo Pomodoro, Spilla (1964; oro rosa, geode, rubini, diamanti, 7 x 7,2 cm, pezzo unico; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Arnaldo Pomodoro, Spilla (1964; oro rosa, geode, rubini, diamanti, 7 x 7,2 cm, pezzo unico; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

8. Lucio Fontana, Concetto spaziale
L’uovo è un elemento che ricorre nell’arte di Lucio Fontana (Rosario, 1899 - Comabbio, 1968) ed è in particolare protagonista della serie Fine di Dio: l’uovo, che per l’artista italo-argentino rappresenta l’inizio di una nuova vita dopo la fine di un’altra fase, compare anche in questo suo Concetto spaziale degli anni Sessanta (anche ai gioielli, Fontana aveva dato lo stesso titolo che aveva immaginato per le sue opere più celebri come i tagli e i buchi).

Lucio Fontana, Concetto spaziale (1962-1967; bracciale, oro 18 carati, altezza 8,5 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Lucio Fontana, Concetto spaziale (1962-1967; bracciale, oro 18 carati, altezza 8,5 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

9. Giorgio Facchini, Movimenti cinetici
Giorgio Facchini (Fano, 1947) è forse l’unico artista qui presentato per il quale l’oreficeria è il terreno privilegiato: più che un gioielliere è però uno “scultore del gioiello”, dal momento che le sue creazioni presentano linee fortemente scultoree che traggono ispirazione dalle più aggiornate ricerche della scultura italiana e internazionale. Le sue “sculture da indossare” sono forme in movimento dalle linee forti e taglienti.

Giorgio Facchini, Movimenti cinetici (1969; bracciale in oro bianco, 18 carati, oro rosso, argento, rubini, pezzo unico; Collezione dell'artista, ph. credit Michele Sereni)
Giorgio Facchini, Movimenti cinetici (1969; bracciale in oro bianco, 18 carati, oro rosso, argento, rubini, pezzo unico; Collezione dell’artista, ph. credit Michele Sereni)

10. Umberto Mastroianni, Meteora
Anche Umberto Mastroianni (Fontana Liri, 1910 - Marino, 1998) trasportò nell’ambito della gioelleria le intuizioni che sviluppò nel campo della scultura. Questa Meteora, un pendente, è una delle sue creazioni più apprezzate e fa parte della fase “astrale” della sua produzione: a partire dagli anni Settanta Mastroianni cominciò infatti a ispirarsi agli elementi del cosmo.

Umberto Mastroianni, Meteora (1970; collana, oro giallo, oro bianco, eseguita da Diderico Gherardi, diametro pendente 10 cm, diametro torque 12,8 cm, pezzo unico; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Umberto Mastroianni, Meteora (1970; collana, oro giallo, oro bianco, eseguita da Diderico Gherardi, diametro pendente 10 cm, diametro torque 12,8 cm, pezzo unico; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

11. Man Ray, Optic Topic
Man Ray (Filadelfia, 1890 - Parigi, 1976) sviluppò il suo Optic Topic nel 1972 assieme al gioielliere italiano Gian Carlo Montebello: l’opera nasceva come un paio di occhiali da sole che invece di avere le lenti avevano una superficie bucherellata, poi l’artista decise di trasformare il tutto in una maschera. “Questa maschera”, aveva scritto nel 1975 in una lettera a Montebello, “non dev’essere usata per alcuna funzione pratica, ma dev’essere semplicemente indossata o tenuta in mano. Il titolo? Optic topic”. Curiosamente, il titolo (che in italiano suonerebbe come “argomento di ottica”) è composto da due parole che sono l’una l’anagramma dell’altra.

Man Ray, Optic Topic (1972; argento dorato, 18 x 9,7 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Man Ray, Optic Topic (1972; argento dorato, 18 x 9,7 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

12. Pablo Picasso, Visage de faune
Il Visage de faune compare in diverse opere di Pablo Picasso (Malaga, 1881 - Mougins, 1973), soprattutto in ceramica, ma qui è protagonista di un medaglione in oro. La prima realizzazione avente per tema il volto di fauno risale al 1955 e ci comunica tutto l’interesse per la mitologia che ricorre in gran parte della produzione del grande pittore e scultore cubista.

Pablo Picasso, Visage de faune (1973; medaglione, oro 23 carati, 5,5 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)
Pablo Picasso, Visage de faune (1973; medaglione, oro 23 carati, 5,5 cm; Londra, Didier and Martine Haspeslagh, Didier Ltd)

13. Niki de Saint Phalle, Assemblage necklace
Questa collana di Niki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine, 1930 - San Diego, 2002) è stata prodotta in varie edizioni dal 1974 al 2015. È un assemblaggio tipico dell’artista francese, che ripropone sotto forma di gioiello uno dei coloratissimi personaggi che affollano il suo immaginario.

Niki de Saint Phalle, Assemblage necklace (1974/2015; oro giallo 18 carati, 13 x 8 cm; Londra, Louisa Guinness Gallery)
Niki de Saint Phalle, Assemblage necklace (1974/2015; oro giallo 18 carati, 13 x 8 cm; Londra, Louisa Guinness Gallery)


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1. Jessica Consalvi in data 26/06/2019, 17:47:27

L'apostrofo!!!
26 giugno 2016
Vorrei sapere se, per indicare il Novecento (XX secolo), si debba scrivere '900, con l'apostrofo, o sia ammessa anche la forma 900.

TRECCANI
Con l'apostrofo, sempre: se scriviamo 900 senza apostrofo, si intenderà l'anno solare che va dal 1° gennaio dell'anno 900 fino al 31 dicembre dello stesso anno.







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