Finestre sull'Arte - Diciassettesima puntata (speciale)

Federico Barocci

Federico Barocci


L'incanto del colore



Puntata 17 - 30 novembre 2009
Durata: 29'09"



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Finestre sull'Arte dedica una puntata speciale, la diciassettesima, alla mostra "Federico Barocci: L'incanto del colore. Una lezione per due secoli" che si tiene a Siena, presso il complesso di Santa Maria della Scala, fino al 10 gennaio. In questo speciale la grande protagonista è l'arte di uno dei pittori più importanti e più influenti del Cinquecento, Federico Barocci. Urbinate, ispirandosi al suo concittadino Raffaello propose una pittura molto accurata, elaborata e raffinata, misticheggiante, fondata sull'uso di colori brillanti e spesso cangianti, precorritrice dell'arte barocca. Con un percorso che attraversa tutti i grandi capolavori presenti in mostra, Ilaria e Federico ci conducono alla scoperta dell'arte di questo grandissimo pittore.

Immagine: Annunciazione (particolare), 1596 circa; olio su tela, 478 x 249 cm; Santa Maria degli Angeli (Assisi), Basilica di Santa Maria degli Angeli (opera presente in mostra)



Approfondimenti

Federico Barocci (Urbino, 1535 - 1612)

Biografia


1535 Nasce probabilmente quest'anno a Urbino da una famiglia di origini lombarde. Il padre Ambrogio svolge il mestiere di scultore.
Anni '40 È allievo di Battista Franco a Urbino.
1549 Passa alla bottega di Bartolomeo Genga, zio di Federico.
1553 Insieme allo zio è a Roma dove si trattiene per circa due anni. Nella capitale dello Stato Pontificio viene notato e lodato da Michelangelo.
1555 Torna a Urbino. Nello stesso anno esegue la sua prima opera nota, l'Estasi di Santa Cecilia.
1557 Dipinge il Martirio di san Sebastiano.
1559 Compie probabilmente un soggiorno a Parma e a Venezia.
1561 Nuovo trasferimento a Roma dove è incaricato di partecipare agli affreschi del Casino di Pio IV.
1563 Federico lascia Roma e torna Urbino: la partenza non è felice in quanto si ammala (e la malattia segnerà in modo profondo la sua vita soprattutto dal punto di vista psicologico) e c'è il sospetto che l'artista sia stato avvelenato da colleghi invidiosi. A partire da questa data non lascerà più la città natale.
1565 In seguito a un periodo di due anni di inattività, Federico dipinge la Madonna di san Giovanni conservata presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino.
1567 Il Nobile Collegio della Mercanzia di Perugia gli commissiona la Deposizione: l'opera sarà consegnata due anni più tardi ed è uno dei più grandi capolavori di Federico.
1572 Esegue il ritratto del futuro duca di Urbino Guidobaldo II Della Rovere, che sarebbe diventato suo grande mecenate a partire dal 1574, anno in cui diventerà duca.
1575 Dipinge la Madonna del gatto della National Gallery di Londra.
1579 La Confraternita del Santissimo Sacramento e Croce di Senigallia gli commissiona la Sepoltura di Cristo che l'artista, con la sua consueta lentezza, terminerà nel 1582.
1583 Per i padri oratoriani della Vallicella di Roma esegue la Visitazione, una delle sue opere più note. Nello stesso anno dipinge per la chiesa di San Vitale di Ravenna il Martirio di san Vitale.
1586 Per l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo esegue la Fuga di Enea da Troia, oggi perduta (il dipinto conservato alla Galleria Borghese di Roma è una versione successiva che risale al 1598).
1590 Inizia a lavorare all'Ultima cena per la Cattedrale di Urbino, che sarà completata dopo nove anni.
1592 A quest'anno risalgono i primi contatti di Federico con l'Opera del Duomo di Milano: per la cattedrale meneghina realizzerà il Sant'Ambrogio perdona Teodosio e il Compianto sul Cristo morto, quest'ultimo incompiuto e attualmente parte delle collezioni comunali di Bologna.
1595 Il senatore genovese Matteo Senarega (futuro doge) lo incarica di eseguire la Crocifissione per la propria cappella nel Duomo di San Lorenzo della città ligure: l'opera viene consegnata nel 1597.
1596 Dipinge l'Annunciazione di Santa Maria degli Angeli.
1598 Papa Clemente VIII visita Urbino e probabilmente gli commissiona l'Istituzione dell'Eucarestia per la cappella di famiglia nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. L'opera sarà iniziata nel 1603 verrà consegnata nel 1611.
1604 Inizia a lavorare all'Assunzione, capolavoro rimasto incompiuto.
1612 Realizza l'Ecce Homo che lascia incompiuto a causa della scomparsa avvenuta il 30 settembre: l'opera sarà terminata dall'allievo Ventura Mazza.
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Relazioni


Allievo di: Francesco Menzocchi - Battista Franco - Bartolomeo Genga
Guardò a: Girolamo Genga - Tiziano - Michelangelo - Raffaello - Taddeo Zuccari - Correggio
Maestro di: Ventura Mazza - Antonio Viviani detto il sordo di Urbino - Alessandro Vitali - Antonio Cimatori
Guardarono a lui: i Carracci - Guido Reni - Domenichino - Bernardo Strozzi - Francesco Vanni - Ventura Salimbeni - Rutilio Manetti - Alessandro Casolani - Claudio Ridolfi - Antoon van Dyck - Pieter Paul Rubens - Cornelis Cort - Simone Cantarini - Andrea Lilli (o Lilio) - Felice Pellegrini - Ferraù Fenzoni - Camillo Procaccini
Principali mecenati e committenti: Giulio Della Rovere - Pio IV papa - Francesco Maria II Della Rovere - Matteo Senarega - Clemente VIII papa

"La nota" - rubrica a cura di Ambra Grieco


Il "Riposo durante la fuga in Egitto", le ciliegie, i simboli - fai clic sul titolo per leggere l'articolo!


Immagini


Opere citate nella trasmissione (facendo clic si apriranno in una pagina nuova):

Deposizione (1567-69; Perugia, Cattedrale di San Lorenzo)
Perdono di Assisi (1574-76; Urbino, San Francesco)
Sepoltura di Cristo (1579-82; Senigallia, Chiesa della Croce)
Lamento su Cristo morto (1600-12; Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio)
Ultima cena (1590-99; Urbino, Cattedrale)
Visitazione (1583-86; Roma, Santa Maria in Vallicella nota anche come Chiesa Nuova)
Annunciazione (1596 ca.; Assisi, Basilica di Santa Maria degli Angeli)
Madonna del Popolo (1575-79; Firenze, Uffizi)
Ecce Homo - terminata da Ventura Mazza (1612; Milano, Pinacoteca di Brera)
Stimmate di san Francesco (1594-95; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche)
Assunzione (1604-05; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche)
Beata Michelina Metelli (1590-1600; Roma, Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana)
Fuga di Enea da Troia (1598; Roma, Galleria Borghese)
Ritratto di Francesco Maria II Della Rovere (1572; Firenze, Uffizi)
Autoritratto (1596-1600; Firenze, Uffizi)
Madonna del gatto (1595 ca.; Londra, National Gallery)
Madonna delle ciliegie (1570-73; Roma, Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana)


Altre immagini:

Web Gallery of Arts.


Libri da leggere


- Alessandra Giannotti, Claudio Pizzorusso (a cura di) Federico Barocci: L'incanto del colore. Una lezione per due secoli, catalogo della mostra, Silvana Editoriale, 2009.


Mostre e musei da visitare


- Mostra: Federico Barocci: L'incanto del colore. Una lezione per due secoli, Siena, Santa Maria della Scala, fino al 10 gennaio 2010.
- Urbino, San Francesco
- Urbino, Basilica Metropolitana di Santa Maria Assunta
- Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
- Senigallia (AN), Chiesa della Confraternita del Santissimo Sacramento
- Firenze, Galleria degli Uffizi
- Perugia, San Lorenzo
- Roma, Galleria Borghese
- Città del Vaticano, Musei Vaticani
- Santa Maria degli Angeli (PG), Basilica
- Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio
- Milano, Pinacoteca di Brera
- Parigi, Louvre
- Londa, National Gallery
- Madrid, Prado





I libri e i musei indicati nella pagina non vogliono fornire un panorama esaustivo sull'artista ma sono indicativi per poter approfondire i contenuti della trasmissione.




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