Le 10 più interessanti scoperte archeologiche del 2021


Quali sono state le 10 più interessanti e discusse scoperte archeologiche del 2021? Ecco qui la nostra selezione.

Anche il 2021 è stato un anno di scoperte archeologiche, in tutto il mondo. Quali sono state le più interessanti, le più importanti, le più discusse, le più emozionanti? Ne abbiamo selezionate dieci: ecco quali sono. In rigoroso ordine cronologico.

1. Gennaio. Il cinghiale dipinto in una grotta dell’Indonesia

Si comincia l’anno dall’arte rupestre con una scoperta che arriva dall’Indonesia, dove già alla fine del 2019 erano state rinvenute alcune scene di caccia considerate le più antiche al mondo nel loro genere, databili a circa 44.000 anni fa. A Sulawesi sono stati ritrovati due animali dipinti della specie cinghiale di Celebes (Sus celebensis) uno dei quali è stato datato a 45.500 anni fa. Il suino è stato rinvenuto nella grotta di Leang Tedongnge (una caverna situata in un’area impervia di Sulawesi, raggiungibile soltanto nella stagione secca e dopo una lunga camminata tra le montagne, nel mezzo della foresta pluviale): realizzato con pigmento ocra, si trova in uno stato di conservazione discreto. Leggi qui la storia completa.

L’opera d’arte rupestre della caverna di Leang Tedongnge. Ph. Maxime Aubert
L’opera d’arte rupestre della caverna di Leang Tedongnge. Foto di Maxime Aubert

2. Gennaio. Una nave romana piena di anfore nei mari della Grecia

Tra settembre e ottobre 2020 (ma la notizia è stata diffusa dal Ministero della Cultura della Grecia solo il 19 gennaio del 2021) un team di archeologi dell’Eforato delle Antichità Marine (un omologo della nostra Soprintendenza del Patrimonio Subacqueo) ha rinvenuto, nel mare attorno all’isola di Caso (nell’Egeo meridionale, tra Creta e Rodi) un relitto di epoca romana carico di anfore. La scoperta è emersa nell’ambito di una campagna che si è concentrata proprio attorno all’isola di Caso (Kasos in greco) e ha portato alla scoperta di altri tre relitti in tutto, di epoche diverse, il più antico dei quali risale al V secolo a.C.: si tratta di altre navi che trasportavano anfore, ma quella più interessante è la nave romana del II-III secolo. Leggi qui la storia completa.

Subacquei mentre portano in superficie un'anfora
Subacquei mentre portano in superficie un’anfora

3. Febbraio. Due ricche domus romane a Nîmes, Francia

In Francia, l’Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (INRAP, Istituto Nazionale di Ricerche di Archeologia Preventiva) ha fatto un’importante scoperta a Nîmes, in Occitania: nel centro storico della città, nel quartiere che corrisponde al forum dell’antica Nemausus (questo il nome di Nîmes in età romana), a circa cento metri dalla Maison carrée (simbolo dell’antica città), sono state rinvenute due ricche domus di età imperiale. In una è stato ritrovato anche un prezioso pavimento in opus sectile. Leggi qui la storia completa.

Il pavimento in opus sectile. Foto di Charlotte Gleize / INRAP
Il pavimento in opus sectile. Foto di Charlotte Gleize / INRAP

4. Marzo. La testa di statua stele in Lunigiana

Uno straordinario ritrovamento archeologico in provincia di Massa e Carrara. A Pontremoli, nei pressi del monte Galletto è stata infatti ritrovata una testa di statua stele in ottimo stato di conservazione. A scoprirla un cittadino di Carrara di origini pontremolesi, Paolo Pigorini, che aveva notato una roccia dalla forma bizzarra, lasciata da un contadino ai margini di un orto insieme a un mucchio di pietre risultati dalla preparazione di un terreno per l’aratura. Pigorini avrebbe raccolto la pietra e, riconosciuto che si trattava della testa di una statua stele, l’ha consegnata al direttore del Museo delle Statue Stele di Pontremoli, Angelo Ghiretti, che ha riconosciuto l’opera come un autentico reperto risalente all’età del rame, e ha avvisato la funzionaria della soprintendenza, Marta Colombo, e il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini. Leggi qui la storia completa.

La statua stele del Monte Galletto
La statua stele del Monte Galletto

5. Marzo. Il monastero cristiano più antico dell’Egitto

Una missione archeologica franco-norvegese, guidata dall’Institut français d’archéologie orientale, ha rivelato, nel fine settimana, di aver scoperto il più antico monastero cristiano noto in Egitto. Il sito è stato trovato nell’oasi di Bahariya, nel mezzo del deserto, a una distanza di circa 370 km dalla capitale Il Cairo. “La missione franco-norvegese”, ha spiegato il Ministero delle Antichità dell’Egitto in un comunicato diffuso sabato, “ha scoperto, durante la sua terza campagna di scavo nel sito di Tal Ganoub Qasr-al Agouz nell’oasi di Bahariya, molti edifici costruiti in basalto, altri scavati nella roccia e altri fatti di mattoni di argilla”. Leggi qui la storia completa.

Il monastero. Foto del Ministero delle Antichità dell’Egitto
Il monastero. Foto del Ministero delle Antichità dell’Egitto

6. Aprile. La necropoli del III-IV secolo d.C. di L’Île-Rousse, in Corsica

Una necropoli di età romana, del III-IV secolo dopo Cristo, è stata scoperta in Corsica, nei pressi della cittadina di L’Île-Rousse, nel nord dell’isola. La necropoli è emersa da uno scavo di archeologia preventiva realizzato in previsione di alcuni progetti immobiliari nel centro del borgo. La scoperta è importante perché prima di questo ritrovamento non si registravano scoperte significative in quest’area della Corsica: i ritrovamenti nei pressi di L’Île-Rousse erano rari e frammentari, e di conseguenza questa necropoli di dimensioni ragguardevoli per il contesto potrebbe far pensare che ci fossero insediamenti rilevanti nell’area. Leggi qui la storia completa.

La necropoli di L’Île-Rousse
La necropoli di L’Île-Rousse

7. Giugno. Un edificio monumentale all’agorà di Segesta, in Sicilia

Nel corso dell’attività di scavo nel Parco Archeologico di Segesta, la Scuola Normale Superiore di Pisa ha rinvenuto un edificio monumentale nell’area del portico che chiudeva l’antica agorà. Al termine dei lavori di scavo, diretti da Anna Magnetto, Maria Cecilia Parra (docente di Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia antica, Università di Pisa) e coordinati sul campo da Riccardo Olivito (ricercatore IMT di Lucca), sotto la supervisione della Direttrice del Parco Archeologico di Segesta, Rossella Giglio, sono stati evidenziati rilevanti risultati, testimonianze dell’importanza che rivestiva la munificenza nella società greco-romana tra II e I secolo a.C. Presente anche Carmine Ampolo, Professore Emerito della Scuola Normale, per lo studio del materiale epigrafico e degli aspetti storici.Leggi qui la storia completa.

Veduta di Segesta. Foto di Davide Mauro
Veduta di Segesta. Foto di Davide Mauro

8. Luglio. Una città di 4.000 anni fa in Iraq, forse la capitale di un antico regno

In Iraq, un’équipe di archeologi russi dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia di Scienze ha scoperto una città di quattromila anni fa, che potrebbe essere l’antica capitale di un regno formatosi a seguito degli sconvolgimenti politici che segnarono la fine del periodo paleobabilonese. La città si trova nel Governatorato di Dhi Qar, e in particolare nell’area di Tell al-Duhaila, zona un tempo occupata dai sumeri (è qui che, per esmepio, si trova lo Ziggurat di Ur). “Lo scavo”, ha raccontato l’archeologo Alexei Jankowski-Diakonoff (capo della missione), “è iniziato nell’aprile del 2021 e ha rappresentato il primo ciclo completo di ricerche archeologiche sul campo nella Mesopotamia meridionale”. Leggi qui la storia completa.

Un'immagine dello scavo
Un’immagine dello scavo

9. Agosto. Un tratto del Vallo di Adriano a Newcastle, Inghilterra

In Inghilterra, alla periferia di Newcastle, nel nord del paese, sono stati scoperti ulteriori resti del Vallo di Adriano, la grande fortificazione, patrimonio dell’Unesco, costruita nel I secolo d.C., che segnava il confine tra la provincia romana della Britannia e la Caledonia, ovvero il territorio, corrispondente per gran parte all’odierna Scozia, abitato dai caledoni. La scoperta è stata annunciata dalla società Northumbrian Water, che gestisce la rete idrica di Newcastle: il rinvenimento infatti è stato effettuato in un’area molto frequentata e trafficata della città durante alcuni lavori di manutenzione. Leggi qui la storia completa.

Il tratto del Vallo di Adriano a Newcastle
Il tratto del Vallo di Adriano a Newcastle

10. Agosto. L’allineamento di 13 menhir in Svizzera

Un’équipe di archeologi al lavoro per l’Ufficio Archeologico del Canton Vallese (Svizzera) ha scoperto, nel corso di uno scavo preventivo per una costruzione nel comune di Saint-Léonard, in località Les Fougains, un allineamento di 13 menhir di medie dimensioni (sono alti poco più di un metro), che potrebbero risalire all’età del Bronzo oppure al Neolitico (al momento sono in corso le datazioni al carbonio-14 per avere informazioni più precise). I menhir sono grandi pietre che venivano issate in verticale dalle popolazioni antiche che vissero durante il Neolitico: potevano essere eretti singolarmente o in gruppo ed erano utilizzati per scopi religiosi. Leggi qui la storia completa.

I menhir del Canton Vallese
I menhir del Canton Vallese

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