A Henchir Matriya, corrispondente all’antica città romana di Numluli situata nel governatorato di Béja, in Tunisia, un team multidisciplinare italo-tunisino sta conducendo scavi archeologici nell’ambito di una collaborazione tra l’Institut National du Patrimoine e l’Università di Sassari. Le ricerche si concentrano sull’area della piazza pubblica e sulla chiesa bizantina del sito. Nelle ultime settimane i lavori hanno portato alla luce numerosi reperti, tra cui capitelli e colonne romane appartenenti al Tempio Capitolino, statue di divinità romane con tracce di policromia, candelabri e mosaici bizantini. Lo studio dei reperti e delle strutture emerse offre nuovi elementi per comprendere l’evoluzione urbana e religiosa di Numluli durante le epoche romana e bizantina.
La campagna attuale segue la prima missione archeologica tuniso-italiana INP-Uniss, conclusa nel 2022. Già allora erano state aperte aree di scavo nella piazza del foro, di fronte al Capitolium, e in una basilica paleocristiana ai margini occidentali dell’abitato, con importanti risultati. Le ricerche recenti, svolte nello scorso mese di settembre, hanno permesso di approfondire questi studi, includendo anche l’analisi delle iscrizioni della città romana, che rappresenta un filone di ricerca complementare e rilevante per comprendere la storia urbana e religiosa di Numluli.
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| Scavi a Henchir Matriya: in Tunisia rinvenuti mosaici, colonne e statue romane e bizantine |
L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia
Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.Per inviare il commento devi
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