Siria, liberata dopo 12 anni Ebla. Matthiae: “Si garantiscano i fondi necessari alla missione italiana”


Liberato dopo dodici anni il parco archeologico di Ebla, in Siria. Devastato dall’occupazione delle truppe, ora l’archeologo Paolo Matthiae che scoprì l’antica città lancia un appello alla Sapienza di Roma e al Ministero degli Affari Esteri. 

Il parco archeologico di Ebla, l’antica città scoperta nel 1964 da Paolo Matthiae, è stata liberata dal governo di Damasco dopo dodici anni di occupazione delle milizie irregolari: le trincee erano state scavate tra le rovine dei templi, casematte allestite all’interno delle mura millenarie. Devastati da anni di occupazione delle truppe irregolari di al-Qaeda, ora i resti potranno essere messi in sicurezza e restaurati per poi avviare nuove ricerche archeologiche. Lo ha annunciato all’ANSA l’archeologo, direttore emerito del progetto di ricerca, che questa sera riceverà a Naxos un premio per la comunicazione dell’antico, un progetto del Parco Naxos in collaborazione con Naxoslegge.

Ha dichiarato che, per la prima volta dal 2010, alcuni esponenti della missione italiana torneranno nel sito, che si trova a cinquanta chilometri da Aleppo, a Tell Mardikh, per avviare un programma di interventi al fine di metterlo in sicurezza e per poter riprendere le indagini dove erano state interrotte.

"I danni quantificati dalla direzione generale delle antichità di Damasco sono enormi, per il ripristino dei cantieri serviranno almeno tre anni e fondi adeguati", afferma Matthiae. L’archeologo lancia ora appello alla Sapienza di Roma e al Ministero degli Affari Esteri perché garantiscano tutti gli stanziamenti necessari alla missione.

Paolo Matthiae spiega all’ANSA che la devastazione a Ebla è cominciata nel 2014, quando i miliziani di al-Qaeda si sono impadroniti del parco devastandolo con tunnel, trincee e casermette “che hanno sconvolto il terreno archeologico, soprattutto nella Città Bassa del grande centro urbano antico costruito tra il 2500 e il 1600 a.C.” Solo alla fine del 2019 il governo di Damasco ha ripreso gradualmente il controllo sul territorio e da allora i funzionari della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei (DGAM) si sono impegnati a verificare i danni fotografando e documentando anche con i droni l’area.

L’archeologo assicura tuttavia che "il parco non è mai stato bombardato“. È ”un sito archeologico che avrebbe ancora tanto da offrire“, conclude Matthiae, poiché ”ne è stato scavato solo il dieci per cento".

Siria, liberata dopo 12 anni Ebla. Matthiae: “Si garantiscano i fondi necessari alla missione italiana”
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