Uno studio di Van Dyck acquistato nel 2002 per 600 dollari va ora in asta a 2-3 milioni


Nel 2002, un collezionista comprò per 600 dollari un quadro apparentemente anonimo, ritrovato in un fienile. Si scoprì poi che era un importante studio giovanile di Anton van Dyck. E ora va in asta da Sotheby’s con stima di 2-3 milioni di dollari.

Va in asta da Sotheby’s un bozzetto di Anton van Dyck (Anversa,1599 – Londra, 1641) che fu acquistato per soli 600 dollari da un collezionista americano, Albert B. Roberts, che lo aveva trovato in un’asta nel 2002, dove era stato venduto dopo essere stato scoperto in un fienile nella cittadina di Kinderhook, nello Stato di New York. Roberts pensava che si trattasse di un’opera del Secolo d’Oro olandese, ma lo sottopose alla comunità degli studiosi solo diverso tempo dopo l’acquisto: così, nel 2019, la storica dell’arte Susan Barnes l’ha riconosciuta come uno schizzo a olio di Van Dyck, definendola una “scoperta impressionante e importante che ci aiuta a capire di più sul metodo dell’artista da giovane” e pubblicando la scoperta nel 2021 sul Burlington Magazine.

Roberts è scomparso nel 2021 all’età di 89 anni e non potrà pertanto godersi i frutti della vendita. L’opera, uno studio per una figura di san Girolamo, sarà venduta il 6 gennaio da Sotheby’s, con stima 2-3 milioni di dollari. Non male se si pensa che l’attuale record in asta per Van Dyck è di 13,5 milioni di dollari, fatto segnare nel 2009 per un autoritratto. Nel catalogo dell’asta si legge che “questo interessante studio della figura di un uomo anziano rappresenta un’importante scoperta del primo periodo di Anton van Dyck, un artista secondo solo a Pieter Paul Rubens nella gerarchia dei maestri fiamminghi del XVII secolo”. L’opera servì da studio per il San Girolamo conservato al Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam, datato dagli studiosi intorno al 1618-1620. La connessione tra il dipinto di Rotterdam e il bozzetto che va in asta è “inconfondibile”, secondo Sotheby’s: “gran parte della muscolatura è resa in modo uniforme e il braccio destro dell’uomo è posizionato in modo quasi identico”. Il fatto che l’uomo nel bozzetto sia rivolto leggermente più a sinistra, tuttavia, chiarisce che “Van Dyck ha eseguito quest’opera non come modello per un dipinto, ma piuttosto per comprendere l’anatomia umana e renderla in modo convincente nello spazio”. Come ha scritto Susan Barnes, che per prima ha riconosciuto questo lotto come opera di Van Dyck, “... il dipinto è sorprendentemente ben conservato e i delicati mezzitoni delle braccia e delle gambe sono intatti”.

Van Dyck ha utilizzato questo modello maschile in più di un’occasione; realizzò anche un doppio studio della testa di questa figura, che servì da base per diversi dettagli in altri dipinti storici, tra cui la notevole Crocifissione di san Pietro nei Musei Reali di Belle Arti di Bruxelles, per la figura di san Pietro. Sebbene la muscolatura asciutta dell’uomo raffigurato in quest’opera sia basata su un modello dal vivo, il tipo di corpo ha le sue radici sia nell’antichità che nell’opera di Rubens, con cui il giovane Van Dyck lavorò a stretto contatto in quegli anni. La posa deriva dal cosiddetto Pescatore Borghese, marmo nero antico ora al Louvre. Al tempo di Rubens e Van Dyck, si pensava che la statua rappresentasse l’antico filosofo Seneca, mostrato morente per le coltellate autoinflitte e in piedi in una bacinella del proprio sangue. In realtà, la statua è una copia romana da un originale ellenistico, che non aveva gambe sotto la metà del polpaccio quando fu scoperta nel XVI secolo e rappresenta probabilmente un pescatore in piedi su una spiaggia. Ad ogni modo, il marmo affascinò Rubens: realizzò diversi disegni successivi e la sua Morte di Seneca è in gran parte basata sui suoi studi dopo questa figura antica. Il San Girolamo di Van Dyck rappresenta la naturale evoluzione dei suoi studi sul modello dal vivo. Quanto alla datazione del bozzetto, Susan Barnes suggerisce una data di esecuzione intorno al 1618.

Un’asta che, insomma, promette di essere interessante.

Anton van Dyck, Studio per san Girolamo (1618 circa; olio su tela applicata a tavola, 95 x 58,5 cm)
Anton van Dyck, Studio per san Girolamo (1618 circa; olio su tela applicata a tavola, 95 x 58,5 cm)

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