Il V&A di Londra sostiene di aver trovato l'impronta digitale di Michelangelo su una scultura


Il Victoria and Albert Museum di Londra sostiene di aver individuato l’impronta digitale di Michelangelo sulla superficie di una scultura in cera che gli viene attribuita. 

Secondo il Victoria & Albert Museum di Londra, una piccola scultura in cera della collezione del museo londinese, generalmente ritenuta un modello per lo Schiavo giovane di Michelangelo Buonarroti destinato alla tomba di Giulio II (e attribuita dunque al grande artista toscano), potrebbe recare i segni della presenza fisica del genio: è stata infatti individuata sulla superficie del modello in cera un’impronta digitale che, stando a ciò che riferisce il museo, potrebbe essere di Michelangelo.

La rivelazione è stata fatta in una puntata del programma Secrets of the Museum della BBC. La scoperta, si apprende dalla trasmissione, risale alla primavera scorsa, quando i conservatori del museo hanno spostato l’opera per sistemarla in deposito durante il lockdown: la cera è infatti un materiale molto sensibile ai cambi di temperatura e di umidità. Finito il confinamento, la scultura è tornata in esposizione, e durante questo spostamento i curatori del V&A si sono accorti della presenza di un’impronta digitale sulle natiche della scultura, divenuta visibile probabilmente per via delle alterazioni subite dalla superficie dell’opera a causa delle variazioni di temperatura e umidità.

“È entusiasmante sapere che una delle impronte digitali di Michelangelo possa essere sopravvissuta nella cera. Tali segni suggerirebbero la presenza fisica del processo creativo di un artista. È dove la mente e la mano in qualche modo si uniscono... ha distrutto lui stesso un sacco di modelli in cera. E un’impronta digitale sarebbe una connessione diretta con l’artista”.

Naturalmente ci sono molti ostacoli prima di poter affermare che quell’impronta è davvero di Michelangelo: intanto, il modello in cera è solo attribuito all’artista e non c’è certezza che sia opera sua. E poi non è possibile avere un riscontro sull’impronta digitale, che potrebbe pertanto essere di qualcun altro. Insomma: la scoperta non toglie e non aggiunge alcunché alla scultura.

Nella foto: l’opera attribuita a Michelangelo

Il V&A di Londra sostiene di aver trovato l'impronta digitale di Michelangelo su una scultura
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