Il debutto dell'Oman alla Biennale di Venezia. In mostra opere di tre generazioni di artisti


Il Sultanato dell’Oman debutta con il suo primo Padiglione alla 59^ Esposizione Internazionale d’Arte. In mostra l’opera di tre generazioni di artisti omaniti il cui lavoro abbraccia cinque decenni dell’arte visiva moderna e contemporanea dell’Oman.

Il Sultanato dell’Omam debutta alla 59^ Esposizione Internazionale d’Arte e per la prima volta partecipa con un proprio Padiglione. Anwar Sonya, Hassan Meer, Budoor Al Riyami, Radhika Khimji, Raiya Al Rawahi sono i cinque artisti che, nella sezione omanita curata da Aisha Stoby, portano all’importante appuntamento di Venezia la storia culturale del loro paese.

La partecipazione, realizzata sotto il patrocinio di Sua Altezza Reale Sayyid Theyazin bin Haitham Al Said, Ministro della Cultura, dello Sport e della Gioventù, si realizza con una mostra intitolata Destined Imaginaries che riunisce l’opera di tre generazioni di artisti omaniti il cui lavoro abbraccia cinque decenni dell’arte visiva moderna e contemporanea dell’Oman. Esplorando il dialogo dinamico e intergenerazionale del movimento artistico in Oman degli ultimi cinquant’anni, la mostra multimediale metterà in luce l’ampiezza della storia culturale dell’Oman e l’unicità delle sue tradizioni nell’ambito delle arti visive su scala internazionale, mirando a portare la cultura omanita sulla scena mondiale e locale. Gli artisti invitati rappresentano un filo ininterrotto dell’influenza sull’arte omanita in un arco di tempo compreso tra gli ultimi cinquanta anni fino ai giorni nostri.

Gli artisti

Anwar Sonya, pioniere dell’arte moderna omanita dagli anni Settanta, co-fondatore dello Youth Studio, un’importante istituzione didattica. Principalmente ispirato al patrimonio omanita, l’artista ritrae i paesaggi omaniti, le donne beduine e una vasta gamma di soggetti spirituali supportato dalla sua visione contemporanea. Anwar Sonya è stato insignito di numerosi premi nel Sultanato dell’Oman, incluso il premio del Gulf Co-operation Council (GCC) ottenuto quest’anno per il contributo locale alla creatività;

Hassan Meer, artista e fondatore del movimento artistico sperimentale The Circle Group, le cui mostre a partire dalla fine degli anni Novanta hanno ricevuto attenzione a livello internazionale e ispirato un’intera generazione di artisti. L’edizione inaugurale, insieme a quelle successive di Circle, hanno mirato a promuovere le metodologie artistiche sperimentali in Oman. The Circle Group si è conquistato ampio seguito oltre i confini di Mascate, e oggi comprende artisti e collaboratori dislocati in varie zone del Golfo, Pakistan, Libano, Sudafrica, Austria, Giappone, Marocco e Germania. Famoso per le sue opere multimediali realizzate su vasta scala e presentate sia localmente che a livello internazionale, Meer si avvale spesso di video installazioni e fotografie sceniche incentrate su narrazioni locali ambientate all’interno della cornice storica omanita, con uno speciale interesse per la storia culturale e la spiritualità. Dal 2000 vanta numerose mostre monografiche e la partecipazione a mostre collettive tenutesi presso le seguenti istituzioni: Kunstmuseum di Bonn; Institut du Monde Arabe di Parigi; Mori Museum di Tokyo; Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, Danimarca;

Budoor Al Riyami, allieva di Sonya e coetanea di Hassan Meer, insignita nel 2008 del Grand Prize in occasione della 13. Biennale d’Arte dell’Asia con un’opera innovativa: una video installazione intitolata The Peak of Burning, una delle pochissime opere in mostra a essersi avvalsa delle tecnologie moderne. Il suo lavoro gravita attualmente attorno alla fotografia e alle video installazioni;

Radhika Khimji, artista di fama internazionale che si interessa di tessuti, costruzione e racconti personali, che ha fatto parte del Circle Group. La commistione di media nell’opera della Khimji è stata in mostra sulla scena internazionale: l’artista ha partecipato ad alcune importanti mostre tenutesi all’estero, inclusa la Biennale di Marrakesh del 2015 in Marocco, e la Ghetto Biennale a Port Au Prince, Haiti. Tra le mostre monografiche, si ricordano Shift alla Galerie Krinzinger, Vienna, On the Cusp alla Stal Gallery, Mascate (Oman), Artefacts from Below, Project 88, Mumbai (India), Found Gesture al Katara Art Center, Doha (Qatar) ed Experimenter (India);

Raiya Al Rawahi, curatrice e artista di punta della giovane generazione. Influenzata da una moltitudine di fonti che spaziavano dalla filosofia alla medicina, la sua installazione sonora del 2015 le valse il primo premio in occasione dell’inaugurazione del Stal Gallery Young Emerging Artist Prize. L’opera di Raiya Rawahi consiste soprattutto nel documentare e ricollocare gli oggetti della quotidianità con l’accompagnamento di colonne sonore istintive. Il suo interesse è particolarmente focalizzato sulle disparità con le quali conviviamo, le tensioni e le serene armonie della nostra esistenza quotidiana. Rawahi è scomparsa tragicamente nel 2018 a solo 30 anni. Questa importante partecipazione alla Biennale di Venezia renderà omaggio ad alcune delle sue ultime opere.

In occasione della partecipazione del Sultanato dell’Oman alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, il Ministero della Cultura, dello Sport e della Gioventù di Mascate lancerà un programma didattico, formativo e di sviluppo delle competenze rivolto alla comunità omanita locale, incluso il Programma di Borse di Studio a Venezia destinato a giovani omaniti dai diciotto anni in su, una serie di conferenze ed eventi su scala nazionale unitamente a pubblicazioni intese a documentare la storia dell’arte visiva omanita. Al termine della Biennale Arte 2022, la mostra e gli artisti selezionati parteciperanno a un tour in Oman inteso a sostenere le comunità locali, al fine di suscitare il loro interesse e coinvolgimento nei confronti dell’arte visiva e a promuovere la creatività locale sostenendone lo sviluppo futuro.

Le dichiarazioni

“La 59. Esposizione Internazionale d’Arte della La Biennale di Venezia", afferma Sayyid Theyazin bin Haitham Al Said, Ministro della Cultura, dello Sport e della Gioventù, "rappresenta una piattaforma globale unica nel suo genere, che consentirà all’Oman di presentare i propri artisti visivi contemporanei e di avviare un dialogo mondiale con gli altri padiglioni attraverso una vetrina dell’eccellenza omanita. Questa partecipazione epocale dimostra l’importanza che il Ministero della Cultura, dello Sport e della Gioventù attribuisce alle arti visive. Fin dal principio, questa iniziativa ha beneficiato del sostegno di Sua Maestà il Sultano Haithum Al Said e della sua sapiente leadership.”

“Siamo onorati di avere l’opportunità di presentare per la prima volta tutti coloro che saranno presenti a Venezia", afferma Sayyid Saeed, Commissario, Ministro della Cultura, dello Sport e della Gioventù, " i nostri artisti e la storia della nostra creatività. Siamo orgogliosi delle tre generazioni di artisti omaniti la cui opera sarà in mostra, artisti la cui straordinaria prospettiva cattura una ricca istantanea dell’Oman odierno.”

“Ognuno dei cinque artisti scelti per rappresentare l’Oman alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della La Biennale di Venezia", racconta Aisha Stoby, curatrice della sezione omanita " ha dato un significativo contributo alla propria comunità promuovendo il movimento dell’arte contemporanea nell’Oman degli ultimi cinquant’anni, rappresentando anche una fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Riteniamo che la loro partecipazione a Venezia e il tour che seguirà in Oman, grazie alle opportunità che offrirà alle nuove generazioni di esplorare il vasto mondo dell’arte contemporanea a Venezia, avrà un ruolo importante nello sviluppo dell’Oman e del futuro dell’arte contemporanea omanita.”

Il debutto dell'Oman alla Biennale di Venezia. In mostra opere di tre generazioni di artisti
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