Movimenti importanti per uno dei più celebrati artisti contemporanei: Jeff Koons torna infatti a farsi rappresentare dalla galleria Gagosian dopo quattro anni di pausa. Il suo ritorno nella squadra del mercante di Los Angeles segna un momento significativo nel panorama artistico contemporaneo. È stata la stessa galleria di Larry Gagosian ad annunciare ufficialmente il nuovo inizio di una collaborazione che era stata interrotta nel 2021. Questa ripresa rappresenta una sorta di “ritorno a casa” per Koons, l’artista vivente più caro mai venduto all’asta. La rappresentanza con Gagosian, ripartita il 27 agosto 2025 secondo il comunicato ufficiale della galleria, chiude l’avventura durata quattro anni con Pace Gallery.
Il legame tra Jeff Koons e Gagosian ha radici profonde. Nell’arco di oltre vent’anni, la galleria ha dedicato tredici mostre personali all’artista nelle sedi di Beverly Hills, Hong Kong, Londra e New York, esplorando e presentando serie chiave come Celebration (1994–2019), Easyfun–Ethereal (2000–02), Popeye (2002–13), Hybrid (2003–13), Hulk Elvis (2004–), Antiquity (2008–) e Gazing Ball (2012–). Il culmine della collaborazione è stato probabilmente la monumentale installazione Split-Rocker (2000) presentata al Rockefeller Center nel 2014, un’opera gigantesca rivestita con oltre cinquantamila piante fiorite, realizzata in contemporanea alla grande retrospettiva.
Il ritorno avviene in un contesto di mercato in cui l’attenzione verso le opere di Koons resta alta, ma non mancano segnali di prudenza da parte dei collezionisti. Durante la fiera Frieze New York del maggio 2025, riporta la testata statunitense Artnet News, Gagosian ha esposto alcune sculture della serie Hulk Elvis, vendendo almeno un esemplare intitolato Hulk (Tubas), datato 2004–18, per un prezzo stimato intorno ai 3 milioni di dollari. Allo stesso tempo, le vendite complessive all’asta di Koons sono diminute sensibilmente: dai 111 milioni di dollari del 2019 ai 29,8 milioni del 2024. Ad ogni modo, il contesto artistico in cui questa nuova fase si apre vede Koons sempre più al centro di un confronto tra arte storica, cultura di massa e spettacolarizzazione. L’annuncio ufficiale di Gagosian lo descrive come un artista capace di sfidare i confini tra cultura popolare, storia dell’arte e visione contemporanea. Questa sua capacità di combinare riferimenti classici, oggetti quotidiani e sublimazione estetica è confermata anche nella sua vasta produzione: dalla trasposizione sacra dell’antico nelle serie Antiquity e Gazing Ball, alle sculture monumentali in acciaio cromato delle serie Celebration o Balloon Dog. L’efficacia di Koons – e la sua persistenza nel panorama dell’arte – risiede anche nell’uso orchestrato della tecnologia e dell’artigianato. Inoltre, l’artista ha recentemente dichiarato, in una sua intervista al Guardian, la sua riluttanza a far leva su intelligenze artificiali creative: le utilizza solo come strumenti per esplorare variazioni materiali, non come agenti autonomi di creazione: una linea chiara in difesa della manualità e dell’innesco sensoriale umano.
In questa nuova fase con Gagosian, Koons sembra dunque voler riaffermare la propria posizione come icona dell’arte pop-contemporanea. È un ritorno carico di memoria e di aspettative: la collaborazione promette nuove mostre, forse nuovi capitoli nelle serie storiche e, chissà, forse anche la nascita di nuove inedite sfide creative. Gagosian e Jeff Koons tornano dunque a camminare insieme: la scena è pronta per assistere a un nuovo capitolo di uno dei dialoghi più longevi e riusciti dell’arte contemporanea.
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