Il Mart acquisisce l’archivio di Prof. Bad Trip, icona dell’underground italiano


Il Mart di Rovereto accoglie l’archivio di Gianluca Lerici, in arte Prof. Bad Trip: un patrimonio di opere, documenti e materiali che racconta una figura chiave della controcultura italiana e internazionale.

Il Mart di Rovereto arricchisce il proprio patrimonio con l’acquisizione dell’archivio di Gianluca Lerici, meglio noto come Prof. Bad Trip (La Spezia, 1963 – Massa, 2006), artista tra i più riconoscibili e influenti dell’underground italiano e internazionale. L’ingresso dell’archivio all’Archivio del ’900 del museo rappresenta un passaggio di grande rilievo per lo studio e la valorizzazione delle pratiche artistiche legate alla controcultura, poiché restituisce uno spaccato ampio e inedito dell’opera e del processo creativo di una figura centrale nel panorama visivo e musicale degli ultimi decenni del Novecento.

L’archivio, generosamente donato al Mart dalla moglie dell’artista, Jenamarie Filaccio, è già disponibile per la consultazione e comprende una quantità straordinaria di materiali eterogenei. Disegni e collage originali, tavole di fumetti, matrici di volantini illustrati, quaderni di appunti grafici, manifesti, fanzine, rassegna stampa, libri d’artista in esemplare unico, fotografie, matrici per stampe a linoleum, supporti sonori come cd, vinili e audiocassette con grafiche realizzate dallo stesso Lerici, audiovisivi, capi di vestiario dipinti e oggetti di varia natura, da una lampada applique a un prototipo di gioco da tavolo, compongono un fondo che restituisce la complessità di una pratica artistica radicale e interdisciplinare. Accanto all’archivio entra al Mart anche un fondo librario che documenta la vivace attività di Prof. Bad Trip nell’ambito del fumetto e dell’illustrazione, con numerose pubblicazioni rare e difficilmente reperibili.

Gianluca Lerici, nato a La Spezia il 21 maggio 1963 e scomparso prematuramente il 25 novembre 2006, è stato uno dei protagonisti più originali della scena underground italiana. Fumettista, illustratore, collagista, pittore e scultore, ha costruito un immaginario visionario e disturbante, attraversato da ironia e critica sociale, capace di mescolare controcultura punk, cyberpunk, psichedelia e cultura pop. La sua formazione artistica si intreccia fin dagli esordi con la musica e le autoproduzioni editoriali, in un percorso che ha sempre rifiutato i confini disciplinari.

Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta è attivo come dj a Radio Popolare Alternativa e come vocalist degli Holocaust, band hardcore punk legata al circuito del Granducato Hardcore. In quegli anni partecipa alle prime compilation su cassetta della scena punk italiana, entrando in contatto con una rete nazionale e internazionale di musicisti e produttori indipendenti. Parallelamente avvia una prolifica attività di autoproduzione editoriale, pubblicando nel 1980 la fanzine Anarchy, seguita da Archeopteryx e soprattutto da Azione Aliena, progetto collettivo ma fortemente segnato dalla sua impronta visiva. In queste esperienze, collage, fumetti e testi si fondono in un flusso grafico febbrile che diventa la cifra distintiva del suo lavoro.

Il collage, per Lerici, non è soltanto una tecnica ma un vero e proprio gesto politico ed estetico, teorizzato apertamente nel manifesto Riciclart!, pubblicato nel 1988 sul foglio-manifesto Stanza 101. Nel corso degli anni Ottanta collabora con decine di fanzine italiane e internazionali, diventando una figura centrale nei circuiti della mail art, degli underground comix e della microeditoria DIY. La sua cifra visiva, caratterizzata da un horror vacui di figure mutanti, frammenti meccanici, icone pop e simbologie mistiche, si consolida definitivamente tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.

Un ruolo fondamentale in questo processo è svolto dal sodalizio con la rivista Decoder, punto di riferimento della scena cyberpunk italiana. Attraverso Decoder, Lerici diventa l’artista simbolo di un immaginario che mette in corto circuito tecnologia, corpo, allucinazioni, controllo e libertà. Nel 1992 la ShaKe Edizioni pubblica Il Pasto Nudo, adattamento visionario del romanzo di William S. Burroughs, introdotto da Fernanda Pivano. L’opera, divenuta rapidamente un culto, segna uno dei momenti più alti della sua produzione fumettistica e apre la strada a numerosi altri progetti editoriali, tra cui Mondo tecno, Bad Trip Comix, Double Dose, Bad Mutants e Psycho, oltre a collaborazioni con riviste come Frigidaire, Tempi Supplementari, Rumore e Vinile.

Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip
Archivio Gianluca Lerici - Prof. Bad Trip

Nel 2002 Mondadori pubblica l’antologia Almanacco apocalittico, consacrando Prof. Bad Trip presso un pubblico più ampio. Parallelamente, Lerici sviluppa una vastissima produzione di collage a colori, nei quali personaggi, figure mistiche, prodotti e simboli del potere vengono deformati e ibridati in chiave pop e distopica. Negli anni Novanta intensifica anche l’attività pittorica, realizzando grandi tele dai colori acidi e complementari, popolate da insetti giganti, robot, freak e divinità mutate. Diplomato all’Accademia di Scultura di Carrara, affianca alla pittura una produzione scultorea in gesso, terracotta e cartapesta, spesso realizzata insieme alla compagna Jenamarie Filaccio.

Fondamentale è anche il suo lavoro come illustratore editoriale. Lerici firma copertine per Einaudi, Feltrinelli, Castelvecchi, ShaKe, AAA edizioni, Agenzia X, DeriveApprodi e soprattutto Mondadori, per la quale realizza copertine di testi di autori come Guy Debord, Edgar Allan Poe, Niccolò Ammaniti e Cornell Woolrich. Parallelamente costruisce un immaginario visivo potentissimo per la musica underground e rock, realizzando copertine di dischi e bootleg per etichette come Manic Depression Records, Area Pirata e Sonic Studio e collaborando con artisti della scena noise, industrial e hardcore. Tra il 1998 e il 2000 il compositore Fausto Romitelli gli dedica la trilogia musicale Professor Bad Trip, suggellando l’impatto trasversale della sua opera.

Dopo la sua morte, il lavoro di Gianluca Lerici è stato oggetto di mostre e retrospettive in contesti istituzionali di rilievo, tra cui Manifesta 7, il CAMeC della Spezia e lo stesso Mart di Rovereto. La più recente mostra retrospettiva della sua produzione è stata A saucerful of colours. Prof. Bad Trip Gianluca Lerici, che si è tenuta nel 2016 alla Tekè Gallery di Carrara e ha poi avuto tappe a Roma e a Palermo. Oggi Prof. Bad Trip è riconosciuto come una figura chiave dell’arte underground europea, capace di anticipare e incarnare le inquietudini visive, politiche e culturali della contemporaneità. Con l’acquisizione del suo archivio, il Mart non solo preserva un patrimonio unico, ma offre agli studiosi e al pubblico uno strumento fondamentale per comprendere una stagione cruciale della controcultura italiana e il ruolo che l’arte ha avuto nel raccontarne le tensioni, le utopie e le contraddizioni.




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