L’artista marchigiano Patrizio Di Massimo, nato a Jesi nel 1983 ma da tempo residente a Londra, è stato invitato a realizzare un nuovo intervento all’interno delle gallerie della collezione permanente dell’Estorick Collection of Modern Italian Art della capitale londinese. Il progetto, intitolato Between Us, è co-organizzato con il Consolato Generale d’Italia a Londra e sarà visitabile dal 25 febbraio al 12 aprile 2026, inserendosi nel percorso museale come un dialogo diretto tra contemporaneità e modernità italiana.
Between Us riunisce una selezione di dipinti realizzati da Di Massimo tra il 2020 e il 2026, presentati in relazione con opere appartenenti alla collezione dell’Estorick firmate da alcuni tra i principali protagonisti dell’arte moderna italiana, tra cui Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Giorgio de Chirico. La mostra non propone una lettura fondata su influenze lineari o su un’idea di discendenza stilistica, ma accosta lavori di epoche diverse per stimolare uno sguardo capace di cogliere connessioni inattese, contrasti formali e momenti di tensione visiva e concettuale.
L’intervento si inserisce così negli spazi permanenti del museo, creando un confronto serrato tra le ricerche dei maestri del Novecento italiano e la pratica pittorica di un artista contemporaneo che, pur lavorando a Londra, mantiene un legame culturale con l’Italia. L’operazione curatoriale punta a mettere in evidenza non tanto continuità dichiarate, quanto risonanze sottili e divergenze significative, lasciando al visitatore il compito di costruire il proprio percorso interpretativo.
La pittura di Patrizio Di Massimo si caratterizza per un ritorno costante agli stessi personaggi e alle stesse situazioni, attraverso un uso consapevole della ripetizione. Nei suoi dipinti figure ricorrenti, incluso l’artista stesso e la moglie, compaiono più volte, in contesti differenti, permettendo all’artista di esplorare nel tempo temi come l’intimità, il desiderio, il potere e l’identità artistica. Questa reiterazione non è esercizio formale, ma metodo di indagine: ogni nuova tela aggiunge un tassello, modifica una relazione, rilegge un gesto o uno sguardo, contribuendo a costruire un significato stratificato.
Between Us vuole evidenziare proprio questa dimensione processuale del lavoro di Di Massimo. L’artista concepisce la pittura come un campo in cui le idee si sviluppano progressivamente, attraverso il ritorno e la rielaborazione di motivi iconografici e narrativi. Le immagini, spesso modellate sulla sua vita e sulle sue esperienze personali, diventano strumenti per indagare la vulnerabilità e la complessità dei rapporti umani. La dimensione autobiografica non si traduce in racconto diretto, ma in una costruzione simbolica che utilizza il linguaggio figurativo per interrogare emozioni e dinamiche relazionali.
Nei dipinti esposti compaiono familiari e colleghi artisti, tra cui Gray Wielebinski e Tai Shani, figure che entrano a far parte di un repertorio visivo condiviso e continuamente rinnovato. La presenza di queste persone non è episodica, ma contribuisce a definire una rete di relazioni che attraversa le opere e ne costituisce l’ossatura narrativa. Tutti i lavori presentati in Between Us sono esposti per la prima volta in questa occasione.
Tra le opere incluse figurano 28b Erlanger Road (Nicoletta and Diana), realizzata nel 2024 a olio su lino, e Between Us, del 2025, anch’essa olio su lino, concessa dall’artista e dalla galleria Rodolphe Janssen di Bruxelles. Questi dipinti testimoniano la continuità della ricerca portata avanti da di Massimo negli ultimi anni e offrono esempi concreti della sua attenzione per la messa in scena di relazioni e identità.
Dal 25 febbraio al 12 aprile 2026 il pubblico potrà attraversare questo dialogo tra passato e presente, scoprendo come la pittura di Patrizio Di Massimo si inserisca, per affinità e scarti, nel solco di una tradizione che continua a generare nuove domande. In questo spazio condiviso, tra le opere dei maestri del Novecento e le tele contemporanee, prende forma un racconto aperto che invita a riflettere su ciò che accade tra le immagini, ma anche tra le persone: uno spazio, appunto, tra noi.
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