Street artist cancella suo murale per protesta: “Esposto senza consenso in mostra a pagamento”


Lo street artist Gonzalo Borondo ha cancellato volutamente un suo murale in segno di protesta: secondo quanto afferma, era stato staccato senza consenso ed esposto a Torino in una mostra a pagamento. 

Sulla pagina Facebook dello street artist spagnolo Gonzalo Borondo si legge in un post: “Alcuni anni fa diversi murales furono staccati dal loro contesto originale senza il consenso di nessuno degli autori. Inoltre, questi murales rubati sono stati esposti in mostre a pagamento, anche queste senza autorizzazione da parte degli artisti. Qualche settimana fa, ho scoperto che si stavano vendendo online alcune di queste opere, e che sotto ad alcuni lavori non realizzati da me c’era scritto il mio nome. Inizialmente il restauratore d’arte che le ha tolte ha ammesso il saccheggio, scusandosi dicendo che aveva solo l’intenzione di preservare i murales ma di non voler vendere le opere. Ho scoperto inoltre che alcune di queste opere si potevano vedere in un’esposizione a pagamento e queste sono le conseguenze. Queste opere in spazi pubblici non sono state create con l’intento di trasformarle in oggetto di consumo, ma con la volontà di farle dialogare con lo spazio. Senza il loro contesto perdono di senso, la visione dell’artista sparisce dall’opera, e infine tutta l’opera d’arte svanisce. Come si dice: creare per distruggere, distruggere per creare”. 

A fronte di questo, un uomo è entrato nel teatro Colosseo di Torino e ha cancellato, per volontà dello stesso Borondo, un murale dell’artista spagnolo, ricoprendolo di vernice spray bianca. La cancellazione è stata rivendicata da Borondo, ma non si sa l’uomo che ha compiuto il gesto fosse l’artista in persona. Secondo quanto affermato da Borondo, l’opera murale che raffigurava una donna e un uomo seduti a un tavolo era stata staccata senza consenso dal muro su cui era stata realizzata (su una caserma abbandonata a Bologna tra il 2005 e il 2007) ed esposta alla mostra Street Art in Blu 3: una carrellata di opere d’arte compiute dai più noti street artist di tutto il mondo, compreso Banksy. 

“Più che una difesa di quella precisa opera, il gesto è stato una presa di posizione contro la pratica di ’strappare’ le opere dai muri ed esporle senza consenso in mostre a pagamento”, afferma Borondo. 

Street artist cancella suo murale per protesta: “Esposto senza consenso in mostra a pagamento”
Street artist cancella suo murale per protesta: “Esposto senza consenso in mostra a pagamento”


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