Nelle scorse ore il deputato regionale Sebastiano Fabio Venezia ha presentato un’interpellanza parlamentare rivolta al Governo regionale chiedendo un intervento per favorire l’assegnazione ai Musei Regionali di Sicilia dell’Ecce Homo di Antonello da Messina. L’opera, recentemente acquistata dal Ministero della Cultura, era inizialmente inserita nell’asta Sotheby’s del 5 febbraio con una stima compresa tra i 10 e i 15 milioni di dollari, ma è stata ritirata poche ore prima della vendita. Lo Stato italiano l’ha poi acquistata per 14,9 milioni di dollari (circa 12,6 milioni di euro), dal proprietario, un collezionista privato. Sul recto è raffigurato l’Ecce Homo, mentre sul verso compare San Girolamo penitente.
Venezia ha evidenziato come la Sicilia rappresenti la collocazione naturale delle opere di Antonello, già conservate nelle collezioni regionali con nuclei importanti del suo lavoro, tra cui l’Annunciata, San Girolamo, San Gregorio, Sant’Agostino, il Polittico di San Gregorio, o ancora la tavoletta bifronte raffigurante sul recto la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e sul verso il Cristo in Pietà. Attraverso l’interpellanza, il deputato invita il Governo regionale a coordinarsi con il Ministero per garantire che il capolavoro possa essere esposto nel contesto storico e geografico in cui è stato creato. Antonello da Messina, massimo esponente della pittura rinascimentale siciliana, rappresenta un ponte tra la tradizione fiamminga e quella italiana. La collocazione dell’Ecce Homo nei Musei Regionali, secondo Venezia, permetterebbe dunque di completare il panorama delle opere dell’artista nell’isola e di rafforzare il valore identitario della sua produzione.
“Attraverso un’interpellanza parlamentare abbiamo chiesto al Governo regionale di attivarsi con il Ministro Giuli per fare in modo che il prezioso dipinto possa essere esposto nella sua naturale collocazione e cioè in uno dei Musei regionali siciliani”, scrive sotto un post Facebook il deputato Venezia. “Ciò nella considerazione del fatto che il capolavoro possa tornare nel contesto storico e geografico in cui è stato generato. Il dipinto costituisce un tassello fondamentale dell’identità culturale siciliana, essendo Antonello il massimo esponente della pittura rinascimentale dell’Isola e ponte culturale tra la tradizione fiamminga e quella italiana. D’altra parte, la Sicilia è la terra d’origine dell’artista e ospita già nuclei fondamentali dell’opera di Antonello. Il valore iconico della produzione artistica antonelliana travalica i confini della storia dell’arte, ergendosi a simbolo dell’identità siciliana nel mondo”.
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