San Daniele Friuli, il sindaco vuole dividere la Biblioteca Guarneriana. Ma interessa solo a 1 cittadino su 3


La città di San Daniele del Friuli, quasi ottomila abitanti nella provincia di Udine, ospita una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Italia: si tratta della Biblioteca Guarneriana, fondata nel 1466 dall’umanista friulano Guarnerio d’Artegna (Pordenone, 1410 circa - San Daniele del Friuli, 1466), che nel suo testamento, redatto il 7 ottobre del 1466, espresse la volontà di donare tutti i suoi libri alla comunità di San Daniele. Il fondo antico include 600 codici manoscritti, 84 incunaboli e più di 700 cinquecentine, oltre a 12.000 libri antichi con i quali la Guarneriana si è arricchita nel corso dei secoli. Un arricchimento che passa anche dalla Sezione Moderna, che offre libri ai quali è possibile accedere direttamente, oltre a pubblicazioni specialistiche (disponibili su richiesta) per lo studio del patrimonio della Sezione Antica.

Attorno alla Guarneriana si è scatenata negli ultimi giorni una rovente polemica circa la proposta (lanciata circa un anno fa) del sindaco di San Daniele del Friuli, Pietro Valent (Lega nord), che ha avanzato l’idea di dividere la sezione antica da quella moderna. Lo smembramento della Biblioteca prevede che la Sezione Moderna (che è parte integrante delle raccolte della Guarneriana) venga spostata fuori dal centro storico e che il Fondo Antico venga gestito da un ente terzo (probabilmente una fondazione) che dovrebbe valorizzarlo anche attraverso una mostra permanente di manoscritti antichi, che sarà allestita nei locali oggi occupati dalla Sezione Moderna. “Le due sezioni rendono dei servizi completamente differenti”, ha dichiarato il sindaco lo scorso 5 novembre intervenendo al TG3 regionale del Friuli-Venezia Giulia. “La Sezione Antica non presta codici, li mette a disposizione degli studiosi. La moderna fa i servizi di qualsiasi altra biblioteca moderna, con la differenza che la nostra è dotata di un numero elevato di libri, quindi il 50% dei nostri utenti provengono da fuori San Daniele. Si dice di spostarla in periferia: qui a San Daniele si intendono 500 metri di distanza in linea d’aria. Perché la spostiamo? Perché abbiamo l’interesse di utilizzare il palazzo che sta di fronte alla Sezione Antica della Biblioteca Guarneriana, che attualmente ospita la Sezione Moderna, per valorizzare il gioiello che noi abbiamo, la Guarneriana Antica. Valorizzarlo come? C’è molta richiesta di conoscenza del patrimonio che noi sandanielesi conserviamo. Vogliamo quindi utilizzare dei nuovi spazi per proporre delle visite guidate in un ambiente che possa raccontare la storia della Guarneriana, che a rotazione possa avere un’esposizione di qualche cinquecentina o di un codice, come fanno tante biblioteche importanti in Italia e in Europa, mettere a disposizione degli spazi per valorizzare in generale la cultura sandanielese”.

A esprimere contrarietà nei confronti della proposta del sindaco sono diversi cittadini rappresentati dal Civico Comitato Guarneriano, costituitosi con l’obiettivo di impedire la separazione del fondo antico da quello moderno. Dino Barattin, ex direttore della biblioteca, ha dichiarato che “la Sezione Moderna e la Sezione Antica si integrano, l’una valorizza l’altra. L’idea di spostare la Biblioteca - Sezione Moderna in una strada di periferia credo che sia una pessima idea nel senso che priverebbe il centro storico del suo motore culturale. Non si possono dividere le biblioteche. E poi ci siamo chiesti molte cose: chi gestirà la Biblioteca antica? A chi verrà affidato quel prezioso patrimonio che la comunità ha conservato tanti anni?”. Il Comitato ha anche scritto una lettera al sindaco, esprimendo preoccupazione per la Guarneriana: “ciò che il Suo progetto sembra voler realizzare”, si legge nel testo, “è la ‘museificazione’ della Sezione Antica della Guarneriana, con codici esposti in bacheca: una biblioteca resa visibile più che consultabile, con una ‘valorizzazione’ che non passa attraverso lo studio e la ricerca scientifica, ma attraverso la commercializzazione, in una concezione economicistica della biblioteca, con un’idea di cultura come business, dove tutto quello che non fa cassa non serve, dove il passaggio del turista è l’unico scopo da raggiungere. Il patrimonio librario e archivistico non può essere ‘museificato’ perché verrebbe meno la sua principale funzione cioè la fruizione, intesa come studio, ricerca e conoscenza. Una “valorizzazione”, inoltre, che trascura di tenere in conto gli elementi essenziali per la conservazione di un patrimonio unico. La raccolta libraria della Guarneriana contiene un’ampia serie di materiali organici, come pelli animali, carta, tessuto, tutte sostanze che per loro natura sono sottoposte a continui e inevitabili processi di invecchiamento. Tutte le lunghezze d’onda della luce (visibile, infrarosso e ultravioletto) accelerano la decomposizione chimica dei materiali organici: la luce, naturale o artificiale che sia, provoca la decolorazione, l’ingiallimento o l’imbrunimento delle carte e delle pergamene; provoca scolorimento di supporti e colori, cambiamento di colore, alterazione della leggibilità e dell’aspetto dei documenti. Ed il danno provocato dalla luce è irreversibile”.

Le preoccupazioni riguardano anche la gestione dell’Antica e l’ubicazione della Moderna: “Cedere la valorizzazione del patrimonio della Guarneriana ad un ente terzo, partecipato da privati, così come sembra voler fare Lei, Sindaco Valent, significa di fatto (se non di diritto) cedere la titolarità di tutte le scelte che riguardano tale patrimonio. Nel consiglio d’amministrazione di una fondazione, la voce dei cittadini di San Daniele sarà solo una tra molte: per decisioni che la comunità non condivida, i cittadini non avranno più alcuno strumento per far sentire con forza la propria voce, neppure più l’arma del referendum. Da ultimo, l’allontanamento dal cuore cittadino di una porzione della Guarneriana (di quella porzione di biblioteca, la Sezione Moderna, che offre servizi a tutti i Suoi concittadini e che insieme offre l’indispensabile supporto alla conoscenza e alla ricerca scientifica sul patrimonio dell’Antica, per sostituirla con servizi ad uso dei turisti), avrà sicuramente un impatto duraturo sulla comunità che, pro tempore, Lei ora amministra”.

I cittadini, per scongiurare il rischio, in estate hanno raccolto le firme necessarie per un referendum consultivo per chiedere di mantenere unite le due sezioni, fissato per domenica 24 novembre (così recitavano i due quesiti: “volete che entrambe le Sezioni della Biblioteca Guarneriana (Sezione Antica e Sezione Moderna) rimangano in gestione diretta ed unitaria al Comune di San Daniele del Friuli per conto dei cittadini?” e “Volete che la Sezione Moderna della Biblioteca Guarneriana rimanga nell’attuale sede in centro storico in Via Roma al numero civico 10?”). Le due parti (il sindaco per il no, il Comitato per il sì) si sono date battaglia, con anche episodi poco edificanti (lo strappo di manifesti elettorali) ma il quorum del 50%+1 non è stato raggiunto: solo il 30,21% degli aventi diritto (quindi solo 1 cittadino su 3: 2.343 in totale) si è recato a votare. Il sì ha però ottenuto una maggioranza schiacciante, con oltre il 95% per il primo quesito e il 91% per il secondo. Il progetto di separazione dunque andrà probabilmente avanti.

“Ieri sera”, ha commentato il sindaco Valent ieri, “si è chiusa la questione Referendum. Il quorum non è stato raggiunto, fermandosi al 30,21%. [...]. Da settimane, ma vorrei dire fin da subito dopo l’indizione del referendum, proprio per un’analisi oggettiva dei risultati avevo preparato una griglia con le diverse soglie di voto per una valutazione quanto meno emotiva possibile, indicando ai consiglieri di maggioranza quali sarebbero stati i numeri politicamente rilevanti. Numeri non raggiunti dal risultato di questa consultazione. [...] se il Comitato saprà affrancarsi dalla strumentalizzazione dell’opposizione e saprà confrontarsi con noi tralasciando i preconcetti e abbandonando quei cavalli di battaglia che non hanno niente a che vedere con la nostra visione (privatizzazione in primis) sarà possibile sedersi ad un tavolo e migliorare ciò che stiamo con calma facendo”.

Per Roberta Osso del Civico Comitato Guarneriano si tratta ugualmente di un risultato positivo: “è comunque un successo per una biblioteca tanto più se si considera che il sindaco alle elezioni amministrative del 2018 era stato eletto con 1.591 voti. La nostra richiesta è stata semplicemente di poter esprimere l’opinione dei cittadini”.

Nella foto: la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli

San Daniele Friuli, il sindaco vuole dividere la Biblioteca Guarneriana. Ma interessa solo a 1 cittadino su 3
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